“Allegrio” a Roma: espressioni di cucina creativa

La recensione del ristorante

by Roberto De Pascale

Roma ha un modo tutto suo di accogliere chi la attraversa. Basta percorrere lentamente via Veneto, tra hotel storici e portieri in livrea, per sentirsi parte di una scenografia senza tempo. È qui, in questo contesto sospeso tra passato e presente, che si trova Allegrio, indirizzo gastronomico capace di coniugare eleganza contemporanea e creatività narrativa.

Il nuovo percorso degustazione si chiama “InsideOut” e prende ispirazione dal celebre film d’animazione: ogni piatto è legato a un’emozione, trasformata in gusto, tecnica e racconto. Un format originale che unisce cucina, pizza e servizio in un’unica esperienza coerente.

Il progetto e i protagonisti

Aiello, Gelormini, De Pascale, Creti

Ad accogliere gli ospiti c’è Davide Gelormini, direttore e restaurant manager, figura chiave nell’equilibrio della sala. Accanto a lui lavorano in sintonia due anime creative: Daniele Creti, chef executive, e Peppe Aiello, pizza chef. È dal dialogo tra queste tre personalità che nasce InsideOut, un menu pensato come un racconto a più voci.

La degustazione è accompagnata da un unico filo conduttore enologico: il Franciacorta Berlucchi Nature Blanc de Blancs 2017. Un calice che si rivela compagno ideale del percorso: perlage fine, profumi di agrumi ed erbe aromatiche, una bocca fresca e minerale capace di sostenere ogni passaggio senza mai sovrastarlo.

Il percorso degustazione

Gioia

Il viaggio inizia con “Gioia”. Un canederlo rivisitato, piccolo ed elegante, dove ricotta e zucca dialogano con cime di rapa, crema di pecorino al limone e taralli alle mandorle. Un piatto luminoso, costruito su equilibri delicati: dolcezza vegetale, sapidità del formaggio, croccantezza e una nota agrumata a dare freschezza.

Imbarazzo

Con “Imbarazzo” entra in scena la pizza in tre atti. Tre montanarine che giocano su tecniche e consistenze differenti: fritta, fritta e passata al forno, solo al forno. Stracotto di pomodoro con ricotta salata e pesto, stracciatella con tonno e cipolla in agrodolce, zucca con cardoncelli, provola e tartufo. Un esercizio di stile che esplora mouthfeel, umami e contrasti aromatici.

Tristezza” si presenta come una zuppa vegetale stratificata: vellutata di broccoli, cavolo nero ripassato, broccolo romano, gel di Parmigiano e nocciole tostate. Apparente semplicità che nasconde grande complessità tecnica, con alternanza di cremosità, croccantezze e leggere note amare perfettamente dosate.

Disgusto

Il registro cambia con “Disgusto”, pizza dal carattere deciso. Coratella, provola, crema di provolone del monaco e carciofi in diverse consistenze. Un piatto provocatorio che nobilita un ingrediente divisivo, giocando su sapidità, freschezza delle erbe e una struttura gustativa intensa ma equilibrata.

Rabbia” è invece un secondo piatto di impronta carnivora: filetto di maiale cotto a bassa temperatura, nduja, cavolo nero, mela verde e cipolla rossa. Qui la tensione è tutta nei contrasti: piccantezza, dolcezza e acidità convivono in un boccone energico e dinamico.

La chiusura è affidata ad “Ansia”, piatto segreto fino al momento del servizio. Presentato in un cilindro che si apre teatralmente, rivela uno stracotto di manzo al vino rosso, crema di patata americana e pane ai semi. Un comfort food contemporaneo che scioglie ogni esitazione, alternando morbidezza e croccantezza in un finale rassicurante.

Uno stile riconoscibile

Invidia

InsideOut è un progetto che funziona perché coerente: la cucina di Creti cerca equilibrio e profondità, mentre Aiello traduce lo stesso linguaggio nella dimensione della pizza. La sala, guidata da Gelormini, accompagna con professionalità discreta, senza mai forzare la mano.

Il risultato è un’esperienza che va oltre la semplice degustazione: un percorso narrativo dove ogni piatto diventa capitolo di una storia più ampia.

Allegrio conferma così la propria identità: un ristorante capace di unire tecnica e leggerezza, creatività e misura, gioco e sostanza. Un indirizzo romano che merita attenzione per chi cerca una cucina contemporanea capace di emozionare senza mai perdere eleganza.

Un pugliese in terra pontina

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