“Di Pane e di Vino”, Milazzo guarda già alla seconda edizione

by Valeria Zingale

Pane e vino, due prodotti semplici solo in apparenza, profondamente intrecciati alla storia, alla cultura e al territorio della Sicilia. È stato questo il filo conduttore di “Di pane e di vino”, l’iniziativa che il 18 e 19 settembre ha portato a Milazzo un programma di incontri, approfondimenti e degustazioni dedicato alla valorizzazione di grani e vini siciliani.

Promossa dal Comune di Milazzo, grazie ai fondi concessi dalla Regione Siciliana per la promozione e valorizzazione dei prodotti tipici siciliani, la manifestazione ha messo al centro il rapporto tra prodotto e territorio, con l’obiettivo di raccontare le peculiarità delle produzioni dell’Isola e, allo stesso tempo, riscoprire saperi e tradizioni che continuano a rappresentare un patrimonio culturale ed economico.

La prima giornata è stata dedicata al convegno “Di Pane e di Vino”, con un focus sui grani antichi siciliani, affrontati non soltanto dal punto di vista tecnico e degustativo, ma anche per il loro valore in termini di biodiversità e di ricadute socio-economiche. Un tema che ha permesso di accendere i riflettori sul patrimonio cerealicolo siciliano e sulle varietà tradizionali, sul loro legame con gli ecosistemi agricoli e sulla possibilità di trasformare la tutela della biodiversità in una concreta opportunità di valorizzazione del territorio.

La masterclass

Il secondo appuntamento, quello del 19 settembre, ha spostato l’attenzione dalla terra alla vigna, senza mai interrompere il dialogo con il pane. Nella suggestiva cornice del Monastero delle Benedettine del Castello di Milazzo si è svolta la masterclass “Mamertino e Nocera: una storia millenaria”, condotta da Grazia Di Paola, degustatore ufficiale, relatrice dell’Associazione Italiana Sommelier e socia de Le Donne del Vino.

Dopo i saluti del sindaco Pippo Midili, la masterclass ha offerto un’occasione di confronto diretto con alcune importanti realtà rappresentative della viticoltura siciliana: Principi di Mola, Planeta, Cambria, Gaglio Vignaioli e Cantine Lipari.

I vini in degustazione

Al centro dell’incontro, la storia e le caratteristiche del Mamertino e del Nocera. «Il Mamertino ha una storia millenaria che si è sviluppata nell’areale della Piana di Milazzo – ha spiegato Grazia Di Paola – oltre 2000 anni fa. Si tratta del vino amato da Giulio Cesare che lo utilizzava per celebrare le sue vittorie. La zona di produzione delle uve atte all’ottenimento dei vini a denominazione di origine controllata Mamertino di Milazzo o Mamertino – ha spiegato la docente – ricade nella provincia di Messina e comprende i terreni dei territori amministrativi dei comuni di Ali, Ali Terme, Barcellona, Pozzo di Gotto, Basico, Castroreale, Condrò, Falcone, Fiumedinisi, Furnari, Gualtieri Sicaminò, Itala, Librizzi, Mazzarrà Sant’Andrea, Meri, Milazzo, Monforte San Giorgio, Montalbano Elicona, Nizza di Sicilia, Oliveri, Pace del Mela, Patti, Roccalumera, Roccavaldina, Rodi Milici, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, San Pier Niceto, Scaletta Zanclea, Terme Vigliatore, Torregrotta, Tripi». La degustazione dei cinque vini delle cinque aziende è stata accompagnata da altrettanti momenti di approfondimento sulla storia del Mamertino e dagli abbinamenti con il pane, dando concretezza al tema della manifestazione: mettere in relazione produzioni differenti per raccontare, attraverso il gusto, la complessità di una terra.

L’abbinamento pane vino

Carmelo Presti e Antonio Palana

A portare la voce dei panificatori ci hanno pensato Antonio Palana di Frangipane e Carmelo Presti di Pagnotta è Salute. «Abbiamo scelto di abbinare ai vini tre pani monovarietali – ha spiegato Antonio Palana – fatti con tre grani di vecchie varietà, due super siciliani, la Tumminia in purezza con la sua dolcezza, i sentori di camomilla, le note tostate di caffè e cioccolato, e la Chiattulidda, varietà autoctona di grano duro della zona di Licata recuperata grazie a un agricoltore custode, Tony Rocchetta. Il risultato è un pane che sa di terra e di fieno. Poi abbiamo portato l’Ancestrale, il farro monococco, padre di tutti i grani, panificato in purezza che da sentori di miele e nocciole. Sono molto contento di aver preso parte a questo evento bellissimo – ha continuato Palana – che promuove il nostro lavoro. In Sicilia siamo ricchi e non lo sappiamo. Abbiamo più di 52 varietà autoctone di grani siciliani e nella maggior parte dei panifici si utilizzano grani che non si sa dove sono stati prodotti…» – ha concluso il titolare di Frangipane.

Carmelo Presti ha portato in degustazione due pani, il senza lievito nato da un errore e diventato il pane più venduto, e il multisemi fatto con timilia e russello con 24 ore di lievitazione e lievito madre. «Il pane più venduto del nostro panificio – ha affermato Carmelo Presti – è il “il senza lievito” fatto con 85% di rimacina di semola e 15% di timilia e russello. Il pane senza lievito nasce da una magia. Abbiamo dimenticato di mettere nell’impasto il lievito madre e il danno era fatto. Ma gli ambienti sono pieni di lieviti e anche le farine, così abbiamo lasciato maturare l’impasto due giorni e quando lo abbiamo assaggiato abbiamo ritrovato un gusto particolare. I nostri clienti hanno apprezzato e allora abbiamo migliorato la ricetta lasciandolo maturare tre giorni».

Verso la seconda edizione

Grande soddisfazione per la riuscita della manifestazione è stata espressa dal primo cittadino mamertino. «L’iniziativa nasce per promuovere le produzioni tipiche siciliane e, al tempo stesso, raccontare il nostro territorio attraverso le sue eccellenze», ha sottolineato il sindaco Pippo Midili. «Pane e vino rappresentano una parte importante della nostra identità e possono diventare anche strumenti di promozione turistica e di sviluppo economico. Ritengo che è stata una scommessa vinta, ci sarà sicuramente una seconda edizione. L’intento, quando è nata questa manifestazione, era quello di dare il via a un filone di iniziative che potesse durare nel tempo e potesse dare centralità a Milazzo rispetto alla produzione dei vini Mamertini. Credo sia una grande opportunità che dobbiamo giocare per il futuro per far fermare di più i turisti nel nostro territorio e dargli la possibilità di scoprire e gustare le nostre eccellenze» – ha concluso il primo cittadino di Milazzo.

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