Villa Floridiana tra memoria e cucina contemporanea

by Roberto De Pascale

Ad Anagni, tra le stratificazioni della storia e il ritmo lento di una città che conserva la propria identità, Villa Floridiana emerge come un luogo sospeso nel tempo.
Una dimora ottocentesca che nasce come stazione di posta lungo la via Casilina e che, attraversando il Novecento, si trasforma in struttura ricettiva mantenendo intatta la propria vocazione all’accoglienza. Oggi è un ristorante che racconta una cucina curata, contemporanea, ma profondamente radicata. Qui si entra con la sensazione di attraversare una soglia: quella tra passato e presente.

Damiano Corsi

Lo chef Damiano Corsi nasce e cresce ad Anagni. Le sue esperienze lavorative iniziano già in età adolescenziale e, una volta diplomato, intraprende un percorso che lo porta a girare l’Italia, costruendo la propria identità attraverso diverse realtà ristorative. Dal 2020 è alla guida di Villa Floridiana, ristorante di proprietà della moglie. Una scelta che nasce come una sfida personale e culturale: valorizzare la propria città natale attraverso una cucina consapevole, radicata e in continua evoluzione.

La sua cucina nasce da un principio molto chiaro: il rispetto assoluto della materia prima. Ogni ingrediente viene scelto con attenzione, seguendo stagionalità, qualità e identità territoriale, perché la vera eccellenza parte sempre da lì. Il suo obiettivo non è stupire in modo forzato ma creare un’emozione autentica. Cerca equilibrio tra tecnica e naturalezza, dove ogni intervento in cucina ha il solo scopo di valorizzare ciò che la materia offre senza mai snaturarla.

Ama costruire piatti che siano immediatamente comprensibili, ma capaci di sorprendere nel dettaglio: nella consistenza, nei contrasti, nella profondità del gusto. Per lui stupire significa lasciare un ricordo, non creare un effetto. La sua filosofia si muove tra due linee: da un lato la ricerca costante e rigorosa della qualità, dall’altro il desiderio di offrire un’esperienza elegante, equilibrata e sincera. In ogni piatto cerca di trasmettere un’idea precisa: che la cucina possa emozionare profondamente rimanendo sempre vera.


Il percorso di degustazione

Burro salato con timo selvatico, focaccia pugliese, focaccia bianca e grissini

Il burro, morbido e sapido, viene attraversato da una nota aromatica delicata del timo selvatico. Le focacce risultano fragranti all’esterno e soffici all’interno, mentre i grissini introducono una croccantezza asciutta che prepara il palato.

Franciacorta Brut Docg Ferghettina. Colore giallo paglierino, perlage fine e persistente, in bocca si presenta con note che spaziano da fragranze di frutti dolci, agrumi e camomilla. Molto persistente con una spiccata nota minerale.

Cannolo aromatizzato al cesanese del piglio con baccalà mantecato e cipolla rossa in carpione

Il guscio croccante accoglie una farcia morbida e sapida: il baccalà mantecato esprime cremosità e profondità, mentre la cipolla in carpione introduce una nota agrodolce che alleggerisce il morso.

Tartelletta con giardiniera di pollo piccolit di verdure e caviale balsamico

La base friabile sostiene una componente vegetale vivace e una nota agrodolce, amplificata dal caviale balsamico che aggiunge intensità e persistenza.

Carpaccio di dentice marinato con puntarella alla romana con emulsione di vinegrette e fili di peperoncino

Il dentice si presenta delicato e pulito, con una marinatura che ne esalta la freschezza. La puntarella introduce croccantezza e una leggera nota amaricante, mentre la vinaigrette porta acidità e i fili di peperoncino una tensione sottile.

Scampo fresco marinato in crosta di quinoa soffiata, ricotta affumicata e salsa clementina

La crosta di quinoa aggiunge croccantezza, lo scampo mantiene una dolcezza naturale e una consistenza morbida. La ricotta affumicata introduce una nota lattica e leggermente fumé, mentre la salsa di clementina porta freschezza e una componente agrumata.

Fettuccina di seppia alla brace con doppia consistenza di zucca tuille alla soia

La seppia, lavorata come una fettuccina, mantiene una consistenza elastica e succosa, arricchita dalla nota affumicata della brace. La zucca gioca tra cremosità e struttura, mentre la tuile alla soia introduce croccantezza e sapidità.

Vino Lù Cataratto Gaetano di Carlo terre siciliani Igp. Ha colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Al naso propone note agrumate di pompelmo rosa e di macchia mediterranea incastonato in un gioco di mineralità sfaccettate dal gesso al salmastro. Al palato è molto fresco verticale e profondo, dalla sapidità e l’equilibrio spiazzanti.

Carciofi in tempura gambero di Mazara osmosi di gambero rosso e yogurt di bufala affumicato e foglioline di dragoncello e polvere di zà atar.

La tempura risulta leggera e croccante, il carciofo mantiene una struttura vegetale decisa. Il gambero introduce dolcezza e intensità, mentre lo yogurt affumicato aggiunge una nota lattica e aromatica. Dragoncello e za’atar completano con sfumature erbacee e speziate.

Gnocchi impastati con polvere di pomodoro e gambero rosso, zuppa di pesce ridotta con gambero rosso e frutti di mare ed emulsione di prezzemolo.

Gli gnocchi risultano morbidi e avvolgenti, con una dolcezza naturale data dal pomodoro e dal gambero. La zuppa di pesce è concentrata e intensa, mentre l’emulsione di prezzemolo porta freschezza e chiude il piatto con una nota erbacea.

Villa Floridiana non è soltanto un ristorante, ma un luogo in cui il tempo si stratifica.
La cucina di Damiano Corsi costruisce un racconto coerente, in cui la materia prima resta il punto di partenza e l’equilibrio il vero obiettivo. Ogni piatto si inserisce in una narrazione più ampia, fatta di identità, territorio e sensibilità contemporanea.
E quando si lascia la villa, resta la sensazione di aver vissuto qualcosa che non si esaurisce nel momento, ma continua a sedimentarsi nel ricordo.

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