Giovanni Guarneri, da 34 anni, firma l’alta cucina a Siracusa

Trentaquattro anni fa iniziava l’avventura di “Don Camillo”. Era il 14 agosto del 1985 quando lo chef Giovanni Guarneri, figlio d’arte, aprì il suo ristorante nel cuore di Ortigia, incantevole centro storico di Siracusa, e lo chiamò col nome del padre “Don Camillo”. Oggi come allora i punti di forza sono una cucina fortemente identitaria, legata al territorio, e la grande qualità della materia prima, in particolare del pescato, scelto accuratamente dallo chef Guarneri. Il Ristorante sorge in un antico palazzo del ‘400 elegantemente ristrutturato dove si possono apprezzare i caratteristici muri in pietra e i soffitti a volta.

Il Ristorante Don Camillo

Negli anni l’identità del locale è rimasta la stessa, la cucina non ha seguito mode e tendenze, si è evoluta seguendo tecniche moderne e nuove ispirazioni ma non è mai stata stravolta. Sarà forse questa la ricetta di un successo che continua negli anni. Don Camillo offre la certezza di mangiare bene a Siracusa, di trovare un servizio di sala attento e gentile, capace di consigliare col sorriso, di scegliere tra un’ampia selezione di vini, in una cantina molto ben fornita, con etichette di altissimo livello.

Spaghetti delle Sirene

La cucina di Don Camillo racconta una “Storia” e l’esperienza gastronomica non può prescindere dal provare alcuni dei piatti più conosciuti dello chef Giovanni Guarneri, come gli “Spaghetti delle Sirene con Gamberi e Ricci”. Era il 1986 quando nacque l’idea di utilizzare il riccio, tradizionalmente mangiato crudo col pane, per condire la pasta. Continua a leggere

Mangiare a Palazzolo Acreide. La cucina di Marco Giuliano del Ristorante Settecento

Un viaggio nella Sicilia più autentica, quella fatta di belle persone, di sorrisi, di storie da raccontare. A Palazzolo Acreide, nel cuore della Val di Noto, patrimonio Unesco dal 2002, varcare la soglia del Ristorante Settecento vuol dire immergersi in un’atmosfera barocca dove l’arte, la bellezza, la storia fanno da sfondo ad una esperienza enogastronomica sorprendente. Sorprende innanzitutto la cucina di mare. Nella città conosciuta per la squisita salsiccia, presidio Slow Food, preparata con 9 tagli di suino nero siciliano, finocchietto selvatico, peperoncino, sale e vino rosso della Val di Noto, scelgo di farmi condurre in un viaggio che profuma di mare, quel mare cristallino, che si fa ammirare a pochi chilometri da Palazzolo. È lo chef patron Marco Giuliano a consigliarmi, ha 34 anni, un’esperienza in sala dall’età di 14 anni e fa parte dell’Associazione Vicoli & Sapori di Palazzolo Acreide. Mi affido completamente a lui e al socio Luigi De Pascalis, sommelier Ais, con il quale Marco condivide questa avventura.

Marco Giuliano e Luigi De Pascalis

Il Ristorante Settecento è aperto da 1 anno ma i due condividono da un po’ lo stesso percorso iniziato al Ristorante Cinghiale, una bella esperienza che li ha visti insieme con ottimi risultati. La novità al Settecento è una cucina più matura e elaborata che va di pari passo con la cantina in cui il sommelier predilige etichette siciliane.  Continua a leggere

Davide Guidara al SUM, il nuovo ristorante del Romano Palace Luxury Hotel

Catania – Per quanti di voi si stavano chiedendo dove fosse finito lo chef Davide Guidara che tanto bene aveva fatto all’Eolian di Milazzo, ecco svelato il nuovo corso. A Catania apre SUM, il nuovo ristorante del Romano Palace Luxury Hotel, il primo cinque stelle di lusso di quest’area della Sicilia, che con il suo parco si rivela un’oasi verde in cui trovare ristoro a pochi passi dal mare.

SUM è la sintesi perfetta della vision che esprime il nuovo progetto della famiglia Romano con lo chef Davide Guidara a Catania, tra l’Etna ed il mare, dentro la città, ma allo stesso tempo fuori dai ritmi frenetici cittadini. Il progetto è stato sviluppato insieme allo stesso chef Guidara, dando vita ad una sala gourmet da cui gli ospiti hanno visivamente “accesso” diretto alla cucina mediante la realizzazione di un taglio sulla parete che divide i due ambienti, creando un’interazione tra lo chef, la sua brigata e gli ospiti, che possono così vivere appieno l’esperienza. La sala è stata costruita utilizzando pochi materiali che uniscano l’idea di essenzialità con quella di eleganza. Alla sala gourmet interna è affiancata la sala dessert esterna, immersa nel verde e concepita come un’oasi di benessere e catarsi dei sensi.  Continua a leggere

Nuovo menù firmato da Giunta all’Nh Collection Taormina

Note fresche e estive in piatti colorati e mediterranei. Lo chef palermitano Natale Giunta – consulente F&B per Nh Collection Taormina – ha presentato il nuovo menù del ristorante Zefiro. Lo stile è quello che lo contraddistingue, pochi ingredienti esaltati al massimo per far apprezzare tutto il bello e il buono della cucina siciliana. Il percorso degustazione della cena “Sunset & Food” è stato curato da Natale Giunta con l’ausilio del giovane resident chef Giuseppe Digiugno. Accolti dal benvenuto del general manager dell’hotel Andrea Luca, la serata è stata impreziosita dalla presenza di Valeria Agosta e Mimmo Costanzo, produttori dei vini Palmento CostanzoContinua a leggere

Apertura serale nei weekend nel moderno agri-bistrot Io.Bio

PALERMO – Io.Bio, il moderno agri-bistrot di Palermo annuncia una novità: dal 21 giugno, fino alla domenica, e così per ogni fine settimana, sarà aperto anche di sera, mentre dal martedì al giovedì  Io.Bio rimarrà aperto, come sempre,  dalle 7.30 alle 16.00, mantenendo il lunedì come giorno di chiusura.

Mai avrebbe immaginato –  afferma il proprietario Gino Gambino –  che, a meno di un anno dall’apertura, questo luogo, inizialmente destinato ad essere un magazzino o, al massimo, un negozio ortofrutticolo, avrebbe riscosso tanto successo fino a divenire un punto di riferimento per diversi target, non solo famiglie, accomunati dal desiderio  di benessere, nel significato più intrinseco del termine. 

Ma Io.Bio, in realtà, non è che una parte, quella più visibile, di un progetto di vita su cui hanno scommesso i coniugi Gambino che nel 2016 hanno puntato su un progetto  di creazione di un’azienda biologica, che si trova ad Alcamo in Contrada Passofondo, in cui vengono prodotti olio, olive e ortaggi che, insieme a quelli che provengono dall’orto di via La Loggia,  vengono trasformati nelle conserve, patè, confetture e marmellate in vendita nello shop di Io.Bio.
A questo si unisce, poi, l’attenzione dedicata alle energie rinnovabili, come l’introduzione dei pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua  e ai materiali riciclabili utilizzati per alcune vettovaglie del locale che ha sposato la campagna “plastic free”.  Largo spazio, inoltre, viene dedicato alle attività all’aria aperta con i bambini che  imparano dal rispetto  per tutti gli esseri viventi, ad essere degli adulti migliori. Tutti questi elementi rendono Io.Bio, molto più di un ristorante. Si tratta, infatti, di una filosofia di vita di cui il ristorante è l’estrinsecazione più evidente ma che in esso non si esaurisce.  Continua a leggere

Nuovi talenti under 30 della ristorazione siciliana. Conosciamo meglio Riccardo Cilia

Ci sono tanti giovani cuochi che si stanno facendo strada nel panorama gastronomico siciliano e sono candidati a rappresentare al meglio il futuro della cucina isolana. Tra gli chef under 30 che lavorano attivamente per affermarsi c’è Riccardo Cilia, figlio d’arte di Nunzio, ristoratore di lungo corso e insegnante all’Alberghiero. Insieme alla madre Barbara Stancampiano, che si occupa della sala, gestiscono il Ristorante di famiglia “Tocco d’Oro” a Comiso. Una squadra perfetta, dove ogni ruolo è rispettato per regalare al cliente un’ottima esperienza di gusto. La professionalità e l’esperienza di Nunzio Cilia – avvezzo a gestire i grandi numeri e sempre attento alla forma e alla presentazione di ogni piatto che esce dalla cucina – assicurano che tutto si svolga alla perfezione. Ne ha formati di giovani chef, il professore, alcuni hanno anche conquistato l’ambita stella Michelin (come Vincenzo Candiano).

Poi c’è Barbara che gestisce la sala in maniera gioiosa, attenta e professionale, consigliando il commensale nella scelta di cibo e vino. Infine c’è lui, Riccardo, 24 anni appena compiuti, la punta di diamante che da qualche anno ha rivoluzionato il ristorante aperto dal padre, innovandolo con gentilezza, senza strafare, ma adattando l’offerta al contesto del territorio. Cresciuto nelle cucine sin da piccolo, inizialmente non si sente tagliato per quella vita. A 18 anni scatta la scintilla. Vince un concorso e svolge uno stage di 3 mesi a Villa Crespi dallo chef stellato Antonino Cannavacciuolo. Da quell’esperienza capisce cosa significa lavorare duro e puntare alla perfezione di ogni preparazione, e con determinazione inizia a studiare, a leggere un libro dietro l’altro, a specializzarsi nella preparazione di lievitati, pizza e pane con lievito madre, e dolci.

La Pasticceria diventa una delle sue passioni ma al ristorante cura tutto personalmente. Per la sua bravura mista a determinazione e tenacia viene notato dallo chef stellato Tony Lo Coco, patron de “I Pupi” a Bagheria, che spesso lo chiama con sé per accompagnarlo ad eventi in Italia e all’estero. Riccardo lo segue volentieri perché comprende che osservare un grande chef è imparare ogni giorno qualcosa in più. “L’amicizia con Tony Lo Coco– racconta Riccardo – nasce quando sono andato a mangiare nel suo ristorante… un’amicizia a pelle. Da allora ho collaborato con lui a diversi eventi, delle Soste di Ulisse, a Identità Golose, e in India in occasione di una festa di lusso con 1200 invitati. Lui è un’attrazione a Bagheria e io vorrei diventare lo stesso nel mio territorio”.

L’interno del Ristorante a Comiso

La sua cucina non perde mai il contatto col territorio. Utilizza prevalentemente materie prime a km zero e cura anche un piccolo orticello nei pressi del Ristorante; quel che non produce personalmente lo acquista da produttori amici. Della sua cucina dice: “E’ fresca e colorata, guarda le radici e cerca di puntare in alto per offrire qualcosa di nuovo al territorio. Voglio che siano i miei piatti a parlare”.

“Il profumo di una domenica in campagna”

Ad ogni nuova creazione si lavora a lungo per raggiungere la perfezione.“I piatti devono farmi fare wow – afferma la mamma Barbara – sono molto critica finchè non si raggiunge l’equilibrio giusto”.  Continua a leggere

Le Degustazioni del Tiranno. La creatività di Valentina Galli incontra i vini Feudi del Pisciotto

Più matura e consapevole delle sue capacità, sempre creativa e raffinata. Sono trascorsi quasi 2 anni dal primo incontro con Valentina Galli, la chef del Tiranno Caportigia Restaurant a Siracusa. Viene da Milano ma ormai da diversi anni vive in Sicilia, terra che le ha rubato il cuore.

Ritorno al Tiranno Caportigia Restaurant per partecipare ad una delle serate denominate “Le Degustazioni del Tiranno”. La cucina di Valentina Galli incontra i vini della cantina Feudi del Pisciotto. Trovo continuità, vedo un progetto di crescita importante che fa capo proprio a Valentina, la cheffina – come ama farsi chiamare lei. Dietro c’è una proprietà lungimirante e sempre attenta a creare eventi di spessore per far conoscere il ristorante ad un pubblico sempre più ampio.

I vini Feudi del Pisciotto degustati durante la serata

Ortigia è piena di locali, ce n’è uno in ogni angolo, ma a fare la differenza è la qualità e la voglia di mettersi in gioco e stupire il cliente con proposte sempre nuove. Tutte le pietanze presentano i sapori e gli odori della nostra terra, con contaminazioni internazionali.

Tra le principali novità che ho trovato c’è innanzitutto il sushi “siciliano” che è entrato da circa 6 mesi ad arricchire l’offerta gastronomica del Ristorante. Non un sushi qualunque ma una proposta che mette insieme l’ispirazione giapponese, tanto cara a Valentina, con la sicilianità. Il sushi è montato al momento, dunque impegnativo, ed è la vera chicca presente sia nell’aperitivo che nel menù degustazione, che in quello alla carta.

Valentina dice “mi piace fare, non mi piace strafare“. Il sushi lo preparava già nel 2012 a Torino, oggi consapevole di quel che è diventata, lo ripropone in Sicilia in veste nuova. Tra le altre novità, c’è l’introduzione della tecnica della sferificazione che rende ancora più importante il pensiero che c’è dietro i suoi piatti. C’è lavoro, c’è passione, c’è la voglia di continuare a stupire. E poi c’è una proposta che non annoia mai… per ogni serata che rientra nelle Degustazioni del Tiranno, Valentina sforna piatti nuovi in abbinamento ai vini proposti. Il menù cambia spesso seguendo le stagioni. Un vulcano di idee!  Continua a leggere

L’ospitalità siciliana del Talè che presenta il nuovo chef Luca Miuccio

“Talè”… in siciliano evoca meraviglia e mai nome fu più appropriato per raccontare il Boutique Hotel Talè Restaurant & Suite nato nel 2016 a Piedimonte Etneo, in provincia di Catania. Una scalinata mi conduce all’ingresso mentre da una visuale particolareggiata mi godo il paesaggio immerso nel verde tra i profumi degli agrumi siciliani. La struttura domina il mare e il vulcano Etna. Gli ambienti sono intimi e raffinati e giocano tra classicismo e design.

L’occasione per far visita al Talè Restaurant & Suite è di quelle a cui non potevo di certo mancare. Riparte la stagione, dopo la pausa invernale, con una grossa novità, l’arrivo del nuovo chef Luca Miuccio. Accolta dalla raffinata professionalità della General Manager Gloria Licciardello, gustiamo l’aperitivo nella sala living facendo quattro chiacchiere.

Sorseggiando bollicine, gustiamo gli stuzzichini preparati per la serata.

Tutto è pronto per la cena, scendiamo al piano inferiore, i tavoli sono apparecchiati con cura, la sala è ampia, accoglie fino a un centinaio di persone.

La serata è organizzata in collaborazione con La Valigia di Bacco. In degustazione ci sono i vini in biologico dell’azienda agricola Fausta Mansio che sorge a Siracusa, nella valle d’Anapo a 50 metri sul livello del mare. Si comincia con Apollo, grillo bianco Sicilia, che accompagna l’amuse-bouche.

Apollo grillo bianco

L’entrée è davvero interessante. La seppia incontra la ricotta e il gioco di colori mi ha già conquistato…quando si dice “mangiare prima con gli occhi”. Gli gnocchi di seppia, saltati in padella per conferire croccantezza alla preparazione, sono serviti con emulsione del suo nero, ricotta di pecora aromatizzata al limone e cicorietta saltata.

Come uno gnocco

Segue il “Crudo a modo mio”. Anche qui la vista è accattivante con questa spirale realizzata con pomodorini gialli di Ragusa.C’è il crudo di gambero rosso di Mazara del Vallo, una capasanta appena scottata e una polpetta di scampo panata con pane panko. Il tutto viene completato da un’infusione alcolica di timo e ginepro.  Continua a leggere