Con l’arrivo della bella stagione cambia il menu de La Capinera di Taormina dove il racconto della tavola si fa più fresco e vivo, con la cucina vegetale che guarda alla natura e alla leggerezza. Da sempre protagonista della Dieta Mediterranea e simbolo di benessere, la verdura conquista un ruolo centrale nei nuovi percorsi gastronomici dello chef Pietro D’Agostino, 1 stella Michelin.
Sana, semplice e locale, la cucina vegetale, pilastro insostituibile della Dieta mediterranea, patrimonio Unesco, diventa sempre più centrale nel menu di Pietro D’Agostino che, nel suo ristorante di Taormina, propone una degustazione pensata per celebrare la primavera e valorizzare ingredienti stagionali. Un menu che racconta la terra attraverso consistenze, profumi e abbinamenti contemporanei, trasformando ogni piatto in un’esperienza raffinata ma autentica.

La verdura di stagione, coltivata in loco ma rielaborata con tecniche contemporanee, è sin dall’apertura del suo ristorante un must della cucina stellata di D’Agostino, “ma oggi – sottolinea lo chef –vive una vera e propria rivoluzione, e in molte cucine stellate è passata da semplice contorno a protagonista assoluta delle nuove tendenze gastronomiche”.
In menu i prodotti dell’orto, raccolti e selezionati per valorizzare ogni loro parte e ridurre gli sprechi, cotti alla griglia per esaltarne il sapore, la croccantezza. Il racconto del territorio assume centralità grazie ad un rapporto unico e speciale con i produttori locali, con i quali Pietro D’Agostino lavora in uno scambio virtuoso di suggerimenti e proposte.
“Quest’anno inviterò ciascun di loro ad un’esperienza gustativa vera e propria – anticipa lo chef – assaggeranno al tavolo quelle stesse materie prime che dal campo, cosi come dal mare, arrivano direttamente alla mia cucina, trasformate in pietanze che stanno in equilibrio tra semplicità e raffinatezza”.
Tra le nuove proposte anche una degustazione di crudi di mare, abbinamenti di terra, sale in cristalli; un soffice sformato di verdure, fonduta di formaggi siciliani; i “mezzi paccheri” con scampi, vongole e pomodorini al forno e filetto di pesce del giorno, verdure in guazzetto al pomodoro fresco.

Nel menu vegetale “Terra” da 6 portate, risultano particolarmente interessanti al palato, la zuppa di cannellini, verdure croccanti, pane, barbabietola al sesamo o l’uovo con tartufo, ortaggio di stagione, formaggio allo zafferano mentre una vera “Ravio-luzione” sono i ravioli agli spinaci, con estratto di funghi e ceci.
Non mancano neppure le proposte da 6 e 8 portate a base di pesce e carne. Il primo menu, “Acqua” come il mare che custodisce l’origine, questa proposta ne interpreta l’essenza, nella sua forma più pura. Il secondo, “Fuoco” è invece un percorso sensoriale che celebra l’essenza della terra e la nobiltà della materia prima. Ogni portata è un omaggio alla tradizione dell’allevamento etico, reinterpretata con tecniche contemporanee per esaltare la naturale succulenza e la profondità dei sapori autentici. Il roll di anatra, verdure, mela verde, senape, i raviolini, manzo, caprino, nocciole tostate e la faraona, funghi e patate risultano davvero squisiti. Acqua, Fuoco, Terra, sono nomi che evocano i quattro elementi naturali tanto cari allo chef.
