La maestra pasticcera Loredana Ermini è stata premiata dal Lions Club Messina Cristo Re per il suo contributo alla valorizzazione dell’artigianato e dell’identità messinese e per aver portato il nome di Messina oltre i confini dello Stretto, attraverso ’Mbracciata, il dolce nato per raccontare la storia e la rinascita della città peloritana. Il riconoscimento assume un significato particolarmente importante perché arriva nell’anniversario del trentesimo anno di attività della Pasticceria Di Pietro fondata nel 1996 a Messina. L’evento di premiazione – che si è svolto domenica 30 agosto al Giardino Corallo di Messina con il patrocinio del Comune di Messina e la collaborazione dell’Accademia di Sicilia, – è stato presentato da Genny Lello e Natale Munaò.
«Ricevere questo premio nella mia Messina – racconta Loredana Ermini – mi ha emozionata profondamente. Trent’anni fa ho iniziato qui il mio percorso, con tanti sogni e senza sapere dove mi avrebbe portata. Oggi ricevere un riconoscimento proprio nella mia città mi fa guardare indietro e pensare alla strada fatta, ai sacrifici, alle difficoltà, ma soprattutto all’amore che ho messo ogni giorno nel mio lavoro».
Ma la serata è stata anche l’occasione per raccontare un legame ancora più profondo stretto con la città dello Stretto, attraverso ’Mbracciata, la creazione di pasticceria con cui Loredana Ermini ha scelto di dare forma alla memoria e all’identità della città. Un dolce che nasce dalla storia del terremoto del 1908, dalla distruzione e dalla successiva rinascita di Messina, ma soprattutto dall’abbraccio ricevuto da chi arrivò da fuori per aiutare una comunità ferita.
«Durante la serata –spiega la Ermini – ho voluto però raccontare qualcosa che va oltre me e oltre il premio: il legame profondo che sento con Messina e che ho cercato di racchiudere in ’Mbracciata. È il racconto di una città che nel 1908 è caduta, ma ha trovato la forza di rialzarsi e rinascere, anche grazie all’abbraccio di chi è arrivato da fuori. Una storia di incontro, di accoglienza e di rinascita che ho provato a trasformare nel linguaggio che conosco meglio: quello della pasticceria. Il mio sogno non è che un giorno si ricordi il mio nome, ma che pronunciando la parola ’Mbracciata qualcuno dica: “È Messina”. Se accadrà, sentirò di aver restituito qualcosa alla città che mi ha dato tanto». «Per questo premio ha per me un significato ancora più grande: lo sento come un abbraccio della mia città e, in qualche modo, come un riconoscimento che appartiene anche a Messina e a tutti i messinesi» – ha concluso la pastry chef.
