Nasce “Talea”, il nuovo ristorante della chef Rosaria Fiorentino

by Valeria Zingale

É stato presentato alla stampa Talea, il nuovo ristorante della chef Rosaria Fiorentino, che nasce come naturale evoluzione della storica sala ricevimenti Moon Flower, a Monforte marina. Il nome del ristorante non è casuale: proprio come una talea che cresce da una pianta madre, il nuovo progetto, – pur conservando le stesse radici e portando avanti la stessa filosofia culinaria, – intraprende un percorso che segna un nuovo capitolo nella carriera della chef.

Nel locale luminoso e elegante, dalle linee pulite, spiccano arredi dal gusto contemporaneo, dove ogni dettaglio è creato per creare un’atmosfera unica e accogliere l’ospite che  ricerca il gusto e la raffinatezza. Tra i colori tenui spicca l’azzurro che richiama il mare e un’eleganza discreta.

Talea

Il menu di Talea racconta una cucina contemporanea radicata nel territorio capace di valorizzare il mare e la terra, il pescato e i prodotti locali, attraverso tecniche moderne, accostamenti equilibrati e una grande attenzione alla materia prima. La carta dei vini è stata curata dal sommelier AIS Giuseppe Basile che ha studiato gli abbinamenti per la prima cena degustazione dedicata alla stampa, in cui è stato ospite Salvo Neri, produttore vinicolo nel versante Nord Est dell’Etna, che ha accompagnato i piatti con una selezione dei suoi migliori vini, esaltando così i sapori e le peculiarità della cucina di Talea.

LA CANTINA NERI

Sulle pendici dell’Etna, in un paesaggio plasmato dal fuoco e dal tempo, prende forma la storia di Neri, realtà vitivinicola che oggi si estende su oltre nove ettari di terreno. Di questi, cinque sono dedicati ai vigneti e quattro agli uliveti, distribuiti tra le contrade Arrigo e Borrigliona, a circa seicento metri sul livello del mare. Un territorio complesso e affascinante, caratterizzato da suoli vulcanici ricchi di minerali, capaci di imprimere ai vini e agli oli un’identità precisa e profondamente legata alla terra. La storia dell’azienda è quella di una famiglia che, giunta alla quarta generazione, continua a portare avanti un’eredità fatta non solo di vigneti e uliveti, ma soprattutto di valori: rispetto per la natura, amore per la propria terra e una visione agricola che privilegia equilibrio e autenticità. Fu il nonno a comprare i primi terreni sull’Etna dove vennero costruite le strutture alberghiere, Villa Neri e Casa Arrigo, e a commercializzare vino sfuso. L’azienda che si trova in contrada Arrigo, a Linguaglossa, produce 8 etichette: un rosato, tre bianchi, tre rossi, uno spumante metodo classico che tra qualche mese arriverà sul mercato. Per preservare le caratteristiche uniche dei vini e del territorio, la famiglia Neri ha scelto una conduzione agricola biologica, basata su pratiche sostenibili e su un rapporto diretto con il territorio. La raccolta dell’uva e delle olive avviene ancora manualmente, seguendo una tradizione che consente di selezionare con cura i frutti e di mantenere intatta la qualità delle materie prime. In questi terreni scuri e fertili trovano spazio alcune delle varietà più rappresentative dell’Etna. Nei vigneti crescono le uve autoctone che raccontano l’identità del vulcano: il Nerello Mascalese, protagonista dei grandi rossi etnei, e le varietà bianche Carricante e Catarratto, che danno vita a vini di straordinaria freschezza e mineralità. “Noi nasciamo come agricoltori – ha raccontato Salvo Neri – e con mio fratello abbiamo portato avanti il lavoro avviato di nostri nonni che ci hanno insegnato a rispettare la terra. Con i nostri vini biologici e naturali vogliamo portare in alto il nome della nostra Etna”.

“TALEA INCONTRA NERI”: LA CENA DEGUSTAZIONE

Il crudo di mare

Da Talea è andata in scena non una semplice cena, ma un dialogo a quattro mani tra la cucina e la cantina che ha raccontato l’anima dell’Etna attraverso sapori, profumi e abbinamenti capaci di esaltare ogni portata. Da una parte c’è stata la tradizione siciliana interpretata con modernità, dall’altra c’è stata l’energia e l’eleganza del “volcanic wines” in degustazione. Dopo i saluti della chef Rosaria Fiorentino e del produttore vinicolo Salvo Neri, la cena ha preso il via con il benvenuto della chef: foglie croccanti di patate e zucca, arricchite da ricotta di mandorle, pepe all’arancia e limone semicandito, un boccone delicato ma ricco di contrasti. In abbinamento, le note eleganti e floreali dell’Etna Rosato DOC 2024, ottenuto per il 95% da nerello mascalese e per il 5% da nerello cappuccio, hanno accompagnato con freschezza il primo assaggio. Il percorso è proseguito con un raffinato gioco di mare: crudi e marinati con emulsioni agli agrumi e sali marini, dove tagliatelle di seppia, gamberi e triglia hanno esaltato la purezza del pescato. Il piatto ha dialogato con l’eleganza minerale dell’Arrigo Etna Bianco DOC 2024, blend di carricante e catarratto capace di sottolineare le sfumature iodate e agrumate delle preparazioni.

Azzurro di Sicilia

Tra gli antipasti non è mancato un omaggio al mare più autentico con l'”Azzurro di Sicilia“, signature dish di Rosaria Fiorentino, dove il pesce azzurro leggermente scottato incontra la cipolla rossa marinata e la salsa agrodolce, in un equilibrio di sapori mediterranei esaltato dall’Arrigo Etna Bianco DOC 2021, più maturo e avvolgente. Il viaggio è entrato nel cuore della tradizione con le busiate mediterranee, condite con sauri, colatura di alici e mollica “atturrata”. Un piatto intenso e sapido, perfettamente eseguito, ricco di carattere e sfumature, che racconta la cucina di mare siciliana più autentica, accompagnato dall’Arrigo Etna Bianco DOC 2020, capace di sostenere la complessità del piatto con struttura e profondità.

Busiate mediterranee

Un passaggio sorprendente è stato quello “Diversamente aggrassato”, pasta fresca ripiena di aggrassato alla messinese, rifinita con olio extravergine di oliva e salvia. Un omaggio alla tradizione reinterpretato con eleganza, servito con l’Arrigo Etna Rosso DOC 2024, che con la sua freschezza e i tannini delicati ha accompagnato la ricchezza della preparazione.

Manzo CBT

Il secondo piatto ha visto protagonista il manzo CBT, cappello del prete cotto a bassa temperatura, servito con salsa al vino rosso speziata e millefoglie di sedano rapa. Una preparazione intensa e avvolgente valorizzata dall’Arrigo Etna Rosso DOC 2020, rosso maturo e profondo, perfetto per sostenere la struttura del piatto. Il finale è stato dedicato alla dolcezza con “Mela e cannella”, una millefoglie calda di mele dell’Etna accompagnata da gelato alla cannella e streusel al cacao, dessert che ha chiuso il percorso con note avvolgenti e speziate.

Mela e cannella

Una cena che si è rivelata un racconto gastronomico in cui la cucina di Talea ha dialogato con il territorio e i vini dell’Etna, trasformando ogni portata in un capitolo di una storia fatta di identità, tradizione e creatività.

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