“Un, due, tre, Stella” al Bavaglino ritornano le gustose sfide dello chef stellato Giuseppe Costa

 

Anche quest’anno ritorna “Un, due, tre Stella”, il format dello chef stellato Giuseppe Costa, giunto alla seconda edizione, che parte dall’idea del gioco e coinvolge in gustose sfide altri cuochi. L’iniziativa prevede tre cene in cui Giuseppe Costa, chef patron del ristorante “Il Bavaglino” di Terrasini (PA) ospiterà tre chef dell’agrigentino. Il primo appuntamento è lunedì 26 novembre con Angelo Pumilia della Foresteria Planeta Estate di Menfi; il secondo mercoledì 5 dicembre con Damiano Ferraro di Capitolo Primo, Relais Briuccia Montallegro; il terzo e ultimo mercoledì 12 dicembre 
con Peppe Bonsignore de L’Oste e il Sacrestano di Licata. Le tre cene sono state pensate come divertenti dispute in cui i giudici saranno gli ospiti in sala.
Nessun premio in palio ma solo l’occasione per confrontarsi e divertirsi insieme e celebrare l’enogastronomia di qualità. Ogni cena vedrà due menù degustazione da 4 portate, uno per ogni chef sfidante.
Ospite di ogni serata una cantina siciliana che si racconterà ai commensali attraverso i propri vini in abbinamento ai piatti. I posti sono limitati e disponibili solo su prenotazione. Il costo della cena a persona è di 75 euro.

QUESTO IL PROGRAMMA DELLE TRE SERATE:

Lunedì 26 novembre, ore 20.30 Giuseppe Costa – Angelo Pumilia – Planeta

Mercoledì 5 dicembre, ore 20.30 
Giuseppe Costa – Damiano Ferraro
 – Azienda Agricola G. Milazzo – Terre della Baronia

Mercoledì 12 dicembre 
Giuseppe Costa – Peppe Bonsignore – Baglio del Cristo di Campobello  Continue reading

Pizza & Rosè. Il 27 novembre a Palermo l’Oste dello Stabile presenta il nuovo menù pizza

Il ristorante palermitano “L’Oste dello Stabile” si trasforma e si arricchisce dell’area dedicata alla pizzeria. Dal 27 novembre si potranno gustare pizze preparate con blend di grani antichi dal maestro pizzaiolo Giancarlo La Manna. Il progetto originario di Giuseppe Caradonna, Davide Conigliaro e Daniele Napolitano prende il via nel 2014 quando i 3 soci decidono di investire nella loro passione per la buona cucina e per i vini di qualità. L’Oste dello Stabile nasce in una delle vie più centrali di Palermo, a un passo dal Teatro Politeama, dal Teatro Massimo e dalle storiche via Roma e Via Maqueda.

Giuseppe Caradonna è l’oste che si occupa dell’accoglienza e della sala. L’esperto di vini e distillati è Davide Conigliaro. In cucina c’è lo chef Daniele Napolitano. Adesso la squadra ben assortita si rafforza con la figura del pizzaiolo  Giancarlo la Manna.

Giancarlo La Manna

Classe ’84, la sua passione per i lievitati si manifesta sin da bambino, quando all’età di otto anni aiutava il papà proprietario di una pizzeria di Palermo. Continue reading

“Mùrika”il sogno di Giorgio Cicero prende forma a Modica

Giorgio Cicero ha soli 23 anni e le idee chiare sull’impronta che vuole dare alla sua cucina. E’ un ragazzo fortunato, ha avuto la possibilità di formarsi fuori dall’Italia e di ritornare nella sua Modica, dove ad attenderlo c’era la famiglia, proprietaria del Modica Palace Hotel. Con coraggio e determinazione Giorgio ha preso le redini di quello che fu il ristorante “Quasimodo”, interno alla struttura, e con un aiuto in cucina da marzo scorso sta portando avanti il suo progetto. Il Ristorante si chiama Mùrika, che sta per “tradizione sicula moderna” ed ha 39 coperti.

Adiacente al ristorante sorge l’orto che Giorgio ha fortemente voluto quando ha fatto rientro in Sicilia. La sua è una cucina molto vegetale che punta a differenziarsi dalla tradizione siciliana per perseguire – a suo dire – una visione futuristica. La materia prima di qualità è al centro delle sue creazioni. Il menù è stagionale. “In Sicilia abbiamo una grande materia prima. Nel nostro ristorante utilizziamo ingredienti siciliani e portiamo innovazione. Cerchiamo di fare una cucina semplice – ha commentato il giovane chef – con tecniche non siciliane. Io ci credo tanto in questo progetto. Questo è solo l’inizio”.

Forte dell’esperienza maturata in alcuni ristoranti internazionali, quali il Maze di Londra, della catena di Gordon Ramsay, (all’epoca 1 stella Michelin), il Pollen Street Social di Jason Atherton,  (1 stella Michelin di Londra), il Marina Social di Jason Atherton di Dubai, dove ha iniziato a lavorare dall’età di 16 anni, Giorgio Cicero ha un obiettivo: far decollare il suo ristorante che resterà aperto nei prossimi mesi fino a dicembre, mentre l’hotel di famiglia ha chiuso domenica scorsa e riaprirà in primavera. A gennaio e febbraio Giorgio continuerà la sua formazione e andrà all’estero per collezionare nuove esperienze prima della riapertura del ristorante.  Continue reading

Il 7 novembre a Palermo inaugurazione dell’Enosteria Sicula, il progetto gourmet di 3 giovani imprenditori

Tutto è pronto a Palermo, per l’inaugurazione dell’Enosteria Sicula – Dalla terra alla tavola, che aprirà i battenti mercoledì 7 novembre alle 19:00, in via Torrearsa 3. Un interessante proposta nel cuore di Palermo, a metà tra un’enoteca e un ristorante, che affonda le radici nella tradizione puntando all’innovazione.

Siamo tre amici amanti della vita, del buon cibo e del buon vino – hanno commentato i tre soci Danilo Ciulla, Massimo Rallo e Piero Scelfo -. L’Enosteria Sicula, a pochi passi da Piazza Politeama, mette insieme l’amore per la materia prima, il rispetto del lavoro del contadino e l’estro della cucina creativa. Al centro del progetto ci sono i sapori tradizionali dell’Isola. In un contesto semplice, elegante e funzionale, per noi il vero protagonista è il commensale”.

I tre imprenditori puntano a una clientela amante della proposta gourmet. Continue reading

Médousa Bistrot & Suites, intima e raffinata novità nel cuore di Taormina

Médousa Bistrot & Suites è una piacevole scoperta nel centro storico di Taormina, a pochi passi dal Corso Umberto, la via dello shopping e del passeggio taorminese. Una incantevole struttura, eccellente per ospitalità, servizi e offerta enogastronomica. Un bistrot, innanzitutto, dove poter godere fino a tarda notte di una serata charmant sorseggiando gli straordinari cocktails del bartender Christian Sciglio, nome di punta oltre che founder dell’esclusivo Morgana Lounge Bar. Sciglio, figlio d’arte, che ha ereditato la passione dal padre, storico bartender di Taormina, crea autentici capolavori con un tocco sempre creativo, utilizzando ingredienti e infusi preparati nel suo laboratorio.

Christian Sciglio

Inaugurato ad agosto, il Médousa Bistrot ha puntato da subito anche su una cucina del territorio di grande livello, creativa quanto basta, scegliendo un giovane chef del territorio già molto conosciuto per la sua cucina gourmet. Giovanni Grasso, 31 anni, catanese, fa parte del gruppo di “Chef con la coppola” formato con Simone Strano, Giuseppe Raciti e Giuseppe Torrisi.

Giovanni Grasso

Passato dalle cucine stellate de “La Capinera” di Taormina di Pietro D’Agostino, Giovanni è stato per molti anni a La Plage Resort (sempre a Taormina), prima con il ruolo di responsabile della cucina banqueting e di capo partita turnante presso il Ristorante Fusion, poi dopo altre esperienze all’estero vi ha fatto ritorno come executive chef. Grande appassionato ed esperto di sushi, si è formato anche in Giappone, presso Sushiyoshi, 2 Stelle Michelin, dove ha collaborato con uno dei più grandi Maestri di sushi, lo Chef patron Hiroki Nakanoue.

Adesso lo chef Giovanni Grasso, oltre ad essere parte attiva e fondamentale del gruppo di “Chef con la coppola”, ha intrapreso da pochi mesi questa nuova avventura a Taormina e sta già ottenendo grandi risultati. La sua è una cucina attenta alle materie prime del territorio e rispettosa della tradizione, mai banale.

Lo chef interpreta le ricette classiche con un tocco creativo e riesce a regalare una interessante esperienza di gusto agli ospiti della struttura. Questo ristorantino arredato in stile contemporaneo, con toni caldi e colorati, e con cucina a vista, è la vera novità di Taormina.  Continue reading

Al Fogher, la cucina di Angelo Treno a ritmo di jazz

Una cucina a ritmo di jazz. Possiamo sintetizzare così l’impronta che Angelo Treno – chef patron del Ristorante “Al Fogher” di Piazza Armerina – conferisce ai suoi piatti. Sarà perché questa musica ce l’ha nel sangue, sarà perché in tanti anni di carriera ha acquisito esperienza, competenza, tecnica e grande capacità di maneggiare l’ingrediente per raccontarlo in modo mai banale, sarà per tutte queste ragioni che Angelo Treno sa raccontarsi bene alla sua affezionata clientela, riuscendo a trasformare la cucina tradizionale in un sorprendente viaggio di gusto. Uno chef completo, di altri tempi, che la gavetta l’ha fatta. Le prime esperienze a soli 11 anni lo vedono confrontarsi con il mondo del gelato. A 15 anni il primo vero lavoro è al caffè storico San Carlo di Torino. Fino a 20 anni lavora come barman. Fa esperienza in sala anche all’estero perché da lì bisogna partire per capire la cucina. Nel 1992 torna nella sua Piazza Armerina e in un ex casello ferroviario (che da Dittaino conduceva a Caltagirone) nasce “Al Fogher”, il ristorante che gestisce insieme alla moglie Ernesta Tudisco, pastry chef del ristorante.

Oggi a 66 anni, Angelo Treno continua ad avere lo stesso obiettivo di sempre, solleticare le viscere dell’anima e far apprezzare la visione del cibo. “Il mio lavoro – afferma – è una missione di vita. Cerco di farlo in maniera onesta, senza fronzoli né eccessi. Metto l’anima nei miei piatti. Cucino sempre pensando ai bambini, cercando di esprimere un’energia pulita”.

La sua è per definizione una “cucina siciliana e dintorni”. Treno sintetizza così la buona abitudine di utilizzare ingredienti del territorio non disdegnando quelli che vengono da lontano, come il salmone. L’importante è sempre utilizzare materie prime di ottima qualità. Ci sono poi due elementi che sono imprescindibili nella sua cucina, l’estrema pulizia e l’attenzione per la corretta alimentazione. Tra le grandi passioni c’è quella per il buon bere, di cui è un gran conoscitore. Così, la cantina di Al Fogher è un suo piccolo vanto ed oggi conta oltre 400 vini.

Il menù degustazione da 75 € prevede 7 portate, ma al ristorante si può gustare anche un prelibato panino gourmet. In autunno è rinomata la cucina a base di funghi del territorio. Da non perdere i piatti classici che hanno fatto la storia del ristorante, quelli che non mancheranno mai in carta, tra questi l’insalata di aringa. In occasione della mia visita al Ristorante del 31 agosto scorso, il pranzo si apre con assaggi a base di fichi con bottarga e fichi con salame nostrano, lampascioni e umeboshi (prugne sotto sale con foglie di shiso). I piatti vengono accompagnati dalla birra HY Metodo Champenoise.  Continue reading

La tradizione marinara del Ristorante “Acquapazza” a Santa Tecla, laddove si respira il mare

Amo girare in lungo e in largo la nostra bella Sicilia alla scoperta di luoghi da visitare e posti in cui mangiare. Non si finisce mai di venire a contatto con angoli incantati, anche a due passi da casa. A Santa Tecla, piccola frazione del comune di Acireale, ho fatto una piacevole scoperta, il Ristorante “Acquapazza”, che si affaccia sul caratteristico borgo marinaro siciliano. Un’oasi di tranquillità, con una vista a dir poco magica che da sola basterebbe a regalare un’esperienza indimenticabile.

Il Ristorante infatti sorge a ridosso del mare e, se di giorno si respira la bellezza, la sera si respira il profumo del mare e si apprezza l’ambiente intimo e riservato tra le luci soffuse e il rumore delle onde. Il servizio è impeccabile e attento. La cucina attinge alla tradizione marinara siciliana con influenze di carattere internazionale date dall’impronta dello chef Sebastiano Finocchiaro, general manager del ristorante. La semplicità vince in questo ristorante di mare ed è bello ritrovare quei piatti della memoria dove quel che si apprezza è la valorizzazione della materia prima.

Il mio percorso inizia con gli antipasti “Fantasia dell’Acquapazza”. Nel crudo di mare si apprezzano la tartare di tonno, quella di cernia con uovo di quaglia e wasabi, i gamberi rossi, il salmone e le ostriche.

Ne fanno parte anche una grande varietà di altre preparazioni, dal sautè di cozze, al fritto di paranza, dall’arancino con ripieno di pesce alla parmigiana di spatola,  Continue reading

Roberto Toro, lo chef di Otto Geleng che trasmette le emozioni attraverso i suoi piatti


Taormina, la perla dello Ionio, è uno dei luoghi più belli e suggestivi da visitare in Sicilia. Gode di un clima meraviglioso e vanta bellezze architettoniche di grande pregio. A due passi dallo Stretto di Messina è il luogo ideale per trascorrere una vacanza da sogno, tra mare, arte, storia, cultura e una ristorazione di eccellenza. Tra le novità più interessanti di questa stagione, c’è il Ristorante Otto Geleng che rimarrà  aperto sino a fine settembre. L’esclusivo Ristorante sorge sulla Terrazza Letteraria del Belmond Grand Hotel Timeo, accanto al Teatro Greco, e gode della stessa vista sull’Etna che ha incantato l’omonimo pittore tedesco durante la sua prima visita a Taormina. L’Executive Chef è Roberto Toro che già dal 2012 dirige il ristorante del Timeo con ottimi risultati. L’offerta di Otto Geleng si differenzia da quella più tradizionale del Timeo e si caratterizza per la proposta di piatti gourmet preparati con prodotti ricercati e pregiati. Qui Toro ha la possibilità di innovare e puntare ad una clientela ancor più esigente. Con la mia cucina afferma lo chef voglio far provare emozioni. Cerco di innovare, attraverso l’esperienza, partendo dalla tradizione. Quel che voglio è trasmettere i sapori della Sicilia e far ricordare i miei piatti”.

Roberto Toro

Grazie al tocco di modernità con cui reinterpreta la tradizione siciliana, Roberto Toro punta dritto al cuore e alla testa, oltre che al palato, e conquista il commensale, già predisposto alla sublime esperienza di gusto dall’incanto e dall’eleganza dei luoghi e dal panorama mozzafiato sulla baia di Taormina. La posateria in argento, le raffinate tovaglie di artigianato siciliano ricamato a mano, le ricercate porcellane, tutto riporta all’eleganza delle lussuose ville siciliane di un tempo.

La mia esperienza a Otto Geleng, con queste premesse, non poteva che essere totalizzante. Per iniziare ho scelto “Scampi, pomodoro verde, burrata, cocco al fumo”, un antipasto fresco dalle spiccate note affumicate.

A seguire due primi eccellenti, gli spaghetti con ostriche Belon, crema di prezzemolobriciole di mare (cozze, vongole e gamberi disidratati);

Il risotto “Acquerello” (invecchiato un anno), con frutti di mare, curcuma e nero di seppia.

E ancora “Otto di Mare – Crudo e Cotto” (omaggio al pittore Otto Geleng), dove otto diversi tipi di pesce tipici del mare di Sicilia vengono preparati con diverse cotture. Qui lo chef gioca con le consistenze e con le temperature del pesce: carpaccio di cernia, calamaro spadellato, cruditè di gambero e scampo, triglie al vapore, vongole e merluzzi in oliocottura, il tutto annaffiato da una salsa a base di 13 pesci.

Eccellente l’abbinamento con i vini suggerito dalla sommelier Simona Di Goro. Per concludere la mia cena scelgo le dolci note del tiramisù rivisitato con bisquit al caffè, cremoso al marsala, fine copertura di cioccolato e caffè, foglia d’oro e decorazione con meringhe ghiacciate. Continue reading