A Santo Stefano Quisquina, in provincia di Agrigento, è tutto pronto per accogliere la XXIV edizione del festival dedicato al formaggio che si terrà il 30 e 31 maggio prossimi. Una manifestazione annuale dedicata alla valorizzazione del
territorio, dei prodotti tipici sicani e del borgo che conserva ancora oggi il legame profondo con le sue radici, tra paesaggi incontaminati, percorsi naturalistici e una comunità che custodisce e tramanda nel tempo le proprie tradizioni. Il Comune fa parte del Distretto Rurale di Qualità dei Sicani e occupa una posizione quasi centrale rispetto al Parco dei
Monti Sicani. Terra di specialità lattiero casearie e non solo, questo angolo della Sicilia vanta un’antica tradizione in un’attività che taluni definiscono “sintesi perfetta tra economia e territorio”.
La “Sagra del Formaggio e dei Prodotti Tipici Quisquinesi” è diventata uno degli appuntamenti più rappresentativi del territorio. Durante la sagra, il paese si trasforma: le strade si animano, i profumi raccontano storie di pascoli e lavorazioni antiche, mentre visitatori e comunità si incontrano in un clima di condivisione e partecipazione.
“La Sagra rappresenta un appuntamento autentico della nostra comunità simbolo di identità, tradizione e sviluppo – dice il sindaco Francesco Cacciatore – Questa manifestazione non è soltanto una vetrina gastronomica. È il racconto vivo della nostra storia, del lavoro quotidiano dei nostri pastori, della passione delle famiglie che custodiscono antiche tecniche di produzione tramandate di generazione in generazione. È la celebrazione di Santo Stefano Quisquina come “Città del Formaggio”, importante riconoscimento conferito dall’Onaf, l’organizzazione nazionale assaggiatori di formaggio, che premia la qualità delle nostre produzioni e il valore della nostra cultura casearia. Ma vuol essere anche un ulteriore momento di promozione del nostro territorio, delle nostre bellezze”.

Due giorni intensi, costruiti momento dopo momento, tra degustazioni nel centro storico, dimostrazioni della tradizionale “quagliata” della ricotta, musica, incontri e percorsi che portano gli avventori dentro il cuore autentico del territorio. “Come amministrazione comunale, crediamo fortemente che questa Sagra abbia un valore strategico per lo sviluppo
economico e turistico di Santo Stefano Quisquina e dell’intero comprensorio dei Monti Sicani – prosegue il primo cittadino – Promuovere le nostre eccellenze significa valorizzare non solo i prodotti tipici, ma anche il patrimonio culturale, ambientale e umano. Il nostro obiettivo anche grazie al Bando di rigenerazione avuto finanziato dal Pnrr è costruire un modello di sviluppo che parta dalle radici, dalle tradizioni e dalle risorse autentiche del territorio, trasformandole in opportunità concrete per i giovani, per le imprese locali e per tutte le famiglie che continuano a
investire in questa comunità per bloccare il drammatico spopolamento che investe soprattutto le aree interne”.
La manifestazione ospiterà produttori del territorio che presenteranno diversi tipi di formaggi e prodotti tipici. Un vero e proprio trionfo di sapori e saperi artigianali. La vasta scelta di prodotti sarà arricchita da un intenso programma di intrattenimento adatto a tutte le generazioni: chef d’eccezione delizieranno i visitatori con pietanze creative e degustazioni. Saranno molti i momenti e gli eventi che compongono la Sagra del Formaggio e dei prodotti tipici quisquinesi: le degustazioni dei vari formaggi che vengono prodotti a Santo Stefano Quisquina e nelle zone
limitrofe: il caciocavallo, la ricotta, la tuma, il primosale e quello stagionato. Non solo formaggio, ma sarà possibile assaggiare il miele, l’olio e l’ottima carne dei Monti Sicani. Presenti anche gli immancabili cooking show, oltre a momenti musicali e di intrattenimento caratterizzati dalle sonorità, dai linguaggi, dalle tradizioni stefanesi e del territorio dei Sicani.
Durante le due giornate verrà presentato il progetto “Rete dei 5 Sensi”, un patto di cooperazione interterritoriale nato per valorizzare i prodotti agroalimentari locali, promuovere le identità territoriali e creare connessioni tra produttori, comunità e realtà del territorio.
