Emozione Amarone. La Valpolicella di Tommasi incontra la cucina stellata dello chef Claudio Ruta

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L’Amarone Tomasi prodotto nelle dolci colline della Valpolicella, da una parte, e la cucina stellata dello chef Claudio Ruta, deus ex machina del Ristorante “La Fenice” di Ragusa, dall’altra, sono gli ingredienti perfetti di una serata che promette di regalare grandi emozioni dei sensi.

Il 15 Dicembre “La Fenice” ospiterà la famiglia Tommasi, un’azienda con 110 anni di storia alle spalle dove è impossibile non percepire il senso della famiglia come cuore pulsante dell’attività fortemente radicata nella storia della Valpolicella.

L’Amarone della Valpolicella è un vino che si riconosce per alcune caratteristiche visivo-olfattive che lo rendono unico: il colore è il rosso carico, tendente al granato con l’aumentare dell’invecchiamento, al naso ha profumi caratteristici e accentuati di spezie e composta di frutti rossi, il sapore è pieno, caldo e vellutato. L’abbinamento ideale è con carni, selvaggina e formaggi stagionati. Per la cena del 15 dicembre, saranno ben cinque le etichette in abbinamento ai magnifici piatti dello chef Claudio Ruta. Il menù, già sulla carta, promette di stupire e conquistare i palati più esigenti. 

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La cucina circolare e il sogno della terza stella Michelin. Intervista a Igles Corelli

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Tra i volti più noti di Gambero Rosso Channel c’è lui, lo chef stellato Igles Corelli, 62 anni, originario di Filo in provincia di Ferrara, nelle valli al confine tra Emilia e Romagna. Dal 2010 Corelli è lo chef del Ristorante Atman, prima a Pescia e da maggio 2015 a Spicchio di Lamporecchio, in provincia di Pistoia, dove propone la propria cucina da molti definita “garibaldina” poichè valorizza le eccellenze di tutta Italia. Atman in sanscrito vuol dire il soffio vitale, il bello, l’essenza del buono. Il suo lavoro di ricerca e la sua passione continuano a ricevere importanti riconoscimenti. Igles Corelli non si ferma, è sempre in movimento. Tutto è pronto per l’inaugurazione del suo nuovo locale nella capitale. Si chiamerà “Le Mercerie”, promette una cucina veloce e di eccellenza, uno street food gourmet fruibile da tutti.

Lo abbiamo incontrato e intervistato al Gourmet Food Festival di Torino.  Continue reading

L’8 ottobre il II memorial “La Luce di Aurora”. Grandi chef, produttori e cantine insieme per una grande causa

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Il dolore non si supera, resterà sempre nel cuore spezzato di un padre che perde la propria bambina di soli 13 anni per una grave malattia, ma quel dolore assurdo, che non trova spiegazione, può trasformarsi e diventare qualcosa di grande. La piccola Aurora sarebbe orgogliosa di quello che lo chef Marco Baglieri, patron del Ristorante Crocifisso di Noto, ha creato in suo nome per ridare il sorriso a tanti bambini meno fortunati, affetti da gravi patologie. Il memorial “La luce di Aurora”, per il secondo anno consecutivo, vedrà insieme chef, produttori, cantine e ambasciatori delle eccellenze enogastronomiche dell’isola, pronti a mettersi in gioco e contribuire alla raccolta fondi in favore della Dynamo Camp Onlus, associazione no profit che accoglie i bambini con gravi patologie in periodi di vacanze terapeutiche gratuite. “La comunità ha risposto con grande impegno già un anno fa – racconta Marco Baglieri- quando moltissimi colleghi, cantine e produttori hanno colto con grande disponibilità l’invito a trascorrere insieme una serata in nome di una causa importante, contribuendo ciascuno con ciò che di più bello sappiamo fare: racchiudere in un sapore la possibilità di comunicare con il pubblico”.

L’appuntamento quest’anno si terrà a pochi chilometri da Siracusa, presso Allegroitalia Siracusa Golf Monasteri Continue reading

Il Bavaglino di Giuseppe Costa

15826795_697052310456946_2880136842734772799_nRomantico, intimo, raffinato. Il Ristorante “Il Bavaglino” dello chef Giuseppe Costa (nella foto) si affaccia sul mare verde/azzurro di Terrasini, in provincia di Palermo.

Vai a Terrasini solo per provare la sua cucina, ti fermi qualche giorno per scoprire la riserva naturale di Capo Rama e l’insenatura di Cala Rossa. Tutto ciò ripaga il viaggio… tanta natura e una cucina che riesce a sorprendere.

E’ il 2 giugno. Scelgo il menù degustazione, quello che – a mio parere – è il più indicato per offrire al cliente un’idea quanto più esaustiva della cucina del ristorante. Dai piatti emerge subito la creatività dello chef (che nel 2014 conquista la stella Michelin) e la sua scelta di valorizzare i sapori isolani e riproporli in chiave nuova.  Continue reading

Il successo di Cibo Nostrum 2017: 20 mila visitatori e 50 mila € a sostegno della ricerca sul Parkinson

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Un’esplosione di gioia, colori, sapori e profumi e tutto per una buona causa. Oltre 20 mila visitatori hanno affollato il Corso Umberto di Taormina in occasione della 6^ edizione di Cibo Nostrum, la “Grande Festa della Cucina Italiana” organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. C’erano 150 Cuochi protagonisti nelle loro postazioni dislocate lungo tutto il Corso principale di Taormina, che si sono trasformati in mille se si contano le loro “squadre” all’opera, e 90 aziende dell’agroalimentare, tra cui 50 tra le migliori cantine siciliane.

Il lavoro di squadra di tutti i presenti ha permesso di raccogliere 50 mila euro a sostegno della campagna di ricerca sul Morbo di Parkinson.

Ecco le mie interviste per lo Speciale “Cibo Nostrum 2017” trasmesso su RTP nei giorni successivi all’evento.

Da quest’anno, la manifestazione, che sei anni fa nacque nel cuore dell’Etna, a Zafferana, come festa dei Cuochi Etnei, è stata inserita di diritto nel calendario degli eventi prestigiosi organizzati da F.I.C., in grado cioè di coinvolgere Delegazioni di Cuochi da tutta Italia (c’era anche qualche berretta bianca di Delegazioni estere!) e di aggregare, in un fantastico ed energico gioco di squadra, numerosi partners protagonisti assieme ai Cuochi F.I.C.

“Se penso che solo sei anni fa abbiamo lanciato questo progetto con una decina di chef e qualche cooking show ed oggi ci ritroviamo invece a rappresentare l’intera immagine della cucina italiana in un contesto splendido come Taormina, credo che abbiamo fatto un lungo percorso davvero in poco tempo” ha detto Seby Sorbello, Presidente di F.I.C. Promotion.

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Accanto allo chef zafferanese Seby Sorbello,  nell’imponente organizzazione dell’evento, lo Chef Stellato Pietro D’Agostino, rappresentante di Chic Chef in Sicilia.

“Cibo Nostrum – ha commentato Rocco Pozzulo, il presidente nazionale F.I.C. – è diventato uno dei nostri eventi di maggior prestigio e ha tutte le carte in regola per potersi definire, dalle prossime edizioni, internazionale”.

Le tre giornate potrebbero essere paragonate a tre distinte tavolozze di colori, a tre quadri ritratti dal vivo, che hanno espresso la migliore Sicilia e la migliore Italia enogastronomica. A cominciare dall’inaugurazione, domenica 11 giugno a Zafferana Etnea, con il saluto delle autorità, del sindaco Alfio Russo con la vicepresidente del Consiglio Comunale Graziella Torrisi e dei vertici F.I.C., per poi spostarsi alla cena di benvenuto nei giardini dell’Atahotel Naxos Beach di Giardini Naxos. Ad accogliere gli ospiti, l’Executive Chef della struttura, Nico Scalora, che con la sua squadra ha proposto una cena all’insegna dello street food siciliano. Una festa molto apprezzata, anche dagli ospiti istituzionali, che alla fine si sono abbandonati a balli e brindisi, sulle note del gruppo Vulkanika.

Gli stessi ospiti l’indomani, lunedì 12 giugno, sempre al Naxos Beach intervenivano al convegno su “Pesce azzurro: pesca sostenibile, cucina consapevole”, organizzato all’interno di Cibo Nostrum in collaborazione con il MIPAAF, per sottolineare l’importanza del pesce azzurro nell’alimentazione, nella cultura e nell’economia del nostro Paese. Autorevoli gli interventi, a cominciare da quello del sottosegretario alle Politiche agricole, On. Giuseppe Castiglione, che ha sottolineato “l’importante sinergia che esiste tra il Ministero e la Federazione Italiana Cuochi nel diffondere e valorizzare la cultura del pesce azzurro, anche in eventi prestigiosi come questo che stiamo vivendo in questi giorni”. Interessante la riflessione proposta dal sottosegretario al Turismo e Beni Culturali, On. Dorina Bianchi: “Non dimentichiamo – ha detto – che la Dieta Mediterranea, della quale il pesce azzurro è un degno rappresentante, è inserita tra i beni immateriali dell’Unesco e che la sana alimentazione è innanzitutto cultura”. L’importanza dell’acquacoltura è stata ribadita da Giovanni Oliva, dirigente generale del Dipartimento agricoltura della Regione Basilicata, mentre riflessioni più tecniche le ha proposte Nino Testa, armatore da cinque generazioni di tonno, che ha ammesso lo scarso valore economico purtroppo ancora legato al pesce azzurro, che mette in difficoltà armatori e pescatori. Gli ospiti sono stati incalzati dalle domande di autorevoli giornalisti enogastronomici, come il direttore di Tg5 Gusto, Gioacchino Bonsignore, e la firma del quotidiano Il Giorno di Milano, Marco Mangiarotti.

Appena il tempo di spostare qualche poltrona sul palco e i relatori lasciavano spazio ai candidati alle selezioni della Nazionale Italiana Cuochi, che fino al pomeriggio si sono sfidati per conquistare un posto nella prestigiosa squadra azzurra, guidata dal Team Manager Gaetano Ragunì. Intanto, nella sala conferenze veniva presentata la Delegazione Sicilia dell’Associazione NoiDiSala, che porterà anche nell’isola tutta l’esperienza e la professionalità dei suoi componenti nella ristorazione, nella sommellerie e nell’accoglienza e servizio di sala.

Qualche chilometro più su, a Taormina era già tutto un fermento e un brulicare di berrette bianche, di postazioni sistemate, di cantine che stappavano e sistemavano le proprie etichette, in attesa di accogliere migliaia di partecipanti al Taormina Cooking Fest. Intanto, in sette tra le più eleganti strutture della Perla dello Jonio, altrettanti chef e giornalisti presentavano i laboratori tematici dedicati al pesce azzurro. Protagonisti lo chef Giancarlo Conoscenti, della Metro Cash & Carry, che al Pietro D’Agostino Cooking Lab è stato diretto e presentato dal giornalista Piero Rotolo; lo chef Massimo Mantarro, del San Domenico Palace Hotel, che nel medesimo hotel è stato presentato da Katya Maugeri; lo chef Paolo Barrale, a Villa Schuler, presentato da Santina Giannone; lo chef Marco Sacco, al ristorante Kisté, presentato da Clara Minissale; lo chef Giuseppe Raciti, all’Hotel El Jebel, presentato da Cristina Barbera; lo chef Paolo Gramaglia, all’Excelsior Palace Hotel, presentato da Letizia Carrara; ed infine lo chef Roberto Toro, al Grand Hotel Timeo, presentato da Grazia Sicali.

Poi, alle ore 18,00 di lunedì 12 giugno, tutto ha avuto inizio. Sul palco di Taormina, nella centrale piazza IX Aprile, alla presenza di migliaia di visitatori, con l’intervento delle autorità e dei Cuochi, presentati dai giornalisti Alex Revelli Sorini e Susanna Cutini, è partita la Grande Festa sui due chilometri del corso Umberto, con le postazioni dei 150 cuochi che proponevano le loro ricette da tutta Italia e le cantine le loro degustazioni, coordinate dal sommelier di Cibo Nostrum, Mauro Cutuli. Il pubblico, acquistando un ticket di appena 30 euro, ha così contribuito a sostenere la ricerca sul Parkinson (come l’anno scorso, infatti, l’evento sostiene la Fondazione LIMPE Onlus di Messina). Sul palco ricordavano lo scopo benefico dell’evento il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, e i suoi assessori, con in testa Salvatore Cilona al Turismo; intervenivano poi i due sottosegretari, Castiglione e Bianchi; i vertici F.I.C., con Rocco Pozzulo e Seby Sorbello, lo chef Pietro D’Agostino come chef “di casa” a Taormina, il presidente Urcs, Domenico Privitera, con la presidente dei Cuochi Messina Rosaria Fiorentino; l’On. Nino D’Asero e il dirigente Giovanni Oliva. Centinaia i giornalisti che scattavano foto e prendevano appunti, mentre le degustazioni avevano inizio. E poi, finiti i saluti, via ai cooking show anche sul palco, che hanno visto alternarsi i Cuochi Siciliani, gli Chef F.I.C. e Chic, i pasticceri di Con.Pa.It., gli Chef della N.I.C. e la presentazione ufficiale dei nuovi componenti della squadra azzurra selezionati qualche ora prima.

Ma per chi pensasse che Cibo Nostrum finiva lì, non è stato affatto così. La terza ed ultima giornata, infatti, martedì 13 giugno, i protagonisti dell’evento si sono spostati sull’Etna, per scoprire due delle più significative cantine del vulcano, con un appuntamento prima da Alta Mora, cantina di Cusumano, dove è stato siglato un Patto di collaborazione tra i produttori di Etna Doc e gli armatori del pesce azzurro, e poi alla Cantina Cottanera, per il pranzo “Scampagnata di Cibo Nostrum”, curato nei minimi dettagli dagli Chef con la Coppola: Simone Strano, Giuseppe Raciti, Giovanni Grasso, Giuseppe Torrisi.

Qui il presidente Pozzulo e il presidente Sorbello trovavano ancora la voce per poter dire il grande “GRAZIE” ad una squadra meravigliosa, che accanto a F.I.C. è riuscita a coinvolgere Chic – Charming Italian Chef, con il direttore Raffaele Geminiani, l’Associazione Italiana Celiachia con la presidente Aic Sicilia Giuseppina Costa, Urcs, Con.Pa.It. con il presidente Peppe Leotta, il laboratorio gastronomico Blu Lab Academy con lo chef fondatore Alfio Visalli, La Cook Agency e la Expo di Barbara Mirabella, ed infine gli allievi e i docenti degli Istituti alberghieri “Salvatore Pugliatti” di Taormina, “Antonello” di Messina, “Renato Guttuso” di Milazzo, “Giovanni Falcone” di Giarre, una delegazione della Amira (Associazione maitre) guidata dal prof. Alfio Cantarella e la collaborazione dell’Istituto “Karol Wojtyla” di Catania.