La Terra tra colori e sapori. È stato questo il tema dell’ultimo appuntamento di Etna Arkè, ospitato il 14 agosto da Vigneti Primaterra, la cantina di Tiziana Gandolfo e Camillo Privitera sul versante Nord dell’Etna che ha ospitato la prima esposizione artistica di Irene Taormina, donna del vino che ha trovato nella pittura una straordinaria forma di espressione di sè.
Sull’Etna il vino incontra l’arte e insieme diventano racconto. Nell’ultimo appuntamento di Etna Arkè, organizzato da Tiziana Gandolfo e Camillo Privitera nella loro tenuta di Randazzo, Vigneti Primaterra, il mondo della viticoltura si è intrecciato con quello dell’arte, attraverso la prima esposizione di opere di Irene Taormina, donna del vino e manager di Duca di Salaparuta. Un debutto importante per Irene Taormina, che ha scelto di aprire il suo cuore agli ospiti presenti alla serata e presentare le sue opere in una serata che si è rivelata particolarmente emozionante.
Per Irene Taormina la mostra ha rappresentato una sorta di rivelazione dei suoi stati d’animo. «È la prima volta che mostro i miei sentimenti», ha raccontato l’artista, spiegando come la sua pittura sia diventata uno spazio nel quale mettere a nudo emozioni e sensibilità. Tra le opere presentate, particolare suggestione ha suscitato il primo quadro, “Rivelazione”, costruito attraverso ben 36 colori e la “Rinascita di fuoco” che racconta l’eruzione come una forza vitale, una lava che scorre e si trasforma in passione, movimento, energia.
Quella stessa energia che appartiene alla terra e che abbiamo ritrovato nei vini protagonisti della serata sapientemente raccontati da Camillo Privitera. Come è stato sottolineato durante l’incontro, ogni vino diventa racconto. La qualità, da sola, non basta: un vino capace di emozionare riesce ad andare oltre il dato tecnico e porta con sé la sensibilità di chi lo produce, il luogo da cui proviene, il tempo e le scelte dell’uomo.

Ad aprire il viaggio, è stato Ansaldi Metodo Classico Brut e Dom Juroso Metodo Classico Brut di Lis Neris, espressioni che hanno introdotto il tema dell’Aria, tra finezza, freschezza e leggerezza.
Per l’Acqua, il Sentiero del Vento, Vermentino di Gallura di Duca di Salaparuta, seguito dal Bernkasteler Riesling.
Il Fuoco ha trovato la sua espressione nel Primaterra Etna Rosato, un vino profondamente legato al vulcano e alla sua energia, mentre alla Terra è stato affidato il Marsala Superiore Secco 2016 di Cantine Florio, vino dalla lunga storia e dalla straordinaria capacità di raccontare la Sicilia attraverso il tempo.
A completare la serata, un menù conviviale con protagonista la porchetta preparata da Enzo Raneri, insieme al banco d’assaggio dedicato ai vini dell’Etna selezionati da Camillo Privitera e Tiziana Gandolfo. Appassionato di cucina Enzo Raneri ha cucinato e servito la sua eccezionale porchetta in abbinamento a contorni di verdure.
Etna Arkè, giunto alla sua decima edizione, si conferma così un appuntamento che partendo dal vino sa trasformare ogni serata in uno spazio di incontro tra passioni, persone e territorio.
