Etna Made entusiasma con la Cena a Quattromani di Cannizzaro e Raciti

Si conclude oggi a Catania Etna made, la rassegna dedicata ai vini dell’Etna, in centro città. Ad ospitarla, l’Istituto Ardizzone Gioeni, nei pressi di via Etnea, un luogo suggestivo scelto per avvicinare i catanesi al mondo del vino e colmare la distanza che c’è tra il cittadino comune e le produzioni dell’Etna. L’obiettivo della kermesse enogastronomica è stato quello di far conoscere l’unicità del territorio etneo e rilanciare il consumo dei vini del territorio.

Gina Russo

Oltre 20 le aziende partecipanti che hanno esposto e raccontato le loro migliori produzioni. Presenti anche alcuni stand di specialità gastronomiche.  L’evento è stato organizzato da Scirocco Comunicazione e dalla Fondazione Italiana Sommelier Sicilia, in collaborazione con Bibenda, e con il patrocinio del Consorzio di tutela dei vini dell’Etna DOC, Strade dei Vini dell’Etna, della Città metropolitana e del Comune di Catania.

Giuseppe Raciti e Marco Cannizzaro

Nell’ambito dell’iniziativa, sono state organizzate anche due cene a quattro mani. La prima è andata in scena ieri sera nel giardino dell’Istituto che ha ospitato la manifestazione. A deliziarci ci hanno pensato gli chef Marco Cannizzaro e Giuseppe Raciti.  Continua a leggere

Etna Made 2019 celebra i vini e l’alta cucina

CATANIA – Dal 31 maggio all’1 giugno la città di Catania ospita Etna Made 2019, l’evento enogastronomico dedicato ai vini dell’Etna, che si svolgerà all’interno del chiostro dell’Istituto Ardizzone Gioeni di via Etnea, in centro città. L’evento nasce da un’idea di Scirocco Comunicazione e della Fondazione Italiana Sommelier Sicilia, in collaborazione con Bibenda, con il patrocino del Consorzio di tutela dei vini dell’Etna DOC, Strade dei vini dell’Etna, della Città metropolitana di Catania e del Comune di Catania.

Una due giorni per far conoscere l’unicità del territorio etneo, la sua storia millenaria, i produttori e i vini che riscuotono un grande interesse a livello nazionale e internazionale. “Saranno due giorni intensi con oltre 25 cantine dell’Etna che ci faranno degustare i loro vini– ha anticipato  Francesco Chittari, organizzatore dell’evento nel corso della conferenza stampa –  vogliamo comunicare l’Etna nella sua interezza e allo stesso  tempo nelle peculiarità di un territorio che, seppur piccolo in termini di ettari di vigneti e di produzioni di bottiglie, è uno straordinario microcosmo di eccellenze”.

Venerdì 31, a partire dalle 18, all’interno del chiostro dell’Istituto Ardizzone Gioeni aprirà  “La Piazza del vino”, in cui verranno ospitate le cantine e le proposte di localfood; alle 19 la  “Sala Masterclass” dedicata alla degustazioni, vedrà l’approfondimento sull’evoluzione sull’Etna dal “CRU” al “CLOS”, fra sperimentazione e tradizione a cura di Paolo Di Caro, presidente siciliano Fondazione Italiana Sommelier. E poi, alle 20 “A Quattromani Ristorante etneo” due straordinarie cene: la prima (il 31 maggio) duetteranno Marco Cannizzaro (KM0) Giuseppe Raciti (Zash).  Continua a leggere

“Storie di Nerelli” al Ristorante Zash

Il Nerello Mascalese in tutte le sue espressioni sarà il protagonista della serata “Storie di Nerelliche si svolgerà giovedì 23 maggio al Ristorante Zash Country Boutique hotel di Riposto. In purezza ed in blend con i vitigni Nerello Cappuccio, Nero d’Avola e Nocera che ne esaltano le caratteristiche, il vino delle aziende agricole Pietradolce e Le Casematte verrà abbinato ai piatti dello chef Giuseppe Raciti (in foto).

Tra i profumi dell’agrumeto, con vista sul vulcano Etna, dentro la vasca dove un tempo si fermentava il vino, s’inserisce il piccolo e suggestivo ristorante Zash. Un luogo intimo e raccolto, dove il tempo si è fermato, si dà spazio a suoni, odori e sapori della natura. In questo scenario lo chef e la sua brigata creano nuove storie culinarie, in quel connubio unico e irreperibile fatto di creatività, tradizione e territorio.  Continua a leggere

Street food, alta cucina e grande solidarietà sono i protagonisti del Messina Street Food Fest

C’è grande attesa per la seconda edizione del Messina Street Food Fest, che si terrà a Piazza Cairoli da giovedì 11 a domenica 14 ottobre. Dopo il successo della I edizione che nell’ottobre scorso ha registrato oltre 50 mila presenze, la manifestazione dedicata al cibo da strada si arricchisce quest’anno di un fine benefico e di nomi di spicco della ristorazione siciliana che hanno accettato l’invito dell’organizzazione di partecipare alla kermesse. Saranno ben 13 i cooking show ospitati nell’ampia tensostruttura montata al centro di Piazza Cairoli, cuore pulsante e salotto buono della città di Messina. Il tema scelto per questa seconda edizione è il territorio e gli chef racconteranno la ricchezza della Sicilia attraverso i prodotti della nostra isola. Così mentre tutto intorno si celebrerà il tanto amato street food, nel centro della piazza si esibiranno grandi chef, anche stellati.

Si comincia giovedì 11 ottobre con l’inaugurazione alle ore 18 e l’apertura al pubblico degli stand di specialità gastronomiche. Alle 19 seguirà il cooking show più atteso, quello di Pietro D’Agostino, chef patron del ristorante “La Capinera” di Taormina, 1 stella Michelin, membro della associazione JRE, giovani cuochi europei, e componente nazionale dell’associazione Charming Italian Chef. D’Agostino esprimerà la ricchezza della cucina siciliana con la sua creatività e proporrà il piatto chiamato “Corallo”, con gambero rosso di Mazara e funghi porcini dell’Etna.

Alle ore 21.00 seguirà il secondo cooking show stellato, con lo chef palermitano Giuseppe Biuso, una stella Michelin del Ristorante “Il Cappero” del Therasia Resort di Vulcano, unica struttura cinque stelle presente sull’isola. Il giovane chef proporrà un’inedita versione del “Bianco mangiare” con seppia, patate, caciocavallo dei Nebrodi e mandorle di Noto.  Continua a leggere

L’arancino è sempre più gourmet. Le ricette degli chef di Chicchi, riso e uva di Sicilia

Chicchi, riso e uva di Sicilia si conferma un appuntamento gustoso che richiama di anno in anno sempre più appassionati di cibo e vino. Vincente l’idea di far gustare arancini gourmet in abbinamento a vini del territorio. Il giardino di Masseria Carminello, a Valverde, è vestito a festa, come nelle migliori occasioni. Si mangia street food ma non mancano le comodità. Dimenticate le cene in piedi e le file negli stand, qui tutti i tavoli sono apparecchiati e gli ospiti seduti a godersi lo spettacolo in una perfetta serata di fine estate. Per la quarta edizione dell’evento enogastronomico organizzato da Antonio Rosano e Giovanni Samperi sono stati cinque gli chef protagonisti:

 Rosanna Marziale, stella Michelin de “Le Colonne” di Caserta, ambasciatrice nel mondo della mozzarella di bufala campana dop, ha proposto la Palla di mozzarella ripiena di arancino. Eccezionale il gusto, geniale l’idea. La chef campana nel 2003 ha inventato una tecnica di rimozzatura che consente di riempire la mozzarella con quel che si vuole. Per Chicchi, riso e uve di Sicilia, il classico arancino al ragù è stato inserito dentro la mozzarella. Speciale! In abbinamento Uva di agosto 2016, grillo e petit manseng.

 

 

 Tony Lo Coco, stella Michelin de “I Pupi” di Bagheria, ha scelto i sapori del mare che più lo rappresentano in una ricetta fusion, con contaminazioni orientali, e ha proposto l’Arancina ai frutti di mare, non fritta, accompagnata dal bianco, SciarediEst insolia.

Il mare c’è tutto in questa ricetta di Tony Lo Coco, preparazione molto interessante.

 

 

 

 Bianca Celano ha preparato un Arancino masculino, giocando sulla diatriba sul genere dell’arancino, abbinato al vino frappato Tenuta Valle delle Ferle.

L’arancina è ripiena del tradizionale sugo alle acciughe catanese, e adagiata su una deliziosa crema con tenerumi, colatura di alici di Sciacca, buccia di limone verdello.

 

 

 Giuseppe Raciti chef del ristorante Zash di Riposto, ha valorizzato i prodotti del territorio, scegliendo l’Arancino ai profumi etnei  accoppiato a un vino sirah in purezza, Rinazzo.

Nocciole tostate, pistacchi, torroncino, funghi porcini per un arancino gourmet indimenticabile.

 

 Palmiro Carlini, noto al grande pubblico per la sua partecipazione  a Top Chef, ha proposto un arancino dedicato al mondo dell’eros dal nome emblematico Mi piace quando mi tocchi- v.m. 18 anni accompagnato da Uve di agosto bianco 2015 Masserie Incarrozza, grillo e petit manseng.

Un arancino di riso con curcuma e zenzero, fagioli badda, pachino, capperi e lime, panato con acqua di mandorle e grano duro, servito su crema di melone siciliano, fave di cacao e fiore di sechuan button e apple blossom.

 

Gli abbinamenti cibo vino sono stati curati dal sommelier Salvo Di Bella e dalla delegata Ais Catania (Associazione italiana Sommelier) Mariagrazia Barbagallo. La serata è stata presentata da Antonio Iacona e Valentina Grippaldi.

Per gentile concessione degli chef, ecco le ricette degli arancini.

Palla di mozzarella ripiena di arancino di Rosanna Marziale

Ingredienti:

  • 4 mozzarelle di bufala campana dop da 125 g l’una
  • 60 gr riso carnaroli
  • 100 gr ragù, piselli bolliti, uova sode
  • formaggio grattugiato grana
  • uovo
  • 100 gr farina
  • 300 gr pane grattugiato tostato
  • olio per friggere
  • sale e pepe
  • salsa ragù
  • scalogno
  • lardo
  • olio extravergine di oliva
  • sale

Procedimento:

Preparare degli arancini non panati e fritti e posizionateli in un piatto, suddividendo in   4 porzioni. Sistemare la mozzarella di bufala in 2 piatti, farla allentare nel microonde a 800 W per 1 o 2 minuti, a seconda della consistenza. Allargare la mozzarella con le mani, quindi sistemare al centro gli arancini Richiudere velocemente i lati della mozzarella (questo procedimento deve avvenire prima che si raffreddi). Formare delle sfere plasmando la mozzarella con le mani per restituirle la forma tondeggiante originaria. Asciugare le sfere di mozzarella ripiena e passarle dapprima nella farina, quindi 3 volte nell’uovo e nel pane bianco precedentemente tostato e grattugiato. Friggere le palle di mozzarella in olio di semi di arachide caldo a 170 °C, salare e pepare. Adagiare la sfera di mozzarella di bufala ancora bollente al di sopra delle salse. Decorare con  una striscia di riduzione di aceto balsamico.

Arancina ai frutti di mare di Tony Lo Coco

Ingredienti:

  • 320 gr riso carnaroli
  • 1 litro brodo di scampi
  • 20 gr seppie pulite
  • 20 gr di cozze
  • 20 gr gambero bianco
  • 20 gr di polpo
  • 20 gr di calamaro
  • Curcuma qb
  • 30 cipolla bianca
  • 20 gr crema riso
  • 100 gr di pomodorini datterino spellati
  • Aglio qb
  • Olio evo
  • Basilico qb
  • Sale qb
  • Pepe qb
  • 100 gr mollica caramellata
  • Per decorazione erbette miste
  • 100 gr brodo di cozze
  • 3 gr farina carruba

 Procedimento:

Il risotto carnaroli viene tostato e mantecato. Si lavora con la cipolla, olio, curcuma e collatura di alici che dà sapidità al piatto senza dover utilizzare il sale. Va lasciato un po’ indietro di cottura e, una volta pronto, si lavora come se fosse un rollè di tecnica giapponese. A parte si preparano due ragù, uno bianco e uno rosso macchiato con l’astratto di pomodoro (passato ed essiccato al sole). Il ragù rosso va messo all’interno del riso che va girato come se fosse sushi. Deve riposare poi in frigo per almeno 4-5 ore. Si prepara la mollica di pane, tostata in padella con acciuga, olio d’oliva e zucchero di canna. Si spella a parte il pomodorino e si porta a cottura con l’aglio. A fine cottura va aggiunto il basilico. In parallelo l’acqua delle cozze si fa diventare acqua di mare. Cucinato il tutto si monta il piatto: si prende il riso dal frigo, si passa nell’olio e poi nella mollica, si procede alla panatura. Una volta panato va tagliato a porzioni. Alla base del piatto si inserisce il pomodorino, il ragù , il riso e l’acqua di mare. E per chiudere delle erbette su per completare.

 Arancino masculino di Bianca Celano

Ingredienti:

1 kg riso carnaroli
1 cipolla bianca
100 g burro
150 g emulsione di mandorle
2 lt Acqua
1 kg Alici già diliscate
40 g concentrato di pomodoro
200 ml passata di pomodoro
40 g Mandorle di Noto tostate
20 g Uva passa
1 Cipolla bianca
1 mazzo di Finocchietto selvatico
Olio extravergine d’oliva
1 mazzo di Tenerumi
2 cucchiai colatura di Alici
1 limone verdello biologico
1 patata
250 ml brodo vegetale
Olio extravergine d’oliva
Pane duro di grano
Perciasacchi e Timilia
Farina Maiorca

Procedimento: 
Spezzare il pane duro e grattugiarlo non troppo finemente.Preparare il sugo di alici, rosolare con poco olio extravergine d’oliva la cipolla bianca tritata, le mandorle tostate, l’uva passa ed il concentrato. Condire i filetti di alici con sale e finocchietto tritato finemente. Aggiungerli ed amalgamare. Quindi versare il passato di pomodoro e far cuocere per circa 10 minuti. Far raffreddare. Cuocere le foglie di tenerumi in acqua calda salata, scolarle immergendole subito in acqua e ghiaccio, così da fissare la clorofilla.Lessare le patate. Frullare le foglie di tenerumi con la buccia del limone verdello, la colatura di alici, la patata, sale, olio e brodo vegetale. Fino ad ottenere una crema. Cuocere la cipolla bianca tritata con l’acqua. Appena in ebollizione versare il riso. Portare a cottura. Amalgamare con burro ed emulsione di mandorle. Raffreddare. Preparare una pastella con farina ed acqua. Comporre delle palle di riso con all’interno la farcia di sugo alle Alici, passarle dalla pastella, e poi dal pangrattato.Friggere in immersione con abbondante olio di semi di arachidi. In una fondina versare la crema di tenerumi, ed adagiarvi sopra l’arancino con qualche foglia tenera di finocchietto.

Arancino ai profumi etnei di Giuseppe Raciti  

Ingredienti per 20 arancini:

  • 1 kg di riso
  • 2 L di brodo vegetale
  • 200 gr di burro
  • Sale e pepe q.b.
  • 200 gr di nocciole tostate
  • 50 gr fiori Tagete

Ingredienti per la farcia: 

  • 1 l di latte
  • 1 kg di funghi porcini dell’Etna
  • 250 gr guanciale di maialino nero
  • 2 cipollotto fresco
  • 80 gr burro
  • 80 gr farina 00
  • 150 gr parmigiano
  • Rosmarino q.b.
  • Sale e pepe q.b.

Ingredienti per il torroncino alle mandorle:

  • 200 gr di mandorle
  • 250 gr di zucchero
  • 30 gr acqua
  • Succo di un limone

Ingredienti per la crema al pistacchio:

  • 200 gr Pistacchio di Bronte
  • 500 gr di panna fresca
  • Sale e pepe q.b.

Ingredienti per panare:

  • Acqua q.b.
  • Farina 00
  • Pan carré tagliato a cubettini

Procedimento:

Mettere in una casseruola l’acqua, il burro, sale e pepe, appena bolle mettere il riso, far andare a fiamma bassissima senza girare fon quando il riso nn assorbe tutta l’acqua. Appena pronto stendere in un tavolo e far raffreddare. Una volta freddo aggiungere le nocciole tritate e tostate e i petali dei fiori Tagete. Per la farcia far rosolare il cipollotto con il guanciale, aggiungere i funghi precedentemente spadellati e far insaporire per 10 minuti. Mettere il latte e portare a bollore, a parte fare un roux e quando il latte bolle unire quest’ ultimo al latte bollente e mescolare bene, insaporire si sale e pepe, parmigiano reggiano e rosmarino tritato. Alla fine quando il composto e freddo aggiungere la Vastedda del Belice grattugiata. Una volta fatti gli arancini, fare una pastella di acqua e farina e tagliare il pancarrè a cubetti per la panatura. Friggere a 180 gradi, adagiare alla base la crema al pistacchio e sopra il torroncino alle mandorle tritato finemente e qualche petalo di fiore Tagete.

 

“Straordinario” lo street food fuori dal comune ritorna il 30 agosto a Milo

Il 30 agosto ritorna “Straordinario”, la festa del cibo di strada “fuori dal comune” che si svolge a Milo, in provincia di Catania. La kermesse gastronomica – giunta alla quarta edizione – nasce da un’idea di Andrea Graziano, founder e creatore del marchio Fud Bottega Sicula, e di Barbara e Marco Nicolosi, che faranno da padroni di casa nella suggestiva tenuta Barone di Villagrande. Venti chef provenienti da tutta Italia, sedici cantine dell’Etna e dodici maestri dello street food prenderanno parte alla serata all’insegna dell’amicizia e della valorizzazione dei prodotti siciliani e del territorio.

Filippo Mantia

Tra i più attesi, Filippo La Mantia, Eugenio RoncoroniSimone PadoanGabriele Bonci, Pasquale Torrente, che riceveranno il premio “Straordinario 2018”. Un premio speciale sarà inoltre consegnato a Giacomo Gironi, fuori classe dell’arte della sommellerie, per il suo attento e innovativo lavoro di sala. Tanti gli chef siciliani che hanno accettato l’invito di Straordinario: Accursio Craparo, Tony Lo Coco, Giulia Carpino,  Valentina Chiaramonte, Gioacchino Gaglio, Angelo Pumilia, Claudio Ruta, Dario Di Liberto, Fabrizio Mantovani,  Alessio Marchese, Giuseppe Raciti, Massimo Giaquinta, Lina Castorina, Lorenzo Ruta, Alfio Visalli. Il 30 agosto tanto spazio è anche dedicato a produttori, aziende agricole, e realtà ristorative innovative. Grandissima la scelta di specialità ed eccellenze siciliane:a cominciare dalla porchetta di suino nero dei Nebrodi cotta alla brace dell’allevatore Giuseppe Oriti. 

Giuseppe Oriti

Non mancheranno poi le specialità da forno del bakery chef Francesco Arena, i pitoni fritti di Tommaso Cannata, la mortadella d’asino di Massimo Castro, i formaggi di bufala siciliana di Bubbalus, i panini di Fud Bottega Sicula, il pulled pork di maialino nero dei Nebrodi di Giuseppe Indorato, la salsiccia dei fratelli Sciuto, i fritti di Scirocco Sicilian Fish Lab, le crispelle di Orazio Cordai, 

Orazio Cordai

il cioccolato di Modica della Dolceria Bonajuto. Continua a leggere

Il racconto di Festa a Vico visto dalla Sicilia, la grande festa di Gennaro Esposito

Energia e passione, grande divertimento, buon cibo e vino, tanti cuochi stellati e non, una grandissima partecipazione e una raccolta benefica da record. Tutto questo è stato “Festa Vico”, la kermesse enogastronomica nata nel 2003 nella penisola sorrentina, da un’intuizione di Gennaro Esposito – chef 2 stelle Michelin de “La Torre del Saracino” – ed esplosa negli anni con un successo via via crescente. L’edizione del 2018 – come detto – è stata da record con 270 mila euro raccolti in favore delle Onlus amiche: la Parrocchia SS. Ciro e Giovanni, l’Istituto Comprensivo Costiero di Vico Equense, Alts, Fondazione Pro, Noi con Voi per Le Mici e Sos Santobono.

 La grande novità di quest’anno è stata “SoSTAnza”, un salone al Moon Valley riservato agli artigiani del cibo selezionati dai migliori chef del panorama nazionale. Con questa iniziativa si è voluto creare un momento di incontro tra produttori e cuochi all’insegna della qualità delle materie prime. Presenti i produttori di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Umbria, Puglia, Campania, Calabria, Basilicata e Sardegna. Peccato mancasse la Sicilia tra i produttori, che di eccellenze ne ha tantissime.

 

La Repubblica del Cibo ha aperto la kermesse, domenica 3 giugno, con un grande successo di pubblico e solidarietà. Circa 15 mila persone hanno affollato il centro di Vico Equense addentrandosi nelle botteghe, nei cortili e nelle viuzze di Vico per gustare i piatti dei 120 chef intervenuti.  Continua a leggere

Lo Street Food Siciliano presente alla grande “Festa a Vico” con Umbriaco e Raciti

Dal 3 al 5 giugno, Vico Equense si riempirà di profumi, sapori, cibo di qualità ed eccellenze gastronomiche provenienti da tutto lo Stivale all’insegna della solidarietà. Non mancheranno gli chef stellati, come Antonino Cannavacciuolo, Carlo Cracco, Massimo Bottura, Cristina Bowerman, Moreno Cedroni, Daniele Usai, Marianna Vitale, Paolo Gramaglia, Paolo Barrale, Andrea Berton, Enrico e Roberto Cerea. Anche la Sicilia risponde al grande invito dello chef Gennaro Esposito per la 16^edizione di “Festa a Vico”. Tra gli chef chiamati a raccolta ci sono tanti volti noti del panorama siciliano: Patrizia Di Benedetto, 1 stella Michelin del Ristorante Bye Bye Blues di Palermo, Carmelo Trentacosti, chef del Grand Hotel Villa Igiea di Palermo, Giuseppe Raciti, executive chef del Ristorante Zash di Riposto e Rosario Umbriaco,  patron dell’omonima tavola calda a Enna.

Umbriaco porterà a Vico il meglio dello street food made in Sicily con i suoi prelibati arancini 100% siciliani. È stato lo stesso chef Esposito ad invitare Rosario Umbriaco dopo una sua visita avvenuta qualche mese fa alla Tavola Calda ad Enna. Colpito dalla precisione del lavoro artigianale e dall’ottimo gusto, ha voluto che fossero i suoi arancini a rappresentare la Sicilia per la serata conclusiva “Il Cammino di Seiano” in programma il 5 giugno prossimo. Per l’occasione, Rosario Umbriaco proporrà il suo arancino con riso di Leonforte (Enna) cotto in percentuale di acqua di Mare di Sicilia, condito con estratto di pomodoro di San Cataldo, zafferano ennese, piselli freschi di stagione, burro delle Madonie, olio extravergine d’oliva di Chiaramonte Gulfi, stracotto di carne di bovino adulto allevato al pascolo nel territorio ennese, rosolato con cipolla di Giarratana e carota di Ispica, entrambe Presidi Slow Food. La panatura croccante è frutto di un mix di farine siciliane di Maiorcone, Perciasacchi e Russello. Si tratta di un prodotto simbolo della tradizione siciliana dove ogni elemento è espressione di un modo lento, attento e artigianale di lavorare: dal riso lavorato ancora a mano e fatto raffreddare sul piano di marmo come tramanda la tradizione, allo stracotto di carne tagliata al coltello. Ad affiancare Umbriaco nella preparazione degli arancini per l’occasione, sarà il Presidente dell’associazione Cuochi Ennesi Carlo Mantegna.

Lo chef Giuseppe Raciti – che lo scorso anno ha preso parte al pranzo delle promesse stelle di Vico – per l’edizione 2018 sarà presente alla cena degli chef in programma il 4 giugno. Raciti presenterà il suo “Iris salato” farcito con pistacchio di Bronte, vastedda del Belice e guanciale di maialino nero siciliano.”A Vico, porto un piatto che mi rappresenta – ha commentato Raciti – e con il quale ho vinto la scorsa edizione di Straordinario. L’iris, tradizionalmente dolce, nella mia versione diventa salato e utilizzo per prepararlo 3 prodotti di eccellenza siciliani. E’ una mia invenzione e voglio portarla avanti e farla conoscere sempre di più, anche fuori dalla Sicilia”.  Continua a leggere