Tesori D’Italia premia gli arancini dell’Ambasciatore del Gusto Rosario Umbriaco

L’Ambasciatore del Gusto Rosario Umbriaco, titolare della “Umbriaco Tavola Calda e Bottega” di Enna, ottiene un altro importante riconoscimento. Il Magazine “Tesori d’Italia”, network acquisito dal gruppo italo-giapponese WJNetwork e patrocinato dalle più prestigiose Istituzioni Governative Italiane, attesta la qualità dei suoi preparati.
 L’arancino giudicato “il più buono del mondo” da alcuni giornalisti  esperti del settore gastronomico, diventa fiore all’occhiello della gastronomia siciliana nel mondo, capace di divulgare e raccontare i migliori ingredienti insieme al patrimonio gastronomico siciliano.
La certificazione di eccellenza di “Tesori d’Italia”  punta a creare una nuova rete di strutture su tutto il territorio nazionale che siano testimoni della qualità e affidabilità del Made in Italy.  Gli arancini a marchio Umbriaco sono stati valutati come viatico attraverso il quale scoprire il continente gastronomico siciliano e i suoi prodotti migliori: dal riso alle farine, allo zafferano, al Piacentinu ennese DOP, la Vastedda del Belice DOP, il sale di Trapani e persino l’acqua di mare siciliana utilizzata per la cottura del riso. L’arancino Umbriaco è un prodotto realizzato utilizzando i migliori ingredienti dell’isola. Il merito di Rosario Umbriaco è stato quello di valorizzare materie prime e territorio attraverso la realizzazione di un prodotto con standard qualitativi molto elevatissi e gusto eccellente.

Al Fogher, la cucina di Angelo Treno a ritmo di jazz

Una cucina a ritmo di jazz. Possiamo sintetizzare così l’impronta che Angelo Treno – chef patron del Ristorante “Al Fogher” di Piazza Armerina – conferisce ai suoi piatti. Sarà perché questa musica ce l’ha nel sangue, sarà perché in tanti anni di carriera ha acquisito esperienza, competenza, tecnica e grande capacità di maneggiare l’ingrediente per raccontarlo in modo mai banale, sarà per tutte queste ragioni che Angelo Treno sa raccontarsi bene alla sua affezionata clientela, riuscendo a trasformare la cucina tradizionale in un sorprendente viaggio di gusto. Uno chef completo, di altri tempi, che la gavetta l’ha fatta. Le prime esperienze a soli 11 anni lo vedono confrontarsi con il mondo del gelato. A 15 anni il primo vero lavoro è al caffè storico San Carlo di Torino. Fino a 20 anni lavora come barman. Fa esperienza in sala anche all’estero perché da lì bisogna partire per capire la cucina. Nel 1992 torna nella sua Piazza Armerina e in un ex casello ferroviario (che da Dittaino conduceva a Caltagirone) nasce “Al Fogher”, il ristorante che gestisce insieme alla moglie Ernesta Tudisco, pastry chef del ristorante.

Oggi a 66 anni, Angelo Treno continua ad avere lo stesso obiettivo di sempre, solleticare le viscere dell’anima e far apprezzare la visione del cibo. “Il mio lavoro – afferma – è una missione di vita. Cerco di farlo in maniera onesta, senza fronzoli né eccessi. Metto l’anima nei miei piatti. Cucino sempre pensando ai bambini, cercando di esprimere un’energia pulita”.

La sua è per definizione una “cucina siciliana e dintorni”. Treno sintetizza così la buona abitudine di utilizzare ingredienti del territorio non disdegnando quelli che vengono da lontano, come il salmone. L’importante è sempre utilizzare materie prime di ottima qualità. Ci sono poi due elementi che sono imprescindibili nella sua cucina, l’estrema pulizia e l’attenzione per la corretta alimentazione. Tra le grandi passioni c’è quella per il buon bere, di cui è un gran conoscitore. Così, la cantina di Al Fogher è un suo piccolo vanto ed oggi conta oltre 400 vini.

Il menù degustazione da 75 € prevede 7 portate, ma al ristorante si può gustare anche un prelibato panino gourmet. In autunno è rinomata la cucina a base di funghi del territorio. Da non perdere i piatti classici che hanno fatto la storia del ristorante, quelli che non mancheranno mai in carta, tra questi l’insalata di aringa. In occasione della mia visita al Ristorante del 31 agosto scorso, il pranzo si apre con assaggi a base di fichi con bottarga e fichi con salame nostrano, lampascioni e umeboshi (prugne sotto sale con foglie di shiso). I piatti vengono accompagnati dalla birra HY Metodo Champenoise.  Continue reading