“A Cena da Charme” dove la cucina d’autore incontra il design

Una imperdibile rassegna di cene d’autore arriva ad Alcamo. Si chiama “A Cena da Charme” l’iniziativa di Gabriella Mulè e Daniele Siena, che unisce il design e l’alta ristorazione in un’inedita esperienza sensoriale esaltata dagli spazi di Charme Officina Cucina, il concept store alcamese che seleziona i complementi d’arredo e gli utensili da cucina più innovativi e offre un luogo speciale dove incontrarsi, discutere, imparare nuove tecniche o godere di una cena fuori dal comune.

Tante esperienze gastronomiche curiose e raffinate accompagneranno la rassegna ideata all’interno del Concept Store. In un’atmosfera colorata e informale si incontreranno, da Ottobre 2019 a Giugno 2020, chef del calibro di Matteo Baronetto (“Al cambio” di Torino), Pino Cuttaia (“La Madia” a Licata), Tony Lo Coco ( “i Pupi”, Bagheria), Accursio Craparo (“Accursio”, Modica) e poi ancora Marco Ambrosino (“28 Posti”, Milano) ma anche le nuove promesse della ristorazione siciliana tra cui: Lorenzo Ruta (“Taverna Migliore”, Modica),  Riccardo Cilia (“Tocco D’oro”, Comiso) Luca Stracquadanio (“KuFù”, Modica) Giuseppe Causarano e Antonio Colombo (“Vota Vota”, Marina di Ragusa) per chiudere con la presentazione dei panini e stuzzicherie di mare dell’estate 2020 di FUD BOCS.   Continua a leggere

Nuovi talenti under 30 della ristorazione siciliana. Conosciamo meglio Riccardo Cilia

Ci sono tanti giovani cuochi che si stanno facendo strada nel panorama gastronomico siciliano e sono candidati a rappresentare al meglio il futuro della cucina isolana. Tra gli chef under 30 che lavorano attivamente per affermarsi c’è Riccardo Cilia, figlio d’arte di Nunzio, ristoratore di lungo corso e insegnante all’Alberghiero. Insieme alla madre Barbara Stancampiano, che si occupa della sala, gestiscono il Ristorante di famiglia “Tocco d’Oro” a Comiso. Una squadra perfetta, dove ogni ruolo è rispettato per regalare al cliente un’ottima esperienza di gusto. La professionalità e l’esperienza di Nunzio Cilia – avvezzo a gestire i grandi numeri e sempre attento alla forma e alla presentazione di ogni piatto che esce dalla cucina – assicurano che tutto si svolga alla perfezione. Ne ha formati di giovani chef, il professore, alcuni hanno anche conquistato l’ambita stella Michelin (come Vincenzo Candiano).

Poi c’è Barbara che gestisce la sala in maniera gioiosa, attenta e professionale, consigliando il commensale nella scelta di cibo e vino. Infine c’è lui, Riccardo, 24 anni appena compiuti, la punta di diamante che da qualche anno ha rivoluzionato il ristorante aperto dal padre, innovandolo con gentilezza, senza strafare, ma adattando l’offerta al contesto del territorio. Cresciuto nelle cucine sin da piccolo, inizialmente non si sente tagliato per quella vita. A 18 anni scatta la scintilla. Vince un concorso e svolge uno stage di 3 mesi a Villa Crespi dallo chef stellato Antonino Cannavacciuolo. Da quell’esperienza capisce cosa significa lavorare duro e puntare alla perfezione di ogni preparazione, e con determinazione inizia a studiare, a leggere un libro dietro l’altro, a specializzarsi nella preparazione di lievitati, pizza e pane con lievito madre, e dolci.

La Pasticceria diventa una delle sue passioni ma al ristorante cura tutto personalmente. Per la sua bravura mista a determinazione e tenacia viene notato dallo chef stellato Tony Lo Coco, patron de “I Pupi” a Bagheria, che spesso lo chiama con sé per accompagnarlo ad eventi in Italia e all’estero. Riccardo lo segue volentieri perché comprende che osservare un grande chef è imparare ogni giorno qualcosa in più. “L’amicizia con Tony Lo Coco– racconta Riccardo – nasce quando sono andato a mangiare nel suo ristorante… un’amicizia a pelle. Da allora ho collaborato con lui a diversi eventi, delle Soste di Ulisse, a Identità Golose, e in India in occasione di una festa di lusso con 1200 invitati. Lui è un’attrazione a Bagheria e io vorrei diventare lo stesso nel mio territorio”.

L’interno del Ristorante a Comiso

La sua cucina non perde mai il contatto col territorio. Utilizza prevalentemente materie prime a km zero e cura anche un piccolo orticello nei pressi del Ristorante; quel che non produce personalmente lo acquista da produttori amici. Della sua cucina dice: “E’ fresca e colorata, guarda le radici e cerca di puntare in alto per offrire qualcosa di nuovo al territorio. Voglio che siano i miei piatti a parlare”.

“Il profumo di una domenica in campagna”

Ad ogni nuova creazione si lavora a lungo per raggiungere la perfezione.“I piatti devono farmi fare wow – afferma la mamma Barbara – sono molto critica finchè non si raggiunge l’equilibrio giusto”.  Continua a leggere