A Malfa, nel cuore dell’isola di Salina, la nuova stagione 2026 riaccende l’anima di Hotel Signum. Un ritorno atteso, che segna ancora una volta l’inizio di un viaggio tra bellezza, autenticità e accoglienza, nel segno di una continuità che oggi rappresenta la vera innovazione. In un mondo in continuo cambiamento, Signum rinnova infatti il valore più profondo e ancestrale dell’ospitalità: far sentire ogni ospite a casa, senza rinunciare a una visione contemporanea e dinamica.

Dal 4 aprile, la dimora della famiglia Caruso torna ad accogliere viaggiatori e appassionati del Mediterraneo con la sua identità unica: un hotel diffuso in tipico stile eoliano, arricchito da piscina, spa, bistrot, mixology bar e dall’omonimo ristorante stellato. Alla guida, il general manager Luca Caruso e la chef Martina Caruso, protagonisti di un progetto condiviso che unisce radici e innovazione, mantenendo intatto lo spirito del luogo.
Primavera eoliana: il momento perfetto per scoprire Signum

La riapertura coincide con uno dei periodi più suggestivi dell’anno: la primavera eoliana. Lontano dai flussi estivi, l’isola si svela in tutta la sua autenticità, tra silenzi, profumi e atmosfere rarefatte. Per l’occasione, la famiglia Caruso propone esperienze dedicate come il pacchetto “Signum Opening”, pensato per i primi ospiti della stagione, e “Pasqua al Signum”, che unisce soggiorno, gastronomia e benessere con pranzo di festa e accesso alla spa. Proprio la spa rappresenta uno dei luoghi simbolo della struttura: uno spazio immersivo, quasi ancestrale, che richiama atmosfere da tepidarium romano, dove i profumi dell’isola — cappero, agrumi, malvasia e fico d’India — accompagnano trattamenti e rituali rigeneranti.
La cucina di Martina Caruso: identità, ricerca e territorio

Cuore pulsante dell’esperienza resta il ristorante Signum, una stella Guida Michelin, dove la cucina di Martina Caruso racconta le Eolie con uno stile personale, essenziale e contemporaneo.
Per la stagione 2026, tre i percorsi degustazione:
- Sigillo: viaggio tra mare e terra in 9 portate (estendibile a 12), con i piatti iconici del ristorante
- Oltremare: menu di pesce in 8 portate, che include anche il progetto sul pesce frollato
- Radici: proposta vegetale in 7 portate, dedicata alla ricchezza botanica dell’isola
Una cucina che parla di sostenibilità, stagionalità e relazioni, costruita grazie al dialogo costante con produttori, pescatori e con l’orto di famiglia, curato da papà Michele.
Accanto al fine dining, riapre anche il Bistrot, dove la memoria gastronomica si rinnova attraverso i piatti della tradizione familiare reinterpretati in chiave contemporanea.
Vino, accoglienza e visione: l’identità di Luca Caruso

A orchestrare ogni dettaglio dell’esperienza è Luca Caruso, custode dell’anima del Signum e interprete di un’ospitalità autentica e raffinata. Accanto a questa vocazione, emerge una grande passione per il vino: la cantina del Signum è un vero scrigno, con etichette selezionate e percorsi al calice pensati per accompagnare i menu della chef.
