Roma ha un modo tutto suo di accogliere chi la attraversa. Basta percorrere lentamente via Veneto, tra hotel storici e portieri in livrea, per sentirsi parte di una scenografia senza tempo. È qui, in questo contesto sospeso tra passato e presente, che si trova Allegrio, indirizzo gastronomico capace di coniugare eleganza contemporanea e creatività narrativa.

Il nuovo percorso degustazione si chiama “InsideOut” e prende ispirazione dal celebre film d’animazione: ogni piatto è legato a un’emozione, trasformata in gusto, tecnica e racconto. Un format originale che unisce cucina, pizza e servizio in un’unica esperienza coerente.
Il progetto e i protagonisti

Ad accogliere gli ospiti c’è Davide Gelormini, direttore e restaurant manager, figura chiave nell’equilibrio della sala. Accanto a lui lavorano in sintonia due anime creative: Daniele Creti, chef executive, e Peppe Aiello, pizza chef. È dal dialogo tra queste tre personalità che nasce InsideOut, un menu pensato come un racconto a più voci.
La degustazione è accompagnata da un unico filo conduttore enologico: il Franciacorta Berlucchi Nature Blanc de Blancs 2017. Un calice che si rivela compagno ideale del percorso: perlage fine, profumi di agrumi ed erbe aromatiche, una bocca fresca e minerale capace di sostenere ogni passaggio senza mai sovrastarlo.
Il percorso degustazione

Il viaggio inizia con “Gioia”. Un canederlo rivisitato, piccolo ed elegante, dove ricotta e zucca dialogano con cime di rapa, crema di pecorino al limone e taralli alle mandorle. Un piatto luminoso, costruito su equilibri delicati: dolcezza vegetale, sapidità del formaggio, croccantezza e una nota agrumata a dare freschezza.

Con “Imbarazzo” entra in scena la pizza in tre atti. Tre montanarine che giocano su tecniche e consistenze differenti: fritta, fritta e passata al forno, solo al forno. Stracotto di pomodoro con ricotta salata e pesto, stracciatella con tonno e cipolla in agrodolce, zucca con cardoncelli, provola e tartufo. Un esercizio di stile che esplora mouthfeel, umami e contrasti aromatici.
“Tristezza” si presenta come una zuppa vegetale stratificata: vellutata di broccoli, cavolo nero ripassato, broccolo romano, gel di Parmigiano e nocciole tostate. Apparente semplicità che nasconde grande complessità tecnica, con alternanza di cremosità, croccantezze e leggere note amare perfettamente dosate.

Il registro cambia con “Disgusto”, pizza dal carattere deciso. Coratella, provola, crema di provolone del monaco e carciofi in diverse consistenze. Un piatto provocatorio che nobilita un ingrediente divisivo, giocando su sapidità, freschezza delle erbe e una struttura gustativa intensa ma equilibrata.
“Rabbia” è invece un secondo piatto di impronta carnivora: filetto di maiale cotto a bassa temperatura, nduja, cavolo nero, mela verde e cipolla rossa. Qui la tensione è tutta nei contrasti: piccantezza, dolcezza e acidità convivono in un boccone energico e dinamico.
La chiusura è affidata ad “Ansia”, piatto segreto fino al momento del servizio. Presentato in un cilindro che si apre teatralmente, rivela uno stracotto di manzo al vino rosso, crema di patata americana e pane ai semi. Un comfort food contemporaneo che scioglie ogni esitazione, alternando morbidezza e croccantezza in un finale rassicurante.
Uno stile riconoscibile

InsideOut è un progetto che funziona perché coerente: la cucina di Creti cerca equilibrio e profondità, mentre Aiello traduce lo stesso linguaggio nella dimensione della pizza. La sala, guidata da Gelormini, accompagna con professionalità discreta, senza mai forzare la mano.
Il risultato è un’esperienza che va oltre la semplice degustazione: un percorso narrativo dove ogni piatto diventa capitolo di una storia più ampia.
Allegrio conferma così la propria identità: un ristorante capace di unire tecnica e leggerezza, creatività e misura, gioco e sostanza. Un indirizzo romano che merita attenzione per chi cerca una cucina contemporanea capace di emozionare senza mai perdere eleganza.
Un pugliese in terra pontina
