Médousa Bistrot & Suites, intima e raffinata novità nel cuore di Taormina

Médousa Bistrot & Suites è una piacevole scoperta nel centro storico di Taormina, a pochi passi dal Corso Umberto, la via dello shopping e del passeggio taorminese. Una incantevole struttura, eccellente per ospitalità, servizi e offerta enogastronomica. Un bistrot, innanzitutto, dove poter godere fino a tarda notte di una serata charmant sorseggiando gli straordinari cocktails del bartender Christian Sciglio, nome di punta oltre che founder dell’esclusivo Morgana Lounge Bar. Sciglio, figlio d’arte, che ha ereditato la passione dal padre, storico bartender di Taormina, crea autentici capolavori con un tocco sempre creativo, utilizzando ingredienti e infusi preparati nel suo laboratorio.

Christian Sciglio

Inaugurato ad agosto, il Médousa Bistrot ha puntato da subito anche su una cucina del territorio di grande livello, creativa quanto basta, scegliendo un giovane chef del territorio già molto conosciuto per la sua cucina gourmet. Giovanni Grasso, 31 anni, catanese, fa parte del gruppo di “Chef con la coppola” formato con Simone Strano, Giuseppe Raciti e Giuseppe Torrisi.

Giovanni Grasso

Passato dalle cucine stellate de “La Capinera” di Taormina di Pietro D’Agostino, Giovanni è stato per molti anni a La Plage Resort (sempre a Taormina), prima con il ruolo di responsabile della cucina banqueting e di capo partita turnante presso il Ristorante Fusion, poi dopo altre esperienze all’estero vi ha fatto ritorno come executive chef. Grande appassionato ed esperto di sushi, si è formato anche in Giappone, presso Sushiyoshi, 2 Stelle Michelin, dove ha collaborato con uno dei più grandi Maestri di sushi, lo Chef patron Hiroki Nakanoue.

Adesso lo chef Giovanni Grasso, oltre ad essere parte attiva e fondamentale del gruppo di “Chef con la coppola”, ha intrapreso da pochi mesi questa nuova avventura a Taormina e sta già ottenendo grandi risultati. La sua è una cucina attenta alle materie prime del territorio e rispettosa della tradizione, mai banale.

Lo chef interpreta le ricette classiche con un tocco creativo e riesce a regalare una interessante esperienza di gusto agli ospiti della struttura. Questo ristorantino arredato in stile contemporaneo, con toni caldi e colorati, e con cucina a vista, è la vera novità di Taormina.  Continue reading

5 giovani chef di talento raccontano la Sicilia al Charleston di Palermo

Bandi, Santalucia, Guidara, Torrisi, Corso

Sotto il cielo stellato di Mondello, in una calda serata d’estate, cinque giovani chef sono stati i protagonisti della cena evento “Giovani e talenti. La Sicilia degli chef si racconta”, andata in scena al Charleston di Palermo. Davide Guidara, chef dell’Eolian Ristorante Milazzo” di Milazzo, Nicola Bandi, chef “Osteria Il Moro” di Trapani, Peppe Torrisi, chef del “Talè Restaurant & Suite” di Piedimonte Etneo, Vincenzo Santalucia, chef de “La Scala” di Agrigento,  e il resident chef del Charleston di Mondello, Santino Corso hanno dimostrato di avere le carte in regola  per entrare nel firmamento della ristorazione siciliana di eccellenza. L’idea della proprietà dello storico e rinomato Ristorante della borgata marinara di Palermo, che lo scorso anno ha compiuto 50 anni, è stata molto apprezzata dal pubblico presente e dalla stampa di settore. Selezionare e mettere insieme cinque promesse della ristorazione siciliana, provenienti da 5 province dell’isola, è cosa non da poco. Lo sforzo organizzativo è stato ripagato dalle emozioni che i cinque hanno regalato. Ciascuno ha raccontato la propria personalità e il proprio stile attraverso i piatti scelti per la serata, dai più semplici ai più complessi.

Davide Guidara

Davide Guidara, il più giovane dei cinque, classe 1994, punta tutto su una cucina di perfezione e tecnica, fatta da pochi elementi che vengono esaltati al massimo nel gusto e nella presentazione. In lui c’è il costante bisogno di creare, sperimentare e spingersi oltre i confini già scritti della cucina tradizionale. Per la serata, Guidara ha presentato il piatto “Pane, pomodoro e alici” con solo 3 elementi lavorati ad arte: l’alice è marinata in acqua di pomodoro, la salsa è di pomodori calcificati, la purea è di pomodoro siccagno, il pane è reso croccante, il basilico va a profumare la preparazione.

“Pane, pomodoro e alici”

Nicola Bandi, classe ’86, rappresenta la cucina del territorio in chiave gourmet nel pieno rispetto della stagionalità. Nel locale di proprietà, che gestisce con il fratello Enzo, sceglie con grande attenzione le materie prime dei piccoli produttori locali da lavorazioni ecosostenibili ma non disdegna le eccellenze extra territoriali. Alla serata del Charleston ha presentato due piatti: il “Pane cunzato” in  versione al cucchiaio realizzato con una crema di grani antichi sifonata con acqua di pomodoro, sarde affumicate, origano, polvere di olive, croccante di pane, tuma persa e basilico croccante, e lo “Sformatino di sarde su crema di Parmigiano e gocce di Cerasuolo di Vittoria”, convincente espressione della vera cucina siciliana.

“Sformatino di sarde su crema di Parmigiano e gocce di Cerasuolo di Vittoria”

Vincenzo Santalucia, patron chef del ristorante a Agrigento, ha portato al Charleston la sua idea di cucina siciliana semplice, gustosa, con un tocco di innovazione e tanta memoria. Il ricordo è ai piatti dell’infanzia, al comfort food. Chi non conserva gelosamente nei cassetti della memoria il gusto della pasta ripassata in padella, preparata ad arte dalle nonne? Così Santalucia presenta la sua “Pasta alla Norma croccante con nuvola di Parmigiano”. Per regalare la migliore croccantezza alla pasta, lo chef sceglie i capellini d’angelo e li serve con mousse di melanzana, spuma di Parmigiano e melanzana croccante.

“Pasta alla Norma croccante con nuvola di Parmigiano”

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Sapore di mare…nel menù estivo del Ristorante Modì di Giuseppe Geraci e Alessandra Quattrocchi

All’orizzonte il panorama sul golfo di Milazzo e sulle Eolie, dinnanzi agli occhi un ambiente sobrio ed elegante, dove la cordialità e l’accoglienza sono di casa. Siamo a Torregrotta, in provincia di Messina, dove sorge il Ristorante Modì di Giuseppe Geraci e Alessandra Quattrocchi.

La loro è una storia di amore e comune passione nata sui banchi di scuola e culminata con la scelta di lavorare insieme per la vita e costruire un’attività partendo da zero. Giuseppe, chef autodidatta, ha solo 21 anni quando decide di aprire il Ristorante nel paese natio insieme ad Alessandra, nata e cresciuta a Salina. La divisione dei compiti è naturale, Giuseppe ha una grande passione per la cucina e con il suo estro da vita a piatti sempre innovativi, Alessandra, appassionata del buon bere, diventa sommelier Ais, e gestisce e coordina la sala del Ristorante.

La loro proposta è fresca e giovane, una cucina di tradizione tradotta con originalità. Il nome del Ristorante richiama il grande pittore Amedeo Modigliani, un genio dallo stile personalissimo e inconfondibile. Chissà che non sia l’artista livornese a ispirare anche i piatti di Giuseppe Geraci, belli, lineari, essenziali, dai colori intensi.

Il benvenuto dello chef dal nuovo menù estivo del Modì

La filosofia del Modì parte da due principi fondanti e fondamentali: il rispetto della stagionalità e la valorizzazione del territorio che in concreto si traduce nella scelta di prodotti e produttori siciliani e in un menù che segue le stagioni. Lasciatemi esprimere apprezzamento per entrambi questi aspetti che mi stanno a cuore. La cucina di Giuseppe è una conferma – la conoscevo già – e nei giorni scorsi, ho avuto modo di provare e apprezzare il nuovo menù estivo. Ho trovato diverse novità ma anche alcuni dei piatti che più lo rappresentano. Tra questi il Gambero brrr (gambero rosso di Mazara con mela verde e sorbetto al mojito) che ha proposto nella mia trasmissione di cucina “La Ricetta in tour” andata in onda sull’emittente messinese Rtp.

Gambero brrr

Altro piatto eccellente nell’idea e nella realizzazione, “Non sono un arancino”, che nella classica panatura dell’arancino siciliano cela una sfera di pesce spada con pomodorini e vastedda del Belice. Il piatto è stato molto apprezzato nell’ottobre scorso dal pubblico del Messina Street Food Fest che ha assistito al cooking show di Giuseppe Geraci.  Continue reading

La rivoluzione del gusto e la cucina di Pasquale Caliri a TaoBuk 2018

 

Si è parlato di rivoluzione in cucina all’ottava edizione di Taobuk 2018, il festival del libro ideato e diretto da Antonella Ferrara e sostenuto dall’assessorato regionale per il Turismo per lo sport e lo spettacolo. Nell’ambito della rassegna, a Villa Diodoro gli chef Pino Cuttaia (2 stelle Michelin de La Madia di Licata) e l’Ambasciatore del Gusto Pasquale Caliri (chef del Ristorante Marina del Nettuno di Messina) hanno dialogato sull’argomento con la giornalista del sole 24 ore Fernanda Roggero. La memoria per Pino Cuttaia è l’ingrediente principale che consente non solo di ricreare l’emozione nei piatti ma anche di tramandare gesti antichi di sapori domestici dimenticati. E ancora la stagionalità degli ingredienti, la tecnica e la creatività servono a comunicare con i commensali.

Sul tema della comunicazione si è soffermato anche Caliri che ha parlato di tradizione e innovazione. Lo chef messinese, noto per le sue creazioni d’avanguardia, ha parlato di come il contemporaneo in cucina sia attraversato da “gastrotalebani” che vorrebbero ingabbiare, in nome della tradizione, qualunque forma di creatività e di innovazione. Lo chef Caliri, nell’ambito della rassegna, è stato protagonista con i suoi piatti della cena di gala, riservata agli ospiti della kermesse taorminese, che si è svolta domenica 24 giugno a Villa Mon Repos.

Pasquale Caliri

Caliri ha presentato un menù variopinto e complesso, in cui non sono mancati i suoi piatti più rappresentativi, come il magnum di acciuga, l’Omaggio a Marchesi, l’uovo di Silvio su crostone di cuturro e piatti innovativi, come l’hamburger alle alghe, polpo e maionese di ricci e agrumi e la norma sulle note del cacao. La ricca cena, che si è aperta con tanti stuzzicanti finger, come la caponata, ricotta e piccole verdure, il cous cous di grani antichi, ceci, frutta secca e spezie, è stata accompagnata dai vini dell’azienda agricola Palari e Cantina Mamertino Gaglio di Flora Mondello. La cucina sempre attenta alla ricerca di ingredienti e al sapiente utilizzo di un’eccellente tecnica ha conquistato gli ospiti di Taobuk.  Continue reading

Antonio Grasso e Giuseppe Raciti, a “Punti di vista” due filosofie di cucina a confronto

 

“Punti di vista. La carne”, sulla carta voleva essere un simpatico confronto sulla cucina dei Ristoranti dei due rinomati Country Hotel della famiglia Maugeri: Ramo d’Aria e Zash. In realtà è stata una divertente collaborazione tra due chef che hanno lavorato in perfetta sintonia, riuscendo a regalare agli ospiti una cena impeccabile con portate ben pensate ed elaborate per la giocosa “sfida” (non sono in Carta nei rispettivi ristoranti) e con il piacevole accompagnamento dei vini biologici dell’azienda vitivinicola “Terra Costantino”di Dino e Fabio Costantino.

La serata si è svolta a Ramo d’Aria, elegante hotel di Giarre dal gusto contemporaneo, immerso nel verde e proteso tra il mare e il vulcano, ed è stata l’occasione per conoscere il nuovo chef del Ristorante, Antonio Grasso, catanese, 32 anni, che vanta una esperienza a 360 gradi nella ristorazione, partita dalla sala e culminata con il periodo trascorso nella cucina stellata dello chef Giovanni Santoro, dello Shalai.

Raffaello Maugeri con gli chef Grasso e Raciti

Natura e memoria – come ha spiegato il proprietario della lussuosa struttura, Raffaello Maugeri – sono l’essenza della cucina di Ramo d’Aria che ha come punto di forza la grande selezione di grandi e piccoli produttori dove due sono i protagonisti principali: la terra e i vegetali in una interessante ricerca della più autentica e profonda interpretazione dell’isola. La tradizione è il cardine da cui si parte e Ramo d’Aria con il suo nuovo chef ha tutte le carte in regola per raccontare agli ospiti italiani e internazionali l’autentica cucina siciliana di carattere.  Continue reading

Grecale Wine Experience, la raffinata cucina di mare di Paolo Romeo incontra i vini Joaquin

 

Il “Grecale Ristorante Italiano” e i vini Joaquin insieme per una serata esclusiva nel cuore di Messina. La cena gourmet Grecale Wine Experience è in programma giovedì 17 maggio alle ore 20.30 al Grecale Ristorante Italiano sito in via XXVII luglio 112 (che durante la stagione estiva accoglie i propri clienti nella suggestiva location in riva allo stretto di Via Canalone 124 a Torre Faro).

L’evento sarà anche l’occasione per conoscere la raffinata cucina di Paolo Romeo, nuovo Executive Chef del gruppo ristorativo titolare dei marchi Grecale Ristorante Italiano – Kajiki japanese Restaurant – Villa Laura Resort – Kon Gusto Catering.

Paolo Romeo, 40 anni, vincitore del Campionato Italiano del Cous Cous Fest 2017 di San Vito Lo Capo, dopo varie e significative esperienze in giro per l’Italia ed all’estero, è tornato nella sua città per portare avanti un progetto importante con i titolari del Grecale, giovani e intraprendenti imprenditori della ristorazione che stanno lavorando a un grande sogno: portare nella città dello Stretto una cucina di altissimo livello.

Abbiamo voluto come nostro Executive Chef Paolo Romeo scegliendolo tra tanti importanti Chef che rappresentano l’eccellenza in Italia, interessati a condividere con noi un progetto ambizioso –affermano Francesco Rella e Fabrizio Natoli. -.Abbiamo riportato a casa un indiscusso fuoriclasse della cucina, certi che i migliori traguardi si possono raggiungere in terra di Sicilia. Non esistono obiettivi impossibili con i prodotti del nostro mare e della nostra terra, se in cucina ci sono sapienti mani come quelle di Paolo. Vogliamo che Messina Città torni ad essere riferimento gastronomico della Sicilia al pari di Ragusa e Licata e con Paolo Romeo siamo certi che ci riusciremo”.

La cantina del Ristorante conta circa 500 etichette di pregio e la serata del 17 maggio è stata organizzata in collaborazione con l’azienda Joaquin, eccellenza vitivinicola Italiana di Raffaele Pagano, che prenderà parte alla serata, raccontando i suoi vini. L’azienda nasce e lavora prevalentemente in una delle aree a più alta vocazione vitivinicola del mondo, l’Irpinia. Terra, questa, dove la predominanza delle escursioni termiche, la vulcanicità del suolo, la mineralità e la peculiarità del climaassecondano alte evoluzioni per i vini bianchi e dove il freddo delle sue colline genera rossi di forza e di estrema eleganza. “La nostra storia inizia nel 1999– spiega il vignaiolo Raffaele Paganoquando decidemmo di esprimere le nostre opinioni su uve secolari.Iniziammo a lavorare il fiano, l’aglianico e il greco.Da subito, abbiamo voluto cercare in questi uvaggi, la loro migliore espressione, dando un significato, una interpretazione soggettiva alla parola vinificazione”.L’idea che Joaquin sta portando avanti è quella di produrre pezzi unici, solo se le condizioni da annata e madre natura lo consentono. Saranno 3 i vini in degustazione dell’azienda avellinese: “I viaggiatori” Aglianico 100% – “Vino della stella”Fiano Avellino DOCG – “Dall’isola” Falanghina, Greco e Biancolella.  Continue reading

Marco Baglieri, l’orgoglio di rappresentare la cucina siciliana nella Capitale del Barocco

L’emozione traspare dai suoi occhi. Marco Baglieri, chef patron del “Crocifisso”, a pochi giorni dalla riapertura, seguita alla ristrutturazione degli storici locali in via Principe Umberto, a Noto, non nasconde quel turbinio di sentimenti che lo hanno attraversato in questi mesi. Oggi ha il locale che ha sempre sognato, dove trascorre tutte le sue giornate. Marco è soddisfatto dell’opera di restyling e pronto a ricominciare un nuovo corso.

Si tratta della naturale evoluzione di quello che ha costruito negli anni a Noto, splendida capitale del Barocco siciliano, ricca di storia e cultura.

Insieme all’architetto Vincenzo Ignaccolo, dello studio di architettura Vi+M di Milano, ha immaginato e realizzato la nuova veste del “Crocifisso” che oggi gode di spazi più ampi, per i suoi 42 posti a sedere.

L’architetto si è ispirato alle ville storiche siciliane, ricche ed eleganti, lasciando spazio alle cromie neutre dell’insieme, impreziosite dai colori degli arredi.

Raffinato, intimo, avvolgente, il Crocifisso racconta l’eleganza della Sicilia di un tempo, attraverso la modernità del raffinato design made in Italy, e la concretezza del suo chef che, attraverso i piatti, racconta la Sicilia che ama.

La tradizione della cucina isolana viene reinterpretata da Baglieri, non per stupire il commensale, ma per accompagnarlo in un viaggio in Sicilia, alla scoperta della storia e delle tradizioni, in un perfetto equilibrio di sapori. Al centro di tutto c’è il nostro patrimonio gastronomico. L’apparenza di un piatto perfetto alla vista, troppo elaborato ai limiti dell’eccesso, ideato con la sola voglia di catturare l’attenzione del commensale, non appartiene al suo modo di essere. La sua cucina è quella che emoziona attraverso un piatto sussurrato dai ricordi e conquista per l’equilibrio e il gusto ritrovato della più autentica cucina sicilianaContinue reading

La prima cena di Sicilia da Gustare al Ristorante 900 con lo chef stellato Mantarro

Partirà da Caltanissetta il ciclo di cene organizzate dalla Guida “Sicilia da Gustare” con la partecipazione di chef d’eccezione. Un’occasione per incontrare un pubblico di appassionati della buona cucina e del buon bere ma anche un momento di incontro fra chef e produttori di territori diversi. La prima tappa è in programma per il prossimo mercoledì 28 febbraio alle ore 20.30 presso il “Ristorante 900” di Caltanissetta che per l’occasione diventerà palcoscenico di una rappresentazione gastronomica unica, con protagonisti tre chef provenienti da formazioni e tipologie di ristorazione differenti e due giovani pastry chef di Mazzarino. Ospite d’eccezione sarà lo chef 2 stelle Michelin, Massimo Mantarro.

Lo chef 2 stelle Michelin, Massimo Mantarro

In cucina con lo chef patron Andrea Romé, oltre a Massimo Mantarro, ci saranno gli chef Carlo Rallo del ristorante Taglia&Arrusti di San Cataldo e l’ambasciatore della cucina ennese nel mondo Rosario Umbriaco. Il menu sarà un crescendo di raffinatezza culinaria ed esaltazione delle materie prime siciliane.  Continue reading