Balìce, al ristorante dello chef Giacomo Caravello arrivano i piattini

by Valeria Zingale

Piccoli assaggi, grande cucina da condividere, abbinare a un buon calice, lasciandosi conquistare dal gusto. Ecco cosa sono i piattini: un format che sta spopolando e che lo chef Caravello, insieme alla sorella Manuela, ha introdotto nel suo ristorante di Milazzo.

La cucina cambia, sperimenta nuove formule e, soprattutto, torna a mettere al centro il piacere della convivialità. Perchè in fondo, quando andiamo al ristorante, vogliamo semplicemente stare bene. È in questo scenario che Balìce, a Milazzo, introduce una nuova proposta firmata dallo chef Giacomo Caravello: arrivano i piattini, piccole preparazioni pensate per essere ordinate, condivise e abbinate a un buon calice di vino, scegliendo tra le numerose e interessanti etichette della cantina del ristorante situato in via Nino Ryolo, a pochi passi dal lungomare di Milazzo.

Un modello che a Milano è nato e si è consolidato prima che altrove, partendo dal mondo delle vinerie, dei bistrot e dei wine bar e arrivando progressivamente anche nelle cucine dei ristoranti. Oggi la formula si sta diffondendo in diverse città italiane, interpretata con linguaggi differenti, ma con un denominatore comune: mangiare diventa un’esperienza più libera, dinamica e conviviale.

Non più necessariamente un percorso scandito da antipasto, primo e secondo, ma una successione di piccoli piatti da mettere al centro del tavolo, assaggiare, scambiare e accompagnare con il vino. Un modo molto giocoso e divertente di vivere la cucina, che permette di costruire il proprio percorso in maniera spontanea, non solo a cena ma a partire dall’ora dell’aperitivo. Da Balìce si comincia alle ore 19,00.

Il menu di Balìce: materie prime eccellenti, riscoperta del bbq e cucina in cui il sapore torna protagonista

I Piattini di Balice: Fagiolini e noci, Pak-choi alla brace, Balìce olio e aromi, Gamberetto di nassa saltato pepe e limone

La nuova proposta nasce dalla volontà dello chef Giacomo Caravello di lavorare sull’eccellenza della materia prima, attraverso preparazioni più immediate, riconoscibili e capaci di raccontare il gusto con semplicità. Una cucina che trova nei vegetali uno dei suoi elementi più interessanti. Le verdure non sono semplicemente un accompagnamento, ma diventano spesso le grandi protagoniste dei piattini, valorizzate dalla brace, dal salmoriglio, dalle erbe, dalle spezie, dalle bilanciate acidità. Accanto alle verdure tanto pesce, dalle alici ai gamberi. Il risultato è un menù pensato per essere esplorato senza un ordine prestabilito. Si può partire dal mare, passare alle verdure, tornare a un fritto e accompagnare ogni assaggio con un vino diverso.

I piattini da provare

I piattini di Balìce: Acciughe marinate, Peperoni, capperi e muddica, Hummus senape e nasturzio

Tra le proposte di piattini in carta c’è l’Hummus che incontra la nota pungente della senape e quella aromatica del nasturzio. Piatto storico nella cucina di Balice presentato in tanti eventi o servito come amuse bouche prima del percorso degustazione.

Poi Peperoni, capperi e muddica, un piatto che gioca sulla dolcezza del peperone e sulla sapidità dei capperi, con la componente croccante della mollica.

Il mare arriva con la Frittura di alici e mayo, semplice e golosa, e con le Acciughe marinate, mentre il Gamberetto di nassa saltato, pepe nero e limone porta nel piattino tutta la freschezza e la delicatezza del crostaceo, accesa dal pepe e dall’acidità del limone.

I piattini di Balìce: Frittura di alici e mayo

Non manca una proposta essenziale e profondamente mediterranea come Balìce olio e aromi, né una delle interpretazioni più interessanti della filosofia della nuova carta: le Verdure alla brace. Eccellenti i fagiolini alla brace serviti con le noci, così come il pak-choi. Qui il gusto si esprime con potenza e ne ordineresti ancora.

È qui che emerge tutta la profondità della cucina vegetale contemporanea: la capacità di trasformare un ingrediente considerato povero, da “contorno” in un piatto vero e proprio. La brace diventa strumento per concentrare profumi e sapori, mentre aromi e condimenti costruiscono intorno alla verdura una dimensione gastronomica completa.

«È il completamento di una trasformazione che abbiamo fatto nell’ultimo anno – racconta Giacomo Caravelloe, in particolare, da quando ci siamo trasferiti nella nuova location dove è cambiato un po’ l’approccio. Nei primi anni del ristorante ci siamo concentrati quasi esclusivamente sul menu degustazione; oggi abbiamo scelto di ampliare molto la proposta. Con i piattini non ci siamo inventati nulla: è un format che sta spopolando in tanti locali. Anziché costruire un concept esclusivamente sui piattini, abbiamo scelto di inglobarli nella nostra carta. Vogliamo coccolare e viziare il più possibile i nostri clienti: questa è la nostra idea di ristorazione. Abbiamo anticipato anche l’orario di apertura del ristorante, dando la possibilità di venire semplicemente a degustare qualche piatto e bere un calice di vino. Può diventare una cena oppure fermarsi a un aperitivo. La parola d’ordine è massima libertà. Proviamo a giocarci tutte le carte. È una strada che ci diverte molto» – ha concluso lo chef milazzese.

Accanto alla formula dei piattini, resta naturalmente sempre valida e interessante la proposta alla carta, con una ricca selezione di crudi, sette antipasti, sei primi e cinque secondi tra cui scegliere. Un’offerta ampia, pensata per lasciare spazio alla libertà del commensale e alla possibilità di costruire il proprio percorso. La brace prende sempre più spazio tra le cotture, mentre il vegetale si è conquistato pian piano uno spazio sempre più importante.

C’è poi il menu degustazione, che rappresenta forse la sintesi più compiuta del percorso gastronomico di Giacomo Caravello: un viaggio nella sua cucina attraverso alcuni dei signature dish che ne hanno definito l’identità. Tra questi il Tagliolino Balice, con burro affumicato e limone, e lo spaghetto con fico d’India e basilico, piatti nei quali tecnica, memoria e creatività dialogano con una materia prima profondamente legata al territorio.

Il vino come compagno di viaggio

La formula dei piattini trova nel vino il suo naturale compagno. La ricca cantina di Balice permette di giocare con gli abbinamenti, scegliendo il calice in funzione del piatto oppure, al contrario, lasciandosi ispirare dal vino per costruire la propria sequenza di assaggi. È una modalità di consumo che cambia anche il rapporto con il ristorante: meno rigida, più curiosa, più sociale. Si ordina un piattino, poi un altro. Si assaggia quello del vicino. Si scopre un nuovo vino. Si cambia idea e si aggiunge qualcosa al tavolo. La condivisione diventa parte integrante dell’esperienza gastronomica.

Ed è forse proprio questo il senso più interessante della nuova proposta di Balice: non soltanto piccoli piatti, ma una cucina che invita a stare insieme, a sperimentare e a costruire ogni volta un percorso diverso.

A Milazzo, Giacomo Caravello insieme alla sorella Manuela, responsabile della sala, interpreta così una tendenza che sta conquistando la ristorazione italiana, adattandola alla propria sensibilità e a una cucina che parte dalla materia prima e arriva al gusto, con immediatezza, creatività e una buona dose di divertimento.

Balìce, via Nino Ryolo 22, Milazzo (ME) Tel 090 738 4720

Aperti a cena lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato

Aperti a pranzo sabato e domenica

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