Il 29 maggio a Catania apre un nuovo fine dining. Si tratta di Zàgarà, il ristorante dello chef Massimiliano Romano aperto con la moglie Federica e un socio. Non una nuova apertura ma un trasferimento da Lentini dove lo chef nel 2024 (dopo le esperienze maturate a fianco di Massimo Mantarro al San Domenico di Taormina e di Gordon Ramsay al Savoy Grill di Londra), aveva avviato il progetto in via provvisoria (in un’ala del bistrot “Sicilia Nostra”) mentre era alla ricerca di una location adatta all’idea progettuale. Zàgarà riscrive oggi un pezzo della propria storia e riparte da Villa Reina Miranda, nel cuore della città etnea.
“La città di Catania rappresenta un centro fondamentale, ricco di energia e opportunità – spiega Massimiliano Romano – e quando si è presentata la possibilità di far diventare Villa Reina Miranda la nuova casa del nostro ristorante, ho sentito subito che quel sogno stava prendendo forma. La villa, infatti, rispecchia perfettamente i nostri gusti, la nostra visione e i progetti che abbiamo immaginato per il futuro. È stato allora che abbiamo deciso di compiere questo importante salto”.

Il nome “Zàgarà” – dall’arabo zahra (splendente) e zahr, fiore da cui prende il nome la zagara, il fiore degli agrumi, profondamente legato alla storia e alla memoria agricola del territorio – racchiude il senso del progetto. Un termine che è simbolo di unione e promessa in Occidente e di abbondanza in Oriente. Il significato simbolico richiama, dunque, il valore dell’ospitalità che il ristorante incarna offrendo un’esperienza calorosa, conviviale e curata.
La location

Zàgarà riparte da Villa Reina Miranda, storica dimora Liberty del Novecento di viale XX Settembre, che dopo una sapiente e raffinata opera di ristrutturazione curata dallo studio “Lineementi Arch. & Desigh Hub” in sinergia con CMC Arredamenti La Torre, apre al pubblico riportando alla luce tutta quella bellezza che si fonde con la storicità dell’immobile. “La ristrutturazione– racconta l‘architetto Erica Rosa Drago – ha richiesto un approccio progettuale integrato, orientato alla sintesi tra restauro conservativo, adeguamento impiantistico e rifunzionalizzazione architettonica degli spazi interni”. L’ingresso principale è stato concepito come una raffinata area impreziosita da due wine cellar espositive custom made, disposte simmetricamente che diventano veri elementi scenografici dell’allestimento interno e che accompagnano alla zona dell’american bar dove predominano il banco in marmo di Carrara e la bottiglieria espositiva in noce canaletto. I differenti ambienti del ristorante, gestiti dal mâitre sommelier Francesco Carbone, si articolano in sale intime e accoglienti, caratterizzate da volte decorate, affreschi storici e dettagli architettonici di pregio, come il camino in marmo rastremato, in cui anche gli arredi dialogano con gli elementi storici senza sovrapporsi ad essi. Sul retro trova spazio l’area dedicata alle cooking demo e allo chef’s table, caratterizzata da un design essenziale con un’isola in acciaio satinato e un tavolo in legno pensati per un’esperienza culinaria immersiva. All’esterno, la loggia in stile Liberty e la corte interna con fontana e arredi lounge offrono uno spazio elegante e conviviale, perfettamente in armonia con il fascino storico della villa.
La proposta

Il locale propone un format esperienziale che accompagna gli ospiti dall’aperitivo (dalle 18.30 alle 20.30) fino alla cena (dalle 19 alle 23.30). La tradizione siciliana è sempre presente attraverso la valorizzazione delle sue materie prime e della filiera corta. La filosofia di Romano è quella di mettere al centro una cucina di ricerca profondamente legata al territorio.

Ne sono prova uno dei suoi signature dish, come la Triglia a beccafico, crema di caponata e capperi canditi di Salina. Stessa attenzione ai dettagli e alla memoria per “Essenza dell’orto, crostini croccanti e germogli di piselli”, che parte dal ricordo di un minestrone per rendere contemporaneo il piatto anche nella presentazione. Legata all’esperienza londinese il “Filetto di manzo alla Wellington, fondo intenso e scarola bruciata”.

Il ristorante propone un menu degustazione a mano libera dello chef da 5 portate ad un costo di 95€, mentre si possono scegliere 2 portate salate più dolce al costo di 50 € e il menu da 3 portate con dolce a 65€.
La carta dei vini
“La carta dei vini nasce dalla voglia di ricercare vini che possano dare emozioni, – spiega il sommelier Carbone – è un misto di etichette note e meno note, di piccoli e grandi viticoltori con la passione per il vino buono, che viaggia da Nord a Sud spaziando sul territorio nazionale e internazionale in modo non del tutto convenzionale”. Una carta in evoluzione risultato di assaggi, di voglia di conoscere, scoprire e riscoprire sapori, gusti, profumi e ricordi…

Originale la scelta di rendere la carta dei vini un oggetto d’arte grazie alla collaborazione con l’artista Alice Valenti. “L’idea di decorare la carta dei vini è un’idea bellissima e sono felice di essere la prima in questo percorso che vedrà altri artisti cimentarsi in questo progetto. La mia arte contemporanea affonda nella tradizione e sento questa realtà vicino a me perchè io sono un’artista artigiana. Mi piace il contatto con la materia e la tradizione”.
Zàgarà Via XX settembre, 64 – Catania
Telefono: +39 095 832 0916
Orario: 18.30-23.30
Chiusura: martedì
