Alessandro Mecca e Enrico Bartolini al Mec per l’Experience Gourmet con Trentacosti

by Valeria Zingale

Grandi nomi al Mec Museum & Restaurant di Palermo, lo spazio culturale ricavato all’interno del cinquecentesco Palazzo Castrone, con vista sulla Cattedrale Arabo Normanna del capoluogo siciliano. Meet Eat Connect è l’acronimo di MEC, con cui si punta a realizzare il concetto dell’esperienza condivisa anche a tavola.

Il resident chef Carmelo Trentacosti ha scelto quattro grandissimi nomi della ristorazione italiana per le 4 serate dell’Experience Gourmet che lo vedono protagonista. I prossimi appuntamenti sono il 5 agosto con Alessandro Mecca, classe 1984, che ha conquistato la sua prima stella Michelin nel 2018 al Ristorante Spazio 7 di Torino.

Il 27 agosto sarà la volta dell’attesissimo Enrico Bartolini, classe 1979, cuoco di grandissimo talento che ha riportato a Milano le 3 stelle Michelin (al Mudec di Milano) che mancavano dai tempi del grande Gualtiero Marchesi. 

Enrico Bartolini

Sold out le prime due serata in cui Carmelo Trentacosti ha ospitato due grandi chef siciliani.

Giuseppe Raciti

Il 23 giugno, il primo ospite del ciclo di quattro serate esclusive a quattro mani è stato lo chef Giuseppe Raciti del Ristorante Zash, 1 stella Michelin. Per l’occasione, alla presenza del barone Roberto Beneventano della Corte, la prestigiosa maison francese Steinbrück ha fornito quattro champagne, patrocinando così la prima cena andata sold out in pochissimo tempo. Trentacosti e Raciti hanno conquistato i commensali con un raffinato menù di 8 portate: Dentice, mango, anguria e caviale (Trentacosti)Tonno, avocado, yuzu, cetriolo e mela verde (Raciti)Capasanta, gambero rosso, zucchini e foglia d’ostrica (Trentacosti)Raviolo, cernia bianca, mandorle, vongole, tenerumi e limone (Raciti)Baccalà, datterino, olive nere, capperi e basilico (Trentacosti)Faraona, pistacchio, tamarindo, cipolla, patate e rosmarino (Raciti)Pomodoro, fragola, cioccolato bianco e basilico (Raciti)Bavarese alla nocciola, daquoise al tè early  grey, gelè di mango, morbidone alle mandorle e gelato frutto della passione (Trentacosti).

Il secondo appuntamento è stato un ritorno al passato per Carmelo Trentacosti. Il suo maestro, il bistellato Nino Graziano ha fatto il suo ingresso nella cucina del suo allievo il 2 luglio in una serata andata sold out in pochissimo tempo. Eccellenza della Sicilia esportata all’estero Graziano, con i suoi 23 ristoranti in Russia si conferma ambasciatore del made in sicily nel settore della ristorazione, ha riproposto i suoi piatti più iconici come la minestra di aragosta con spaghetti pizziati e la cassata scomposta.

Trentacosti, Graziano

Anche Trentacosti ha presentato alcuni dei suoi piatti più apprezzati, come i Ravioli di seppia con cuore di gambero rosso, bisque di crostacei e caviale kaluga amur, la parmigiana di melanzana perlina, il filetto di dentice agli aromi, fonduta di porri e maionese ai ricci di mare, il falsomagro di maiale, spuma di tuma persa, carotine al burro e tartufo nero siciliano e la pesca melba. In occasione della cena, la cantina “Duca di Salaparuta” ha offerto cinque dei suoi vini migliori. Trentacosti si conferma uno chef molto apprezzato nel panorama siciliano. Nei suoi piatti non mancano mai tecnica, rigore, eleganza, rispetto per la materia prima.

C’è grande attesa per le prossime serate che concluderanno in modo stellare l’Experience gourmet firmata da Mec, il Museo tecnologico nato da un’idea dell’architetto e imprenditore palermitano Giuseppe Forello, collezionista di macchine informatiche della Apple, che ha creato uno spazio unico dove contemplare l’energia della conquista digitale, conservata nella collezione di prodotti Apple della Fondazione Jobs.

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