“Amocù” la rivoluzione della cucina a Catania passa per l’Asian Mood

C’è un modo nuovo di bere e mangiare a Catania. Amocù, che sta per Asian Mood Cuisine è il nuovo concept di cucina asiatico, giovane e raffinato, da gustare in pieno centro ma lontano dal caos cittadino. Varcando la soglia di Amocù, a due passi da Corso Italia, sorprende la modernità e l’avanguardia di un sofisticato ambiente realizzato con specchi riflettenti e rete metalliche, velluti colorati e legno.

In estate il salotto del gusto lascia spazio all’ampia terrazza panoramica che con le luci soffuse della sera diventa un ambiente attraente e intimo in cui trascorrere romantiche serata in coppia o divertenti momenti di relax con gli amici. Immediatamente si resta affascinati dal Sakè Bar, non solo per i colori e l’allegria che emana, ma ancor di più per l’ampia scelta di sakè, gin e whisky asiatici, insieme ad una serie di cocktail unici.

La visione di Amocù diventa cosmopolita e le esperienze di respiro internazionali del bar tender si percepiscono al primo sorso. Basilico, lime, pepe nero, zenzero, oli essenziali, fiori eduli sono solo alcuni dei protagonisti dell’esclusivo aperitivo che precede la nostra cena.

Il tocco esotico dal gusto contemporaneo passa dal bere al mangiare. Qui i riferimenti asiatici parlano di innovazione, di qualcosa che altrove non si trova. Non c’è spazio per la classica cucina giapponese che troviamo ormai dappertutto ed ha stancato, qui la scelta è ampia. Lo chef portoghese Rui Antunes punta a sorprendere con preparazioni di alto livello e tanta ricerca della materia prima. Si spazia dalle ceviche ai carpacci, dalle tempure ai tacos, dalle capesante alle ostriche, dal sashimi all’hosomaki, dall’uramaki al futomaki. 

Nunzio Di Bella

Conosciamo Nunzio Di Bella, lungimirante imprenditore catanese che ha aperto il locale a novembre scorso con il socio Fortunato Fasanaro. Di Bella non è nuovo al mondo della ristorazione, Pepe Nero è il primo locale che ha a aperto a Catania e che ancora oggi riesce a calamitare un pubblico di esigenti clienti che amano la proposta gourmet abbinata alle pizze o la scelta di pregiate carni o ancora la cucina nippo-brasiliana, con oltre 500 etichette di vini. L’esperienza lo ha portato ad Amocù, si parte dagli stessi principi, in primis la qualità, e si punta ad un locale esclusivo dove sorseggiare un delizioso sakè o gustare una deliziosa cena, non convenzionale. Anche qui la cantina è di livello con circa 250 etichette da tutto il mondo.  Continue reading

La genialità di #OffFestival rivoluziona il modo di mangiare a Catania

Non convenzionale, a tratti geniale e rivoluzionario. Dal format all’architettura, dall’atmosfera all’arredamento di design, tutto a Fud Off è differente. A cominciare dal cibo. Chi sceglie Fud Off, sposa un progetto per lasciarsi trasportare dalla genialità e dalla spinta estrema della resident @chezmunita Valentina Chiaramonte, e dal fuoco di Andrea Graziano, inventore di FUD OFF e ancor prima di FUD, la bottega sicula che ha rivoluzionato il modo di mangiare a Catania e Palermo, e che presto arriverà anche nella capitale della moda e del divertimento, Milano.

La proposta di Fud Off, in via Santa Filomena a Catania, è innovativa e giovane, per questo piace. Dalle tapas al piatto gourmet, allo sfizio goloso, il passo è breve e tutto viene innaffiato dagli strepitosi cocktail di Domenico Cosentino, che mixano con audacia creatività e tradizione. Se il locale non è convenzionale, il Festival ideato da Andrea Graziano e Valentina Chiaramonte, con la giornalista Elisia Menduni, lo è ancora meno.

Lo chef Diego Rossi di Trippa Milano

Giunto al sesto appuntamento, OFF FESTIVAL è l’evento che mette insieme i cuochi ed i bartender più OFF d’Italia e richiama tantissimi appassionati. Il 18 marzo è stata la volta dello chef Diego Rossi di Trippa Milano e del bartender Benjamin F. Cavagna.

Il bartender Benjamin F. Cavagna

Non è mancato l’ospite a sorpresa, la nota chef Gaia Giordano di Spazio Milano Niko Romito. Tra asina, montone, vitello tonnato, trippa, radicchio e cocktail, la serata è stata un tripudio di emozioni sensoriali. Ad aprire la cena, la trippa fritta di Diego Rossi, morbida dentro, croccante fuori, profumata al pepe e rosmarino, che nasce dal ricordo di un piatto ligure.  Continue reading