Durante la due giorni organizzata da Gambero Rosso, in collaborazione con il Comune di Alcamo e l’Enoteca Regionale della Sicilia Occidentale, siamo andati alla scoperta di numerose aziende vinicole, scoprendo volti e storie che si celano dietro ogni calice degustato.
La seconda edizione di Alcamo Wine Fest, l’evento del Gambero Rosso – realizzato in collaborazione col Comune di Alcamo e con l’Enoteca Regionale della Sicilia Occidentale, per promuovere e valorizzare le migliori espressioni enoiche di questo straordinario territorio, – ha fatto centro. I riflettori si sono accesi per il secondo anno sulla cittadina di Alcamo (conosciuta per l’importante appellazione dell’Alcamo DOC istituita nel 1972), attraverso un tour esperienziale che ha messo in luce la bellezza, la storia, la cultura e l’identità enologica di questo territorio così altamente vocato per la produzione di vini, soprattutto bianchi. Un’occasione che ha messo in luce l’eccellente qualità delle eleganti espressioni di questo areale produttivo e il valore della viticoltura siciliana nel panorama nazionale.

Simbolo di Alcamo è il Catarratto, vitigno autoctono rappresentativo di questo fertile territorio a forma di ferro di cavallo che si estende tra il mare, le colline e il Monte Bonifato, che ha trovato la sua collocazione ideale grazie al microclima ventilato e all’escursione termica tra giorno e notte. Coltivato sin da tempi antichissimi, oggi questo vitigno è il protagonista di nuove pagine di storia della viticoltura siciliana, grazie alla tenacia dei Catarratto Boys, giovani viticoltori che hanno investito in loco per produrre vini di qualità (per lo più in agricoltura biologica), con la volontà di scardinare la vecchia consuetudine di destinare le uve alle cantine sociali, andando spesso in controtendenza con le scelte di nonni e genitori.

Ne è un esempio Elios, l’azienda di vini naturali di Guido Grillo, enologo, e Nicola Adamo, ingegnere informatico, che nel 2015 iniziano a vinificare le uve di famiglia (Grillo e Nero d’Avola) con fermentazioni spontanee. “Abbiamo deciso di restare in Sicilia – racconta Guido – per realizzare il progetto di fare vino con le uve che i nostri genitori conferivano nelle cantine sociali. Volevamo dimostrare il valore di quelle uve ed essere liberi di fare le cose a modo nostro. In un secondo momento abbiamo iniziato ad acquistare i terreni nelle colline alcamesi e abbiamo iniziato a sperimentare la macerazione del Catarratto, con ottimi risultati. La nostra – conclude Grillo – è una viticoltura moderna nel pensiero ma molto tradizionale. Siamo orgogliosi del nostro territorio e lo rispettiamo facendo un’agricoltura biologica certificata, con il minimo intervento sui vigneti. Ciò è possibile perché in collina e in montagna l’agricoltura è più difficile ma le uve sono più sane”. Oggi Guido e Davide coltivano 12 ettari di vigneti e gestiscono anche i terreni dei genitori che comunque continuano a conferire parte delle uve nelle cantine sociali. La strada che hanno tracciato con coraggio è risultata vincente e l’azienda che commercializza 7 etichette, con una produzione annua di circa 30 mila bottiglie, oggi è ben posizionata sul mercato.

Aldo Viola è sicuramente la guida e l’esempio per le nuove generazioni cresciute ad Alcamo a pane e vino. Aldo Viola è il maestro dei vini naturali e identitari che produce in modo sostenibile con vitigni autoctoni (Catarratto, Grillo, Nero d’Avola, Perricone), utilizzando fermentazioni spontanee e lunghe macerazioni. “Non dobbiamo rivoluzionare il mondo – dice Aldo – ma vogliamo offrire la nostra visione. Il compromesso è trovare finezza ed eleganza in ogni sorso”.

Storie di giovani viticoltori legati a questa terra ce ne sono davvero tante ad Alcamo. Un altro dei Catarratto Boys è Gabriele Avallone, 25 anni, enologo e agronomo diTenute Valso (Vauso significa balzo e richiama il salto che si fa tra le scale, dalle contrade più alte a quelle più basse). Gabriele gestisce l’azienda di famiglia, fondata nel 2018, con il papà e due fratelli portando avanti una tradizione lunga generazioni. Il trisavolo era un mezzadro e il nonno negli anni ’90 aveva acquistato terreni in contrada Valso e S. Nicola e conferiva le uve alle cantine sociali. “Coltiviamo principalmente il vitigno principe del territorio alcamese e siciliano, il Catarratto lucido, extralucido e comune, in suoli argillosi, portando in bottiglia vini biologici che rispecchiano il territorio” – racconta Gabriele.

Un’altra gran bella espressione di Alcamo si lega all’attività di Maria Possente, presidente dell’Enoteca Regionale della Sicilia Occidentale, che porta avanti, insieme ai fratelli, l’azienda familiare avviata dal padre che oggi conta 37 ettari di filari tra Alcamo e Salaparuta. “Abbiamo vissuto la vinificazione sin da bambini e abbiamo continuato a credere in questo settore. Produciamo vino e olive e abbiamo estirpato gli internazionali per coltivare solo autoctoni. L’ultimo progetto della nostra cantina riguarda proprio il Catarratto e nasce ad Alcamo sul monte Bonifato, – racconta Maria – dove i suoli sono particolari, perché c’erano delle cave”.

Stessa storia familiare per Domenico Lombardo, terza generazione di viticoltori, che coltiva il suo Catarratto su terreni di roccia arenaria e sta ultimando il restauro conservativo del grande casale, acquistato nel 2017, che ospita l’azienda. “Parlare di un singolo produttore è riduttivo. C’è un grande movimento che muove il lavoro di tanti giovani legati da un solido legame artigianale con queste terre e da un forte spirito produttivo. La storia vinicola della mia famiglia ha origini nel ‘900, io con 50 ettari di terreno di cui 38 vitati, mi definisco un agricoltore. Per me la priorità è la vigna, ho un legame così forte con queste terre che sta davanti a tutto, anche alla famiglia, perché questo lavoro richiede molti sacrifici. La nostra visione è quella di fare vini con metodo artigianale e meno passaggi possibili”.

A pochi passi da Lombardo c’è l’antico Baglio di Liliana e Vincenzo Adamo che ha ereditato l’azienda agricola dalla famiglia. “Con mia moglie Liliana abbiamo deciso di fare agricoltura biologica secondo i dettami dell’agro-ecologia. Si lavora poco il terreno, si aumenta il verde e la biodiversità in azienda. I vini Adamo nascono così, da agricoltura rigenerativa più rispettosa del suolo, degli animali e delle persone. I vitigni che coltiviamo sono Catarratto, Grillo, Nero d’Avola e Perricone e le nostre etichette raffigurano membri della nostra famiglia e la stessa Alcamo” – racconta il produttore che insieme alla moglie cura le visite guidate in cantina e le eccellenti degustazioni con cibi e cucina tradizionale.

Lo stesso legame con il territorio esprime Antonio Tonnino di cui abbiamo scritto qui: https://rossettoecioccolato.net/tonnino-una-famiglia-che-racconta-lamore-per-il-territorio-dellalcamo-doc/
Il Baglio Ceuso è il perfetto connubio tra storia, bellezza, modernità e visione verso il futuro. Qui insieme alla famiglia e alla sorella Francesca, Antonio Tonnino porta avanti un grande progetto imprenditoriale e coltiva non solo autoctoni ma anche internazionali, nella consapevolezza che si adattano benissimo in Sicilia e danno vini di carattere.

Alcamo Wine Fest si è concluso con la presentazione della Guida dei Vini del Gambero Rosso, prezioso strumento di facile consultazione che racchiude la storia di produttori, territori e di aziende che festeggiano anniversari a due o tre cifre o realtà nuovissime che muovono ora i primi passi (tutte da tenere d’occhio) e con l’atteso wine tasting aperto al pubblico che ha riunito le migliori espressioni dei vini di Alcamo insieme ad alcuni dei vini premiati con i Tre Bicchieri della guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso. L’evento realizzato in collaborazione con il Comune di Alcamo, guidato dal sindaco Domenico Surdi, e con l’Enoteca Regionale della Sicilia Occidentale, ha visto la presenza in Sicilia di uno dei curatori della Guida, Gianni Fabrizi (foto di copertina), oltre che di diversi esponenti e collaboratori del Gambero Rosso. Insieme hanno dimostrato l’importanza di fare rete per portare avanti quella promozione del territorio che è fondamentale per supportare le new generation e le tante realtà che stanno continuando ad investire nel settore, nonostante le difficoltà dei tempi. Alcamo si conferma una cittadina molto attrattiva non solo per i winelovers.
