A Galati Mamertino nasce il museo enogastronomico a cielo aperto

by Redazione

Un chicco di grano in ceramica sarà il primo segno di un museo enogastronomico a cielo aperto che crescerà nel tempo, attraversando piazze e strade di Galati Mamertino, in provincia di Messina. Prende forma così “Per Bacco! Dal pane al vino”, il progetto promosso da Tenute Drago, azienda agricola e vitivinicola radicata nei Nebrodi e impegnata nella coltivazione della vite e del grano, per ricostruire attraverso l’arte la memoria agricola e alimentare del territorio.

Il progetto sarà protagonista venerdì 2 ottobre della giornata inaugurale di “Sul campo”, l’XI edizione del Festival del Giornalismo Enogastronomico, ideato dal giornalista Nino Amadore e in programma fino a domenica 4 ottobre tra Galati Mamertino, Longi e il Parco dei Nebrodi.

Alle 10.30, nel quartiere Kiazza, nella piazzetta vicina alla chiesa di San Luca, sarà collocata la scultura dedicata al chicco di grano, ideata dall’artista galatese Giorgia Truglio e realizzata in ceramica da Domenico Fratantoni di Santo Stefano di Camastra. La posa dell’opera aprirà ufficialmente il Festival e segnerà anche l’inizio concreto del percorso museale diffuso: non soltanto l’anticipazione di un progetto futuro, dunque, ma il suo primo intervento permanente nello spazio urbano.

Da quel chicco prenderà avvio un itinerario che sarà composto progressivamente da sculture, installazioni, murales, mostre fotografiche e contenuti dedicati alle diverse fasi del ciclo del grano. L’obiettivo è restituire il rapporto che per secoli ha legato la comunità al lavoro nei campi, dalla semina alla mietitura fino alla trasformazione del frumento in pane, facendo del borgo un luogo nel quale il patrimonio materiale e quello immateriale possano essere letti insieme.

La giornata proseguirà dalle 10.45 con “Il ciclo del grano”, live video-podcast curato da Assia La Rosa di I Press, che coinvolgerà gli studenti e le voci della filiera. All’interno dell’incontro troverà spazio anche un confronto tra i rappresentanti di Tenute Drago e la Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia, con sede a Santo Pietro, frazione di Caltagirone, in vista della sottoscrizione di un protocollo d’intesa.

Il percorso sarà sviluppato con il coinvolgimento degli studenti del Liceo artistico “Lucio Piccolo” di Capo d’Orlando e sarà accompagnato da una mostra fotografica. Giorgia Truglio coordinerà inoltre la realizzazione di un murale nella piazzetta della Madonna del Carmine, uno degli interventi destinati ad ampliare il museo diffuso. Tra gli obiettivi vi è anche quello di intitolare uno spazio urbano “Piazzetta del Grano”, affidando a questo alimento il valore di simbolo della storia agricola del paese.

La giornata del 2 ottobre si concluderà con una cena e rappresenterà il primo capitolo di un progetto più articolato. Nel 2027 “Per Bacco! Dal pane al vino” proseguirà, in collaborazione con Next Gen, associazione formata da giovani galatesi, con nuove opere, installazioni, incontri, laboratori, degustazioni e momenti di approfondimento dedicati al rapporto tra agricoltura, alimentazione, arte e identità territoriale. Un ruolo importante sarà riservato alle nuove generazioni. Gli alunni del plesso “Nino Ferraù” di Galati Mamertino, appartenente all’Istituto comprensivo di Longi, saranno coinvolti nelle diverse fasi del ciclo del grano, partecipando alla semina, alla crescita delle colture, alla mietitura e alla trasformazione del frumento.

Al progetto prenderà parte anche la Società Liberale di Mutuo Soccorso di Galati Mamertino, che metterà a disposizione gli antichi attrezzi agricoli legati alla coltivazione e alla lavorazione del grano. Gli anziani del paese saranno coinvolti nella trasmissione ai più giovani delle tecniche, dei gesti e dei saperi del mondo rurale, affinché una conoscenza maturata nei campi e tramandata per generazioni possa diventare patrimonio condiviso della comunità. 

“Per Bacco! Dal pane al vino” non si esaurirà quindi nell’appuntamento inaugurale del Festival, ma continuerà a svilupparsi per tappe, mettendo in relazione impresa agricola, ricerca, arte, formazione e memoria. Un museo senza un unico edificio, capace di trasformare Galati Mamertino in un luogo permanente di racconto della cultura del grano e delle tradizioni agricole dei Nebrodi.

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