Il ristorante Sustànza, guidato dallo chef Marco Ambrosino, annuncia la chiusura e la conclusione del percorso avviato nel cuore di Napoli, negli spazi di ScottoJonno in Galleria Principe di Napoli. Il 28 febbraio sarà l’ultimo servizio.
Sustànza è stato, fin dal principio, un luogo di visione: un indirizzo capace di tenere insieme ricerca, memoria e contemporaneità senza mai cercare scorciatoie. Una tavola che ha parlato di Mediterraneo non come cartolina, ma come geografia viva e complessa: scambi, migrazioni, spezie, braci, fermentazioni, acidità, stratificazioni culturali. In questi mesi, Ambrosino e la sua brigata hanno trasformato ogni servizio in un discorso coerente, personale, necessario.
La chiusura arriva come scelta consapevole, nel segno di un tempo nuovo: quello in cui anche i progetti più intensi sanno riconoscere il momento di fermarsi per lasciare spazio a ciò che verrà. Resta il lavoro fatto, restano le persone, resta una comunità di ospiti che ha deciso di affidarsi a una cucina non accomodante, ma profondamente generosa.
«Sustànza è stata una casa di pensiero prima ancora che un ristorante: un posto in cui la cucina poteva prendersi la libertà di essere cultura, identità, gesto politico e umano. Chiudere non significa cancellare, significa proteggere ciò che è stato e preparare il terreno a un nuovo capitolo», è il messaggio che accompagna l’annuncio.
Un momento che merita rispetto: non un “addio” gridato, ma una chiusura che ha il tono delle cose importanti, quando si scelgono con lucidità e con cura.
