“Malvasie senza confini” per raccontare l’anima dei territori vinicoli e valorizzare le produzioni locali

by Valeria Zingale

Raccontare l’anima segreta dei territori della Malvasia, una delle varietà autoctone con più storia e tradizione, e farli dialogare tra loro. Fare sistema e utilizzare l’enoturismo, il cibo e la cultura come elementi attrattivi per il turismo. Di tutto questo si è parlato al Palazzo Camerale di Messina in occasione dell’evento “Malvasie senza confini, primo brand dal vino al mondo – Opus Loci”, promosso dalla Camera di commercio della città dello Stretto in sinergia con la Camera di commercio di Udine-Pordenone.

La tavola rotonda “Opus Loci think local, act global. Condivisione di un’esperienza per valorizzare i territori – Malvasia: il primo brand del vino al mondo” – moderata dalla consigliera camerale, Flora Mondello, vice delegata regionale “Donne del Vino Sicilia” e presidente “Consorzio per la tutela del Mamertino Doc” – è stata introdotta dal wine manager, giornalista e scrittore Walter Filiputti, grande conoscitore del tema che nel 2017 ha pubblicato il libro “Storia moderna del vino italiano”.

La Malvasia è uno dei vitigni più diffusi nell’area del Mediterraneo. I veneziani hanno avuto il grande merito di aver diffuso, a partire dal XV secolo, questi vini dolci e aromatici, le cui origini derivano da Monemvasia, una località del Peloponneso. I vini importati dalla città greca ebbero un grande successo nelle osterie della città lagunare.

Filiputti che collabora con la Camera di Commercio per progetti di enogastronomia e turismo ha evidenziati che oggi nel mondo esistono 47 malvasie, mentre in Italia sono 18 le malvasie DOC, quella delle isole Eolie deriva da Creta. «L’obiettivo – ha spiegato Filiputti – è quello di valorizzare il territorio, selezionando vigna per vigna. Di essere quanto più possibili “locali”, cioè pensare locale per agire all’esterno».

«Quello di oggi vuole essere un incontro per mettere a frutto esperienze diverse, ma simili – ha affermato il presidente della Camera di commercio, Ivo Blandina – per valorizzare i nostri territori. L’inizio di un percorso di collaborazione con la Camera di commercio di Udine-Pordenone con la quale ci accumuna anche la Malvasia, un vitigno antico, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo».

Presente ai lavori, anche il sindaco, Federico Basile, che, nel portare i saluti dell’amministrazione comunale, ha ricordato l’importanza del settore vitivinicolo siciliano e, nella fattispecie, quello delle malvasie, considerati vini antichi per un mercato moderno. «Ritengo che occasioni come quella di oggi – dichiara Basile – possano essere lo strumento giusto per un confronto costruttivo che, grazie al lavoro e allo studio degli addetti ai lavori, faccia sempre più emergere pregi e potenzialità delle malvasie. Pertanto, è necessario che il loro sapere e le loro conoscenze vengano amplificate e condivise, al fine di avviare percorsi sinergici di progettazione e programmazione rivolti a un mercato ancora ampiamente espandibile per arrivare a traguardi soddisfacenti».

«Mettiamo insieme eccellenze comuni, tra Friuli Venezia Giulia e Sicilia – ha commentato il presidente della Camera di commercio di Udine-Pordenone, Giovanni Da Pozzo – con l’obiettivo di far crescere territori lontani geograficamente, ma con molte affinità e potenzialità di scambio e collaborazione. Il progetto “Malvasia senza confini” è il felice percorso con cui approfondiamo la conoscenza di un vino unico, fortemente rappresentativo e, attraverso di esso, mettiamo in rete una serie di idee ed esperienze, nell’ottica di favorire sempre più un turismo di qualità. Sotto questo cappello introduciamo anche il nostro percorso Opus Loci, che integra imprese e siti Unesco per valorizzare insieme territorio, storia ed economia: un piacere poterlo condividere con gli amici siciliani».

All’incontro hanno preso parte anche l’assessore comunale al Turismo e alla cultura, Vincenzo Caruso, Mauro Pollastri,presidente del “Consorzio Malvasie delle Lipari”; Antonina Sidoti della Fondazione Its Albatros che ha spiegato l’importanza della formazione e il ruolo dell’istituto di alta formazione nella preparazione dei professionisti del domani; Pietrangelo Pettenò della “Marco Polo Project”; Pina Costa, direttore area Relazioni esterne e business development di Assocamerestero; e Vito Signati, coordinatore dell’associazione “Mirabilia Network” il quale, nel ringraziare la Segretaria generale della Camera di Commercio Paola Sabella e il Presidente Blandina per la squisita accoglienza e per il tour eoliano, ha evidenziato che Messina ha tutte le carte in regola per diventare capitale dell’accoglienza.

Le Donne del Vino Flora Mondello e Roberta Urso

All’incontro ha preso parte Roberta Urso, delegata regionale dell’associazione “Le donne del vino” che ha spiegato il ruolo dell’associazione nella valorizzazione del comparto attraverso i tanti progetti messi in campo come il “Progetto D-vino” che punta a introdurre il vino tra le materie di studio degli istituti turistici e alberghieri italiani, alla scopo di formare nuove figure professionali. La sperimentazione si è svolta nell’anno scolastico nel 2021/22 in tre regioni pilota, Sicilia, Emilia Romagna e Piemonte e continuerà il prossimo anno in altre regioni italiane. Tra le altre iniziative avviate dall’associazione di cui fanno parte 1022 socie c’è anche quello molto importante dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne.

LA DEGUSTAZIONE DI MALVASIE

L’evento “Malvasie senza confini” è stata l’occasione per aprire un confronto tra i vari attori che possono creare sviluppo: imprese e istituzioni, realtà locali, nazionali e internazionali. Una preziosa opportunità di networking, basata sulla valorizzazione di uno dei caratteri più iconici delle nostre terre, come la Malvasia.

Dopo il convegno, la Camera di Commercio di Messina ha ospitato un’interessante masterclass sulle malvasie coordinata da Claudio Ferrara, fiduciario Sicilia della Scuola Europea Sommelier Italia. Un vero e proprio tour che ha portato i winelovers in viaggio tra i territori. Un posto di rilievo è stato offerto alla provincia di Messina che può vantarsi di avere una delle Malvasie di maggiore pregio, quella delle Lipari, con la degustazione della malvasia IGT Salina di Fenech prodotta in purezza e in biologico a Malfa; della malvasia Secca del Capo dell’azienda Colosi prodotta nella frazione del Capo da cui prende il nome e vinificata a secco, della malvasia passito dell’enologo Mimmo Paone. Il viaggio è proseguito con l’assaggio della malvasia piacentina della cantina S.Giustino, della malvasia dell’azienda agricola Ciucciprodotta in provincia di Viterbo da una donna del vino, e dalla malvasie secca Ormae prodotta da un’altra donna del vino in zona Frascati, dall’azienda Merumalia. A seguire il pranzo coordinato da Nonsolocibus con la collaborazione dell’Associazione Cuochi Messina.

Presenti tra gli altri la Presidente Rosaria Fiorentino con la lampuga leggermente scottata con cipolla agrodolce, menta e cicoria; gli chef Giuseppe Geraci e Alessandro Greco con le alici marinate con pomodoro, pane croccante in olio e erbe aromatiche e i tubetti con pesto di capperi, mandorla tostata e arancia semicandita; e ancora lo chef Pasquale Caliri con il pesce stocco alla ghiotta, il fornaio Natale Laganà con i fritti di street food, Umberto Caruso con i calamari cotti al vapore e serviti con pomodoro secco, noci e meloncino giallo, i dolci della pasticciera di Tortorici Isabella Catalano tra cui il panettone e la pasta reale presidio Slow Food, e il gelato alla malvasia e ai nacatuli del maestro gelatiere Giuseppe Arena.

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