Importante riconoscimento per lo chef Giovanni La Macchia

by Valeria Zingale

Uno chef di Milazzo è stato recentemente premiato dall’Accademia Italiana della Cucina con il Diploma di “Buona Cucina 2026”. Si tratta  di Giovanni La Macchia chef patron di Macchianera, ristorante affacciato sul lungomare della cittadina mamertina.

Il riconoscimento, attribuito dal Consiglio di Presidenza dell’Accademia riunitosi a Milano, su proposta del Delegato di Messina Attilio Borda Bossana, rappresenta un’importante attestazione dell’impegno professionale profuso da Giovanni La Macchia nella valorizzazione della cucina italiana, regionale e locale, attraverso un percorso caratterizzato da passione, ricerca e attenzione alla qualità.

La sua esperienza nel mondo della ristorazione nasce da una passione coltivata inizialmente tra le mura domestiche e sviluppata professionalmente a partire dal 2010, quando decide di dedicarsi alla ristorazione di qualità, assumendo la gestione di un ristorante sul mare. Nel 2012 il trasferimento a Milazzo e, successivamente, la nascita del Macchianera, realtà che nel corso degli anni si è affermata come espressione di una cucina profondamente legata al territorio.

La targa personalizzata è un meritato riconoscimento che premia l’impegno professionale verso i valori della tavola italiana del ristoratore milazzese che è stato premiato al Comune di Milazzo alla presenza del primo cittadino Pippo Midili. “La cucina rappresenta una parte fondamentale della nostra identità – ha affermato il sindaco – e della nostra capacità di raccontare il territorio. Quando un’attività nata dalla passione e dal lavoro riesce a raggiungere livelli di qualità riconosciuti da un’istituzione prestigiosa come l’Accademia Italiana della Cucina, il riconoscimento va al singolo professionista ma, in qualche modo, anche all’intera comunità”.

Il Diploma di “Buona Cucina 2026” si inserisce nell’attività dell’Accademia Italiana della Cucina volta a valorizzare le realtà che si distinguono per il loro impegno nella cultura e nella promozione della tradizione gastronomica, nel rispetto delle norme statutarie e dei principi della cucina italiana. L’iniziativa contribuisce inoltre a promuovere la conoscenza, presso la pubblica opinione, di quegli esercizi che offrono garanzie di rispetto e osservanza della tradizionale e caratteristica cucina nazionale, regionale e locale, riconoscendo il lavoro di quanti operano quotidianamente per la tutela e la valorizzazione del patrimonio gastronomico.

Alla cerimonia hanno preso parte il Delegato AIC di Messina Attilio Borda Bossana e i componenti della Consulta: il vice delegato Angelo Ragonese De Gregorio, il segretario Salvatore Ragusa, il tesoriere Renato Palmeri, oltre a una rappresentanza degli accademici di Messina.

Cosa si mangia da Macchianera

Da Macchianera, a Milazzo il gusto si muove tra mare, tradizione e creatività senza eccessi. La carta racconta una cucina dinamica e ricca di suggestioni, dove il mare resta protagonista ma non è l’unico interprete. Si comincia con gli antipasti, dove convivono freschezza e carattere. La Panella caprese con pesto di basilico è un incontro tra due mondi gastronomici, mentre l’insalata di baccalà “rafos”, datterino, capperi e cipollotto porta in tavola sapori mediterranei. La caponata caramellata accompagna il fritto di mare. Non mancano proposte che guardano alla cucina contemporanea: la gin tartare con avocado, uova di salmone e sesamo nero o il salmone scottato con misticanza, mela verde, anacardi, riduzione di aceto di mele e frutto della passione.

La pasta è uno dei capitoli più interessanti della carta. Gli ingredienti della tradizione vengono reinterpretati attraverso abbinamenti che sorprendono senza perdere il legame con il territorio. C’è la Carbonara con spada affumicato e salvia fritta e il Bianco di vongole con zafferano e bottarga di muggine.

Anche nei secondi la proposta mantiene una doppia anima. Gli involtini di pesce spada con caponata di melanzane sono un omaggio alla cucina siciliana, mentre il filetto di baccalà in zuppetta di mare valorizza un accostamento più creativo. In alternativa al pesce, c’è l’insalata di coniglio con misticanza e salsa alla senape o il petto d’anatra, accompagnato da misticanza, riduzione di miele e frutto della passione e noccioline tostate.

La carta dei dessert chiude il percorso con proposte che alternano memoria e originalità. La panna cotta al Marsala Riserva con confettura di fichi e polvere di caffè richiama ingredienti e profumi della Sicilia. La torta nera con panna montata e salsa ai frutti rossi è un invito alla golosità.

Da Macchianera, a Milazzo, la tavola diventa così un luogo di contaminazioni. Una cucina che parte da ingredienti familiari e consegna all’ospite il piacere di stare a tavola.

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