Per inaugurare il 2026, 28 Pastai presenta un progetto editoriale che unisce alta cucina e divulgazione: un calendario di ricette d’autore, una al mese, firmate da chef selezionati e pensate per essere replicate facilmente a casa, utilizzando di volta in volta un diverso formato di pasta del Pastificio di Gragnano IGP. Ogni ricetta sarà raccontata e divulgata attraverso i canali social di 28 Pastai, accompagnata da una video ricetta dedicata. Ad aprire il calendario è il patron del ristorante Brigida a Napoli con una proposta dal profilo intenso e mediterraneo, capace di esprimere equilibrio e personalità.
Gli spaghetti alla Gravunaro sono un piatto tipico napoletano a base di olive nere, alici sott’olio, aglio e peperoncino. Una sorta di puttanesca in bianco. Il nome del piatto “gravunaro” indica il venditore ambulante di carbone che girava per i vicoli di Napoli con dei grossi sacchi in spalla. La leggenda narra che questo piatto fu preparato da una massaia per sfamare il carbonaio dopo una giornata di lavoro.
Ingredienti per 4 persone:
- 400 g di spaghettoni 28 Pastai
- 4 filetti di acciughe
- 1 spicchio di aglio
- 50 g di capperi dissalati
- 100 g di olive nere
- 20 g di pinoli
- 30 g di uva sultanina
- Granella di pane croccante
- Prezzemolo q.b.
Procedimento:
In una padella ben calda, sciogliere i filetti di acciughe insieme allo spicchio di aglio. Aggiungere le olive nere, i capperi dissalati e l’uva sultanina; completare con i pinoli e il prezzemolo, amalgamando il condimento con due mestoli di acqua di cottura della pasta. Scolare gli spaghettoni al dente e unirli al sugo, spadellando fino a ottenere una mantecatura omogenea. Completare con una manciata di pane croccante per legare il piatto e conferirgli struttura.

Brigida Cucina Napoletana
Brigida Cucina Napoletana è una nuova osteria contemporanea nel cuore di Napoli, in via Santa Brigida, a ridosso della Galleria Umberto I. Un indirizzo che celebra la cucina partenopea più autentica, senza fronzoli, attraverso una proposta fondata su cura, ricerca e passione, capace di restituire valore alle ricette della tradizione con uno sguardo attuale e consapevole.
Il locale accoglie gli ospiti in un ambiente che rievoca l’atmosfera delle osterie di altri tempi: due sale con cucina a vista, arredi essenziali, tovaglie a quadri, seggiole di legno, fotografie d’epoca e stampe alle pareti. Varcare la porta di Brigida significa immergersi nella Napoli dei primi del Novecento, quella della Belle Époque, tra artisti, letterati e luoghi simbolo come il Salone Margherita, il Gran Caffè Gambrinus e la vicina Galleria Umberto I.
Brigida nasce da un’idea di Gianluca Amoroso, moderno oste e padrone di casa con una lunga esperienza nel mondo della ristorazione, insieme al socio Michele Caruso. Amoroso è il cuore del progetto: ogni giorno accoglie gli ospiti in sala, raccontando con dedizione e passione i piatti in carta, il lavoro che c’è dietro ogni ricetta e la scelta delle materie prime.
La cucina non rincorre le mode, ma affonda le proprie radici nelle ricette tramandate dalle nonne napoletane e nella memoria gastronomica del territorio. In tavola arrivano piatti iconici della tradizione campana, preparati con ingredienti di stagione selezionati con attenzione, dando vita a una cucina sincera, genuina e profondamente identitaria, capace di parlare tanto ai napoletani quanto a un pubblico curioso e consapevole.
La Pasta di 28 Pastai IGP
Al centro della ricetta c’è la pasta IGP di Gragnano prodotta da ‘28 Pastai’, un pastificio artigianale di Gragnano che unisce la tradizione centenaria e la tecnologia, dando vita alla prima pasta IGP tracciata in blockchain e certificata zero pesticidi e glifosato.
Frutto di due anni di ricerca guidata dall’AD Elena Elefante, la pasta nasce da una miscela esclusiva certificata di cinque grani duri italiani, per garantire qualità, salubrità e gusto. Realizzata con trafile in bronzo ed essiccazione lenta, è pensata per soddisfare sia i consumatori più esigenti che i professionisti della ristorazione. Una pasta buona, sana e sostenibile, anche nella confezione, infatti il pack è in carta e bioplastica, 100% riciclabile e riutilizzabile. Ogni formato ha un nome, una storia e un’anima: un omaggio ai volti e alle vicende dei 28 pastai che un tempo animavano i mulini della Valle di Gragnano.
