Dalla passione per i viaggi e la cucina nascono i “Gourmet Tour” di Carla Coco e Flavio Birri

Visitare Palermo, Capitale della Cultura 2018, facendo un viaggio a 360° tra le bellezze, la storia, la cultura e il patrimonio enogastronomico della città. Il “Gourmet Tour” in compagnia di Carla Coco e Flavio Birri, foodwriters e ideatori del movimento “Cucine Corsare Libere incursioni tra cotture e culture”, promette un viaggio imperdibile nel cuore della capitale siciliana. Sono iniziative di grande spessore, degne di nota, che mettono insieme l’amore per i viaggi  e la buona cucina e tanto impegno per organizzarle sin nel più piccolo dettaglio. I viaggi gourmet di Carla e Flavio dal 2008 hanno fatto tappa a Istanbul, New York, Budapest, Marrakesh, deserto del Sahara, Cappadocia, San Pietroburgo, Andalusia, Venezia, Salento, Sicilia Barocca, Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo, Trapani, Palermo.   

 La filosofia di questi viaggi, rivolti a piccoli gruppi di gourmands, è quella di approfondire la conoscenza culturale di un luogo unita al piacere della buona tavola scambiando opinioni, condividendo emozioni e punti di vista. “Unire cotture e culture” è il leit motiv del percorso cultural-gastronomico che si dipana dal semplice al complesso per catturare l’anima dei luoghi che si visitano.

Il prossimo appuntamento è a Palermo dal 21 al 25 settembre. Il viaggio percorrerà la storia millenaria che ha regalato a Palermo un patrimonio artistico e architettonico di altissimo livello. Continue reading

In viaggio da Ragusa all’Alto Adige con la cucina stellata di Claudio Ruta e i bianchi di Nossing

 

La cucina può tutto. Può farti fare un viaggio enogastronomico percorrendo territori molto distanti, pur restando immobile; può regalarti emozioni e allo stesso tempo conoscenza. Perché la conoscenza è la cosa più bella a cui possiamo aspirare. Così ogni incontro organizzato a Ragusa dal Ristorante “La Fenice” di Mauro Malandrino è una nuova scoperta. Si parte da una certezza, l’ottima “cucina del territorio” dell’executive chef Claudio Ruta, 1 stella Michelin, che riesce sempre a sorprendere per il lavoro di innovazione e sperimentazione legato agli abbinamenti coi vini proposti.

Lo chef Claudio Ruta

Le serate vengono organizzate in collaborazione con cantine vitivinicole di tutta Italia ed è piacevole scoprire territori di volta in volta differenti con le loro peculiarità. Non a caso, ma per grande passione e visione d’insieme, il Ristorante “La Fenice” ha una cantina di pregio con oltre 900 etichette, selezionate dal sommelier Fabio Gulino.

Fabio Gulino

Dietro l’organizzazione di ogni evento c’è una lunga preparazione, dallo studio delle cantine a quello dei piatti che verranno scelti per la degustazione. “I miei abbinamenti nascono assaggiando i vini per capirne le peculiarità a livello organolettico – spiega lo chef stellato Ruta – con l’idea di stupire i nostri ospiti e offrire novità e cose particolari”.

Il connubio cibo vino è stato il tema della serata Gemme Altoatesine. I Bianchi di Nössing che si è svolta il 21 aprile scorso al Ristorante dell’Hotel Villa Carlotta. Un viaggio lungo tutto lo Stivale che partendo dalla Sicilia, ci ha condotti in Alto Adige, all’interno della Valle Isarco, sulla collina di Bressanone, dove l’azienda di Manni Nössing produce i suoi vini. In questo territorio è possibile trovare alcune delle più importanti varietà autoctone tradizionali dell’Alto Adige: tra queste il Kerner, un vitigno aromatico a bacca bianca tradizionalmente acclimatato in area tedesca, austriaca e svizzera. Manni Nössing, giovane e appassionato vignaiolo, proveniente da una famiglia da sempre dedita all’agricoltura, è considerato oggi uno dei migliori bianchisti d’Italia.

“L’azienda produce solo bianchi, e questa è una fortuna” – ha spiegato l’enologo Vincenzo Bambina che ha  preso parte alla serata. “Prima amavo i rossi, – ha spiegato l’enologo siciliano – poi, girando il mondo, mi sono innamorato dei bianchi. I bianchi di Manni Nössingsono buoni perché il territorio è vocato con un’estensione di circa 350 ettari che vanno tutti in bottiglia”.  Continue reading

Tuorlo fritto su nido di porri (video ricetta)

L’uovo, economico, buono, può diventare un piatto gourmet. Ogni chef ne prepara una versione più o meno complessa. A me piace molto in questa versione, che potete servire con verdure di volta in volta differenti, a seconda della stagione. Ho preparato questo antipasto per La Ricetta di RTP. E’ molto sfizioso e con i giusti accorgimenti è anche molto facile da preparare.  Continue reading

Il bello e il buono del nuovo “Cortile Pepe” di Toti Fiduccia. L’eccellenza a Cefalù

Intimo e accogliente, elegante e raffinato, il nuovissimo “Cortile Pepe” conquista al primo sguardo. Toti Fiduccia e la moglie Lidia Miraglia, hanno messo anima e cuore nel progetto di ristrutturazione dei nuovi locali siti in via Nicola Botta 15, nel cuore del centro storico di Cefalù. Entrando si resta colpiti dal fascino senza tempo della struttura e dalle pareti in pietra che rendono l’ambiente caldo e familiare. La cucina a vista – ampia e brillante negli arredi di ultima generazione curati da Electrolux, marchio leader nel settore – è  la scelta che fa la differenza e rende immediatamente partecipe l’ospite dell’esperienza di gusto che andrà a fare. Ogni particolare è curato nei dettagli e nel nuovissimo “Cortile Pepe” non potevano mancare il tavolo social, un  pezzo unico di design realizzato in pregiato legno da un artigiano del luogo, con vista privilegiata sulla cucina, e l’angolo bar in cui soffermarsi a gustare ottimi aperitivi o sorseggiare una coppa di champagne in attesa della cena.

Il tavolo social con vista sulla cucina

L’angolo bar di Cortile Pepe

Il ristorante è arredato con grande gusto, spiccano i tavoli in legno chiaro con le sedie scure. I coperti sono circa una trentina nella stagione invernale, in estate un po’ di più, grazie allo spazio esterno di cui dispone il nuovo locale. L’attenzione per il cliente è massima, non poteva essere altrimenti. Toti Fiduccia è un figlio d’arte, cresciuto nel ristorante del padre dove accoglieva la clientela, con il sorriso e la professionalità che ancora oggi sono i suoi tratti distintivi.  Continue reading

Cena a 4 mani di due sorprendenti talenti. La stella Michelin Biuso ospite di Guidara all’Eolian di Milazzo

Un sorprendente incontro tra due giovani talenti della cucina italiana, queste erano le premesse della cena a quattro mani che si è svolta sabato scorso a Milazzo nella splendida cornice dell’ Eolian Ristorante. Davide Guidara, 23 anni, Executive chef dell’Eolian  – che ha ottenuto lo scorso anno l’ambito riconoscimento di miglior Ristorante “Best in Sicily” – e Giuseppe Biuso, 29 anni, Executive Chef del Ristorante “Il Cappero” del Therasia Resort di Vulcano – che ha già conquistato la sua prima stella Michelin – non hanno deluso le aspettative, anzi, hanno saputo divertire con un menù a tratti giocoso, con interessanti rivisitazioni di piatti della tradizione, a cominciare dai finger food serviti come piccoli snack.

La cena a 4 mani ha preso il via con 6 deliziosi assaggi. Biuso, palermitano, ha aperto la serata con il suo cannolo salato con burro siciliano mantecato con acciuga; la panella palermitana reinterpretata come una croccante cialda che fa da contenitore alla spuma di finocchi, e riccio, ricciola e riccia, un finger davvero raffinato apprezzabile alla vista e al palato.

I finger food di Giuseppe Biuso

Lo chef di casa, Davide Guidara, originario della provincia di Benevento, ha presentato la sua rivisitazione del cocktail di gamberi con gamberi di Mazara crudi e una salsa al pomodoro siccagno, una gustosa versione di pesce spada e caponata, poi la bufala abbinata alle puntarelle e all’aringa. La fioca Franciacorta dos. zero mill. 2010 ha accompagnato i finger food.

I finger food di Davide Guidara

L’antipasto firmato da Biuso è il più elegante pane cunzato mai visto. “Non è una rivisitazione – spiega Biuso – è la mia versione del pane cunzato che vado a mangiare nei giorni di riposo dal lavoro a Vulcano. Da questo ricordo mi è venuta voglia di creare questo piatto. La spianata di pane con insalatina eoliana di pomodorini, acciughe, capperi nella mia versione diventa ancora più fresca, estiva e alternativa”. Continue reading

Il Barolo incontra la cucina stellata di Claudio Ruta. Il 23 febbraio al Ristorante “La Fenice”

 

 

Il Ristorante “La Fenice” di Ragusa ospita il nobile delle Langhe, il Barolo. L’appuntamento è per il prossimo 23 febbraio. Il Barolo della storica azienda Pio Cesare, nelle sue diverse annate e declinazioni, sarà abbinato alle creazioni raffinate dello chef stellato Claudio Ruta. Profondo e austero, il Barolo non è mai semplice. Non si rivela facilmente al primo assaggio, ma piano piano sa aprirsi e rivelare i suoi segreti. Sa raccontare la bellezza del suo territorio d’origine, le colline dalle meravigliose sfumature di colore: le Langhe.

Abbinare il cibo di una regione, la Sicilia, con il vino di un’altra, il Piemonte, fornirà lo spunto per parlare di storia, tradizioni e cultura gastronomica. Per l’occasione, lo chef Claudio Ruta ha studiato un raffinato menù.  Continue reading

Terra delle Ginestre incontra la cucina dello chef Guarneri. Il 23 febbraio al Ristorante Don Camillo

Il Ristorante Don Camillo e i vini “Terra delle Ginestre” insieme per un appuntamento esclusivo a Siracusa, nel cuore di Ortigia. Giovanni Guarneri, chef patron di Don Camillo, sommelier professionista AIS dal 2002, abbinerà i suoi piatti ai vini siciliani prodotti sull’Etna da una coppia di giapponesi, Junko Nishikawa e il marito Shigeaki che nel 2013 hanno acquistato un vigneto di un ettaro a Passopisciaro, sul versante nord dell’Etna e nel 2014 hanno iniziato la produzione di Nerello mascalese, una delle varietà principe del Vulcano.

Junko Nishikawa e il marito Shigeaki

 L’Etna rosso D.O.C. “Jun” è il nettare figlio della forza potente del vulcano, del sole di Sicilia e dell’amore e tenacia di questa coppia di giapponesi che hanno scelto la Sicilia come loro casa. “Jun” – che in giapponese significa “Pura” – è l’abbreviazione di Junko che con questo vino punta ad ottenere un prodotto “figlio” diretto della terra, puro, genuino e sincero e, per questo, ha intrapreso un percorso volto ad ottenere nel tempo la certificazione di prodotto biologico, perseguendo una produzione che predilige la qualità più che la quantità.

Lo chef Giovanni Guarneri

Con il Giappone, lo chef Guarneri ha un forte legame. Docente di gastronomia e cucina, all’età di 26 anni, ha tenuto corsi di cucina siciliana a 20 cuochi giapponesi Continue reading

Una storia d’amore iniziata nel 2003: La Capinera dello chef Pietro D’Agostino

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Per Pietro D’Agostino, la cucina è una bella storia d’amore condita con creatività, servita con passione e con un pizzico di follia. “Ci si innamora degli ingredienti, della memoria che riaffora dai sapori e si finisce per amare anche chi porta a tavola le emozioni in un piatto”. Così lo chef 1 stella Michelin sintetizza il suo mondo, quello fatto di sacrifici ma soprattutto di soddisfazioni, collezionate dal 2003 ad oggi, nel suo Ristorante di Taormina mare “La Capinera”. Trentacinque coperti, vista sul mare dello Ionio dalle ampie vetrate o dalla terrazza panoramica, una grande attenzione  per i dettagli. In tavola c’è tutta la passione di chi sceglie ogni piccolo particolare, perché sono i particolari a fare la differenza: dai calici soffiati a bocca, agli eleganti centrotavola in porcellana di Caltagirone, sino ai piatti d’autore personalizzati, autentiche opere d’arte create dall’artigiano Peppino Lopez, architetto e artista che ha acquisito grande notorietà con il suo progetto Design for chefs in cui rievoca nelle sue creazioni la cultura della tradizione siciliana.

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Pietro D’Agostino crede nella magia di ogni piatto e attraverso gli ingredienti racconta la storia di un territorio. Nella sua cucina sceglie i migliori prodotti siciliani come la ricotta e i formaggi dei Nebrodi, il salame di Sant’Angelo di Brolo, le lenticchie di Ustica, la lumaca madonita, le mandorle di Noto, il pistacchio di Bronte, il cioccolato di Modica, i capperi di Salina, il limone di Interdonato. Propone una cucina semplice in cui rispetta la materia prima, il pesce fresco e le verdure di stagione che si esaltano, di volta in volta, nella combinazione di colori e sapori. Gioca con i contrasti e insegue gli equilibri portando avanti la sua idea di cucina sempre innovativa ma legata alla tradizione siciliana. L’essenza del suo amore per la Sicilia e per le eccellenze che l’Isola esprime, oltre che nei suoi piatti, sta nel suo progetto. Pietro firma la linea di prodotti “Io Pietro D’Agostino”, selezionati accuratamente con i produttori: Continue reading