L’Antico borgo marinaro di Punta Secca e il Cuoco Pescatore Joseph Micieli. Due buoni motivi per visitare i luoghi di Montalbano

Ci sono posti dove lasci il cuore, contando di ritornarci. Punta Secca, piccola frazione in provincia di Ragusa, è uno di questi. Luoghi che evocano la Sicilia autentica dove il blu del cielo e del mare diventano un tutt’uno e si specchiano nelle spiagge bianche, dove i paesaggi sono mozzafiato e restano impressi come cartoline nella mente. Diventati celebri grazie alla fiction di successo “Il Commissario Montalbano” e ai racconti dello scrittore Andrea Camilleri, quei luoghi sono meta di un turismo sempre crescente. Non solo le città d’arte dove è ambientata la fiction, come Ragusa Ibla e Modica, ma anche Punta Secca – il piccolo villaggio di pescatori, in una frazione di Santa Croce Camerina, dove sorge la casa di Montalbano, – sono presi d’assalto dai turisti.

La casa del Commissario Montalbano

Visitare Punta Secca vuol dire venire a contatto con un luogo di vacanza dove respirare spensieratezza e dove l’unico rumore di fondo è la brezza del mare. L’odore del pesce fresco che viene dai vicoli e dai piccoli ristoranti della zona è inebriante.

Nei miei tour in giro per la Sicilia tra lavoro e relax, tra appuntamenti gourmet e tempo libero, ho conosciuto Joseph Micieli, patron chef di “Scjabica – Cuoco Pescatore”.  Ho compreso subito che questo giovane cuoco il mare lo portava dentro di sé e sono ritornata a Punta Secca solo per provare la sua cucina.  Le mie sensazioni erano giuste. Joseph Micieli, 30 anni appena compiuti, punta tutto sull’emozione e mette al centro della sua filosofia culinaria la freschezza e la qualità della materia prima. Nei suoi piatti c’è la memoria della cucina siciliana dei pescatori interpretata in chiave contemporanea. Il Ristorante, con vista mare, esprime anch’esso la memoria dei luoghi.  Continue reading

“Giovani e Talenti. La Sicilia degli chef si racconta” il 3 luglio al Charleston di Mondello

Cinque giovani talentuosi chef della ristorazione gourmet siciliana, in rappresentanza di cinque diverse province dell’Isola, cucineranno insieme per una cena evento al Ristorante Charleston di Palermo. L’iniziativa che si svolgerà martedì 3 luglio nello storico ristorante di Mondello, borgata marinara di Palermo, prende il nome di: “Giovani e Talenti. La Sicilia degli chef si racconta”.

Santino Corso, resident chef del Charleston, sarà affiancato da:  Nicola Bandi (Osteria “Il Moro” di Trapani), Davide Guidara (“Eolian Ristorante” di Milazzo),Vincenzo Santalucia, (“La Scala” di Agrigento) e Peppe Torrisi, (“Talè Restaurant & Suite” di Piedimonte Etneo).

Un appuntamento imperdibile, in cui i giovani chef condivideranno le loro creazioni in un unico percorso sensoriale che sarà accompagnato da una selezione accurata di vini in abbinamento ad ogni singolo piatto.  Un’occasione unica per vedere per la prima volta insieme all’opera quelle che la stampa di settore ha definito spesso cinque promesse dalla nuova cucina siciliana, una sorta di Nouvelle Vague della ristorazione dell’Isola.

Il menù della serata:

Amuse Bouche

  • “Pane cunzato” – Nicola Bandi
  • “La caponata” – Santino Corso

Antipasti

  • “Pane, pomodoro e alici” – Davide Guidara
  • “Sformatino di sarde su crema di Parmigiano e gocce di Cerasuolo di Vittoria” –  Nicola Bandi

Primi piatti

  • “Pasta alla norma croccante con nuvola di Parmigiano” – Vincenzo Santalucia
  • “Ricchi e Poveri” – Giuseppe Torrisi

Secondo

  • “Pancia e Polpo” – Santino Corso

Predessert

  • “Malvasia…” – Santino Corso

Dessert

  • “La Mandorla di Noto in tre consistenze” – Santino Corso

L’evento è riservato ad un numero ristretto di partecipanti, è pertanto necessaria la prenotazione chiamando il numero 091.450171 o scrivendo a info@ristorantecharleston.comContinue reading

Gourmet Experience a Villa Igiea: il viaggio stellato di Trentacosti e Costa tra tradizione e innovazione

Dalla tradizione si parte per attingere quel tanto che basta e approdare ad una cucina originale e innovativa. L’obiettivo – centrato appieno – è stato quello di sedurre il commensale e condurlo verso un’esperienza di gusto difficile da dimenticare. Il terzo appuntamento con la Gourmet Experience firmata dal Grand Hotel Villa Igiea di Palermo ha colto nel segno. Ai fornelli Carmelo Trentacosti, executive chef della struttura e del raffinato Ristorante “Cuvèè du Jour” e Giuseppe Costa, chef 1 stella Michelin de “Il Bavaglino” di Terrasini. In degustazione i vini della cantina Feudo del Pisciotto. La cena ha preso il via con un forte richiamo alla tradizione regionale siciliana: arancina, sfincione e cannolo sono gli ever green della cucina palermitana ma non aspettatevi le classiche preparazioni. Da due chef del calibro di Trentacosti e Costa c’è da aspettarsi molto di più.

Sfincione cremoso (Costa)

Così lo street food a Villa Igiea diventa gourmet: l’arancina incontra il cous cous, lo sfincione diventa cremoso ed elegante nel gusto e nella presentazione, il cannolo trova audacia con il ripieno di caponata e l’aromaticità della mandorla. Dinnanzi allo scenario da sogno che si ammira dal giardino della sontuosa Villa restaurata alla fine del XIX secolo sulla costa palermitana, viene servito il delizioso aperitivo di benvenuto accompagnato dalle bollicine, metodo charmant, brut Rosè “Davolarosa” Feudi del Pisciotto.

Cannolo caponata, mandorle (Trentacosti)

A seguire, la voglia di stupire dei due chef, legati da una bella amicizia e stima reciproca, da vita a due antipasti complessi. I ravioli di seppia cotta a bassa temperatura con cuore di gambero rosso aromatizzato al limone e zenzero, la sua bisque e caviale mostrano la grande tecnica di Trentacosti che raggiunge un perfetto equilibrio di sapori.

Ravioli di seppia (Trentacosti)

Costa sceglie un antipasto molto audace in cui crede molto. Anche qui si lascia apprezzare una grande tecnica. “Foglie d’amare” è l’interpretazione molto innovativa dell’insalata di mare e il pesce si trasforma in sottilissime chips colorate.  Continue reading

Solo 100 giorni per provare il nuovo Ristorante Otto Geleng del Timeo

Taormina è sempre più meta di turismo d’élite e non mancano le gustose novità per gli appassionati di cucina gourmet. Il Belmond Grand Hotel Timeo, in occasione dei 145 di attività, ha ideato per la bella stagione una formula gastronomica inedita. Si tratta del nuovo Ristorante “Otto Geleng che sarà fruibile solo per 100 giorni. Inaugurato il 7 giugno scorso, resterà aperto sino al 15 settembre 2018, solo a cena, con 8 tavoli, e accoglierà un massimo di 16 commensali.

 L’eleganza dell’ambiente ricorda le ville siciliane di un tempo, con i tavoli incorniciati in un terrazzo fiorito di buganville con vista sulla baia di Naxos e sul vulcano Etna.

Il tovagliato è realizzato a mano dalle discendenti della scuola di ricamo Mabel Hill di Taormina, la posateria in argento è firmata da Christofle Parigi e impreziosita da un disegno baroccato, le ceramiche sono di Villeroy & Boch. L’esperienza di gusto è assicurata da un grande nome della ristorazione siciliana, Roberto Toro, già executive chef di Belmond Grand Hotel Timeo. L’offerta si completa con una carta dei vini interessante con oltre 400 etichette tra vini italiani e francesi. La sommelier è Simona Di Goro. La carta si completa con una selezione di cocktail con ingredienti siciliani, da gustare come aperitivo o fine pasto, e distillati di pregio.

Lo chef Roberto Toro

Otto Geleng è un omaggio al pittore tedesco che per primo vide in Taormina una meta turistica d’eccellenza e convinse la famiglia ad aprire il primo hotel della città, il Timeo. Correva l’anno 1873.

Cena stellata a Villa Igiea. Carmelo Trentacosti e Giuseppe Costa raccontano l’alta cucina

 

Un secondo appuntamento di gusto attende lo chef Carmelo Trentacosti, del Ristorante Cuvée du Jour del Grand Hotel Villa Igiea  MGallery by Sofitel di Palermo. Dopo Tony Lo Coco, chef stellato de I Pupi di Bagheria, Trentacosti ospiterà Giuseppe Costa, patron chef 1 stella Michelin de “Il Bavaglino” di Terrasini. Nei suoi piatti Costa racconta l’amore per la Sicilia e il territorio, lo stesso amore che Trentacosti esprime attraverso la sua cucina. L’appuntamento con la Gourmet Experience di Villa Igiea è fissato per mercoledì 20 giugno alle ore 20:30. Molto interessante il menù che i due chef proporranno ai commensali.

Si comincia con l’arancina di cous cous e lo sfincione cremoso di Costa e il cannolo di caponata e mandorla di Trentacosti, in abbinamento a Davolarosa brut.

Due gli antipasti: ravioli di seppia con cuore di gambero rosso, la sua bisque e caviale per Trentacosti, foglie d’amare (insalata di mare rivisitata) per Costa. In degustazione Grillo 2016 etichetta Marengo.

Seguiranno il riso gallo extra con plancton, ricci di mare, formaggio di capra a latte crudo e mandarino verdello dello chef di Villa Igiea abbinato allo Chardonnay 2016 etichetta Ferretti e il falsomagro di rana pescatrice con cipollotto alla carbonella dello chef de “Il Bavaglino”, in abbinamento al pinot nero L’eterno 2013.

Concluderanno la cena a 4 mani il pre-dessert di Trentacosti: rapa rossa, liquirizia e finocchio e il dessert di Costa: la crostatina al contrario in abbinamento al passito etichetta Ferré (Gewürtztraminer e Semillon).

Per info e prenotazioni:

Tel. 091.6312111 

frontoffice-villaigiea@amthotels.it 

concierge-villaigiea@amthotels.it.

Alla scoperta di Cortile Arabo, l’Osteria di charme che veste Tizzini e Thalass

Spiagge dorate, acque cristalline, un borgo di pescatori incantato, tra i più suggestivi della Sicilia sudorientale. Questo è Marzamemi, frazione marinara in provincia di Siracusa, dove è facile lasciare un pezzo di cuore. Il nome deriva dal’arabo Marsà al hamene e significa “Rada delle tortore”. In questo paradiso naturalistico, a ridosso di una scogliera, sorge “Cortile Arabo”, un ex casetta di pescatori ristrutturata secondo i dettami paesaggistici dei luoghi e diventata un ristorante di charme, molto apprezzato non solo dai turisti ma soprattutto dai siciliani.

Il Cortile Arabo unisce all’incanto del luogo, il sacro rito dell’accoglienza e dell’ospitalità siciliana fatta di sorrisi. Santo Paternostro e la moglie Mariangela Fronterrè sanno raccontare il fascino e la storia di quei luoghi come pochi altri e ti ritrovi a chiacchierare amabilmente fino a tarda notte, come se il tempo non passasse. Imprenditore del settore, lui, che già in passato ha gestito due attività a Marzamemi, insegnante lei, Santo e Mariangela non si sono accontentati di gestire il locale come un comune ritrovo turistico, ma hanno intrapreso una strada più impegnativa, investendo sulla ristorazione di qualità, e stanno già raccogliendo i primi frutti, portando in alto il nome del “Cortile Arabo”.

Per far questo, ormai da 6 anni hanno puntato sul giovane chef, Massimo Giaquinta, nato a Nairobi da mamma kenyota e papà siciliano. La multiculturalità fa parte del suo essere ma è forte l’impronta della cucina siciliana rivisitata in chiave innovativa. La selezione delle materie prime, in particolare del miglior pesce che arriva dal mare antistante, le tecniche di cottura e l’unione dell’antico con il moderno, sono le caratteristiche principali della sua cucina. Massimo Giaquinta guarda il mare e da lì trae ispirazione, punta a stupire con le sue interpretazioni personalissime dei piatti, mai banali, gioca con le consistenze e le temperature, ma imprescindibile nella sua cucina è il rispetto dell’ingrediente. Nella sua brigata, ci sono il fratello Giuseppe che riveste l’importante ruolo di sous chef, Salvatore Aniello e Giovanni Fisicaro.

Da pochi giorni il Cortile Arabo ha stretto un’importante collaborazione con il brand siciliano Tizzini e si è vestito di eleganza attraverso pezzi unici d’autore. L’artista Tiziana Tizzini ha realizzato in esclusiva per il locale di Marzamemi un raffinato tovagliato in lino bianco e avorio con applicazioni di specchietti, cianciane, giummie, passamanerie.  Continue reading

Il mare dentro…la cucina gourmet dello chef Paolo Romeo

 

Il mare è nei suoi piatti. Paolo Romeo parte da lì, dalla ricerca dell’ingrediente interpretato con semplicità, nel rispetto della sua freschezza e dei suoi profumi. I suoi piatti sono ricercati nella presentazione, nell’equilibrio di sapori e colori. Ama i crudi di pesce e riesce ad abbinarli con eleganza a frutta e formaggi.

Chips di rapa rossa con tartare di ricciola

Ama sperimentare e creare abbinamenti sempre diversi. Nato e cresciuto in riva allo Stretto di Messina, Paolo Romeo quel mare lo ha dentro e lo ha portato con sé nelle numerose esperienze in Italia e all’estero. Ritornato nella sua città da poche settimane, ha un obiettivo, far conoscere la sua cucina gourmet in cui riesce a mixare abilmente estro e sicilianità, cucina classica e cucina contemporanea. E’ executive chef presso il Grecale Ristorante Italiano, del gruppo ristorativo Kajiki Ristorante Giapponese, Villa Laura Resort e Kon Gusto Catering di Francesco Rella e Fabrizio Natoli. 

Francesco Rella, Paolo Romeo, Fabrizio Natoli

Con il piatto “Viaggio in Sicilia” nel 2017 ha trionfato al Campionato italiano Bia Cous Cous, nella gara tra sei chef tutta “azzurra” che si è svolta nell’ambito della 20^ edizione del Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo.

Viaggio in Sicilia

Paolo ha conquistato nella sua carriera altri importanti riconoscimenti, come la medaglia di bronzo alle Olimpiadi della cucina di Elfut in Germania nel 2004 e la medaglia d’argento ai campionati italiani di Brescia nel 2005.

La brigata di cucina del Grecale, Kajiki

Al Grecale di Messina è arrivato con un bagaglio di esperienze significative e stage con importanti esponenti della cucina italiana, come Massimo Bottura e Davide Oldani. L’esperienza di gusto è assicurata. Lasciatevi coccolare dai suoi sorprendenti antipasti che giocano molto sulle consistenze.  Continue reading

La memoria e il territorio di Lo Coco e Trentacosti alla Gourmet Experience di Villa Igiea

La cucina dell’identità, della memoria, del territorio si confronta con l’innovazione per dar vita a capolavori del gusto. La “Gourmet Experience a 4 mani” nell’elegante cornice del Ristorante Cuvée du Jour, del Grand Hotel a 5 stelle Villa Igiea di Palermo ha sancito il connubio perfetto tra due grandi nomi della cucina siciliana, Tony Lo Coco,1 stella Michelin, patron chef de I Pupi di Bagheria e Carmelo Trentacosti, executive chef di Villa Igiea. Un tavolo unico imperiale ha messo insieme critici gastronomici e giornalisti che hanno condiviso la gourmet experience in abbinamento ai vini della storica azienda agricola siciliana Duca di Salaparuta, rappresentata dalla wine ambassador Sicilia, Irene Taormina.

Trentacosti sorprende da subito con la sua amuse-bouche. A vedere il piatto, si può immaginare la tecnica e il tempo impiegato per raggiungere un risultato eccellente nello scomporre e ricomporre il baccello di piselli. Alla vista perfetto, in realtà, il baccello è la parte croccante del piatto ed è realizzato con una base di crackers. Piatto interessante nell’idea e nella presentazione che farà parte della carta del menù estivo di Villa Igiea. Il baccello di piselli è abbinato a Duca di Salaparuta Brut.

Baccello di piselli di Carmelo Trentacosti

I piatti proposti, ricercati nella presentazione e equilibrati nel gusto, hanno messo in luce anche l’aspetto etico della cucina. In molti di essi è forte l’idea del recupero degli scarti per una cucina sostenibile, senza sprechi. Lo Coco con “Il gambero nella sua nassa” ha mostrato che la tecnica al servizio della fantasia può dar vita a piccoli capolavori. Oltre all’abilità di riprodurre l’attrezzo tradizionale utilizzato per la pesca di crostacei e molluschi dai fondali (con patate e barbabietola), lo chef è riuscito a stupire i commensali utilizzando tutte le parti del gambero, compreso testa e carapace, resi croccanti come delle chips. Gli scarti dei crostacei in questo piatto diventano una gustosa bisque, il tutto viene abbinato a una delicata spuma a base di patate e zenzero. Il risultato è sorprendente con tanto rispetto per la materia prima. Il piatto è abbinato a Terre siciliane I.G.T. Risignolo “Colomba Platino” 2017.

Il gambero nella sua nassa di Tony Lo Coco

Il tonno è nel suo tempo migliore, ne viene utilizzato un lingotto insieme alla sua bottarga. Il risultato è un piatto che attraverso l’utilizzo di una miscela di spezie e della cipolla rossa in agrodolce convince e si pone a metà strada tra tradizione e innovazione. “Tonno tonno” è abbinato a Terre Siciliane I.G.T. Lavico 2014, servito più freddo. Continue reading