Pane con farina di farro

Non so voi che mi leggete… ma io amo fare il pane. Una passione nata così per caso, da quando ho scoperto il lievito madre. Un mondo incantato dove la lievitazione è una vera e propria magia, ogni volta che passa attraverso le nostre mani. E poi il gusto del pane… un mondo a parte. Chi mi conosce sa che ormai utilizzo solo pasta madre per tutte le ricette di pizze, pitoni, pane e focacce. Trovate tutti gli esperimenti sul blog, a cominciare a quello più importante…il mio lievito madre. Ultimo esperimento? Questo pane con la farina di farro. Davvero ottimo!  Continua a leggere

Timballo di anelletti al forno

Il timballo di anelletti al forno è una classica preparazione della tradizione siciliana, tipica della cucina palermitana. Un piatto davvero gustoso e ricco che come altri primi piatti al forno ha una preparazione un po’ lunga, per questa ragione spesso è preparato nei giorni di festa. Potete prepararlo in anticipo e infornarlo mezz’ora prima di sedervi a tavola.  Continua a leggere

Crostata con nutella

In un pomeriggio piovoso di agosto nasce questa crostata. Impossibile stare con le mani in mano, mentre penso a cosa preparare intravedo in dispensa un barattolo di nutella da 950 grammi… Da pazzi, ma quando lo avrò acquistato? Neppure lo ricordo e poi in casa siamo solo in due… chissà forse avevo in mente di preparare proprio una crostata. Detto, fatto. Pasta frolla classica, con poco zucchero, per compensare la dolcezza della nutella. Ottimo il risultato. Perfetta da servire a colazione o come dolce fuori pasto per tirare sù il morale nelle giornate piovose!  Continua a leggere

La tradizione marinara del Ristorante “Acquapazza” a Santa Tecla, laddove si respira il mare

Amo girare in lungo e in largo la nostra bella Sicilia alla scoperta di luoghi da visitare e posti in cui mangiare. Non si finisce mai di venire a contatto con angoli incantati, anche a due passi da casa. A Santa Tecla, piccola frazione del comune di Acireale, ho fatto una piacevole scoperta, il Ristorante “Acquapazza”, che si affaccia sul caratteristico borgo marinaro siciliano. Un’oasi di tranquillità, con una vista a dir poco magica che da sola basterebbe a regalare un’esperienza indimenticabile.

Il Ristorante infatti sorge a ridosso del mare e, se di giorno si respira la bellezza, la sera si respira il profumo del mare e si apprezza l’ambiente intimo e riservato tra le luci soffuse e il rumore delle onde. Il servizio è impeccabile e attento. La cucina attinge alla tradizione marinara siciliana con influenze di carattere internazionale date dall’impronta dello chef Sebastiano Finocchiaro, general manager del ristorante. La semplicità vince in questo ristorante di mare ed è bello ritrovare quei piatti della memoria dove quel che si apprezza è la valorizzazione della materia prima.

Il mio percorso inizia con gli antipasti “Fantasia dell’Acquapazza”. Nel crudo di mare si apprezzano la tartare di tonno, quella di cernia con uovo di quaglia e wasabi, i gamberi rossi, il salmone e le ostriche.

Ne fanno parte anche una grande varietà di altre preparazioni, dal sautè di cozze, al fritto di paranza, dall’arancino con ripieno di pesce alla parmigiana di spatola,  Continua a leggere

Merluzzo grigliato su zuppetta di datterini, olive e capperi

 

Una ricetta che lascia inalterate tutte le proprietà del pesce. La cottura è velocissima e priva di grassi, la zuppetta di pomodoro che accompagna il pesce conferisce freschezza e gusto alla preparazione. Ho pubblicato questa ricetta nell’ultimo Speciale di Cucina di Gazzetta del Sud di marzo ’18.  Continua a leggere

Stinco di maiale al Nero d’Avola

 

Domenica scorsa ho deciso di preparare un pranzo succulento e ho pensato allo stinco di maiale. Ci sono tanti modi di cucinare lo stinco di maiale: in tegame, al forno, persino bollito. Io ho pensato a una preparazione che parla di Sicilia, la mia terra, e ho scelto di cucinarlo con un ottimo Nero d’Avola, vino rosso prodotto in Sicilia, originario di due centri in provincia di Siracusa, Noto e Pachino (quest’ultimo molto famoso per il dolcissimo pomodorino che si produce e che porta il suo nome). Il Nero d’Avola è il più famoso vitigno autoctono a bacca rossa dell’Isola, oggi coltivato in tutta la Regione. Questo vino si abbina molto bene ai primi piatti e ai secondi di carne.

Il risultato di questa preparazione in cui lo stinco prende tutti i profumi di questo vino è sorprendente. La carne è risultata davvero succulenta. La prossima volta, al posto dello stinco di un comune maiale, proverò la ricetta utilizzando il maialino nero dei Nebrodi, una razza autoctona di taglia piccola, allevata allo stato brado e semibrado nei territori del Parco dei Nebrodi, in provincia di Messina. La particolarità sta nel colore del mantello, che da il nome a questo suino. Le carni sono deliziose e, se cotte a bassa temperatura, danno il meglio di sé.

Conosco bene un’azienda agrituristica specializzata nell’allevamento di maialini neri dei Nebrodi. Si tratta del Vecchio Carro di Giuseppe Oriti e Eliana Carroccetto. Con “La Ricetta in tour”, il mio programma di cucina, in onda su RTP, che va alla scoperta delle eccellenze gastronomiche, siamo stati ospiti del loro agriturismo sito a Caronia, in provincia di Messina. Cliccando sul link potete rivedere la puntata, e scoprire ben due preparazioni in cui viene utilizzato il maialino nero dei Nebrodi: i maccheroni fatti in casa col sugo di maiale nero e la porchetta, autentica specialità del Vecchio Carro che il titolare propone fatta al forno e servita con patate dolci. A proposito di patate, vi consiglio un delizioso contorno per lo stinco d maiale, le mie patate al cartoccio. Trovate qui la ricetta

Ed ecco, infine, la preparazione dello stinco di maiale al Nero d’Avola. Continua a leggere

Tuorlo fritto su nido di porri (video ricetta)

L’uovo, economico, buono, può diventare un piatto gourmet. Ogni chef ne prepara una versione più o meno complessa. A me piace molto in questa versione, che potete servire con verdure di volta in volta differenti, a seconda della stagione. Ho preparato questo antipasto per La Ricetta di RTP. E’ molto sfizioso e con i giusti accorgimenti è anche molto facile da preparare.  Continua a leggere

Essenziale, autentica, la cucina di Giovanni Guarneri sposa i vini Terra delle Ginestre

L’autenticità di uno chef si rispecchia nei suoi piatti. Quando li assaggi per la prima volta, ti interroghi su come possa essere la persona che c’è dietro il professionista. Dopo la cena scambi due chiacchiere e arriva la conferma. Autentico, concreto, lo chef Giovanni Guarneri bada alla sostanza, non all’apparenza. Nella sua cucina, al primo posto viene la bontà del piatto, tutto nasce intorno all’ingrediente principale che poi viene accompagnato da altri due, tre…I suoi piatti sono essenziali, senza elementi inutili.

Ogni giorno, da 30 anni, lo chef patron del Don Camillo di Siracusa va al mercato e sceglie personalmente quel che verrà servito nel suo Ristorante nel cuore di Ortigia, nel centro storico di Siracusa. Per questa ragione è apprezzato dalla sua clientela con cui ha instaurato un rapporto di fiducia. L’emozione che mette in ogni piatto, si percepisce dai suoi racconti conditi di storia e territorio. Uno chef di vecchio corso, Giovanni Guarneri, depositario dell’arte e della passione che gli è stata tramandata dal padre Camillo (da cui prende nome il Ristorante). Dopo i primi passi mossi con il papà, Giovanni perfeziona il suo stile ed elabora nuove pietanze che ancora a Siracusa fanno storia e si ritrovano nel suo menù. Lo chef non rinuncia alla cucina tradizionale regionale e agli ingredienti del territorio. Tutto parte da lì. La caponata c’è e ci sarà sempre tra i piatti del suo ristorante, come il gran fritto di pesce. Di Guarneri si ricordano anche le tante battaglie in difesa dei prodotti siciliani, come il limone di Siracusa IGP e l’arancia rossa di Lentini.  Continua a leggere