Il grande successo di “Un mare di bontà”, la grande festa di Santa Tecla nel segno della solidarietà

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Il cibo unisce e diventa occasione per un bel gesto di solidarietà in favore di chi ha più bisogno. Si rinnova così ogni anno uno degli eventi più “gustosi” dell’estate acese che, non a caso, prende il nome di: “Un Mare di Bontà”. Giunto alla settima edizione, il percorso enogastronomico – organizzato nella suggestiva frazione di Santa Tecla dal Centro Surgelati srl di Acireale, in collaborazione con Blu Lab Academy, Associazione Provinciale Cuochi Etnei e Con.Pa.It. e con il sostegno del Comune di Acireale e della Parrocchia di Santa Tecla, – ha permesso di raccogliere duemila euro che sono stati consegnati al parroco Don Alfredo D’Anna, in favore del progetto scuole in Guinea Bissau dell’Associazione Amici delle Missioni.

Una splendida serata all’insegna dell’allegria e del buon cibo, quella del 6 agosto scorso, in cui migliaia di persone hanno affollato Santa Tecla per degustare i piatti dei tanti chef presenti. Sono state oltre 2000 le porzioni servite negli stand gastronomici, coordinati dallo Chef del Centro Surgelati, Alfio Visalli, con l’event manager Valentina Duca di Blu Lab AcademyContinue reading

A Santa Tecla “Un Mare di Bontà”: buon cibo e buon vino in un’atmosfera suggestiva

 

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La frazione marinara di Santa Tecla, ad Acireale, ospita la 7^ edizione della manifestazione “Un mare di bontà” organizzata dal Centro Surgelati della famiglia Ferlito. L’appuntamento è per domenica 6 agosto, a partire dalle ore 19.

Gli artefici dell’iniziativa, il signor Giuseppe Ferlito con accanto Salvo ed Emanuela, sono in prima linea, con lo Chef del Centro Surgelati, Alfio Visalli, e con l’event manager di Blu Lab AcademyValentina Duca, per regalare una nuova, emozionante edizione della festa al territorio all’insegna del buon cibo e del buon vino, dell’allegria e del divertimento, in un’atmosfera suggestiva.

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Le postazioni con gli stand gastronomici lungo la via principale della frazione marinara Continue reading

Il successo di Cibo Nostrum 2017: 20 mila visitatori e 50 mila € a sostegno della ricerca sul Parkinson

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Un’esplosione di gioia, colori, sapori e profumi e tutto per una buona causa. Oltre 20 mila visitatori hanno affollato il Corso Umberto di Taormina in occasione della 6^ edizione di Cibo Nostrum, la “Grande Festa della Cucina Italiana” organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. C’erano 150 Cuochi protagonisti nelle loro postazioni dislocate lungo tutto il Corso principale di Taormina, che si sono trasformati in mille se si contano le loro “squadre” all’opera, e 90 aziende dell’agroalimentare, tra cui 50 tra le migliori cantine siciliane.

Il lavoro di squadra di tutti i presenti ha permesso di raccogliere 50 mila euro a sostegno della campagna di ricerca sul Morbo di Parkinson.

Ecco le mie interviste per lo Speciale “Cibo Nostrum 2017” trasmesso su RTP nei giorni successivi all’evento.

Da quest’anno, la manifestazione, che sei anni fa nacque nel cuore dell’Etna, a Zafferana, come festa dei Cuochi Etnei, è stata inserita di diritto nel calendario degli eventi prestigiosi organizzati da F.I.C., in grado cioè di coinvolgere Delegazioni di Cuochi da tutta Italia (c’era anche qualche berretta bianca di Delegazioni estere!) e di aggregare, in un fantastico ed energico gioco di squadra, numerosi partners protagonisti assieme ai Cuochi F.I.C.

“Se penso che solo sei anni fa abbiamo lanciato questo progetto con una decina di chef e qualche cooking show ed oggi ci ritroviamo invece a rappresentare l’intera immagine della cucina italiana in un contesto splendido come Taormina, credo che abbiamo fatto un lungo percorso davvero in poco tempo” ha detto Seby Sorbello, Presidente di F.I.C. Promotion.

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Accanto allo chef zafferanese Seby Sorbello,  nell’imponente organizzazione dell’evento, lo Chef Stellato Pietro D’Agostino, rappresentante di Chic Chef in Sicilia.

“Cibo Nostrum – ha commentato Rocco Pozzulo, il presidente nazionale F.I.C. – è diventato uno dei nostri eventi di maggior prestigio e ha tutte le carte in regola per potersi definire, dalle prossime edizioni, internazionale”.

Le tre giornate potrebbero essere paragonate a tre distinte tavolozze di colori, a tre quadri ritratti dal vivo, che hanno espresso la migliore Sicilia e la migliore Italia enogastronomica. A cominciare dall’inaugurazione, domenica 11 giugno a Zafferana Etnea, con il saluto delle autorità, del sindaco Alfio Russo con la vicepresidente del Consiglio Comunale Graziella Torrisi e dei vertici F.I.C., per poi spostarsi alla cena di benvenuto nei giardini dell’Atahotel Naxos Beach di Giardini Naxos. Ad accogliere gli ospiti, l’Executive Chef della struttura, Nico Scalora, che con la sua squadra ha proposto una cena all’insegna dello street food siciliano. Una festa molto apprezzata, anche dagli ospiti istituzionali, che alla fine si sono abbandonati a balli e brindisi, sulle note del gruppo Vulkanika.

Gli stessi ospiti l’indomani, lunedì 12 giugno, sempre al Naxos Beach intervenivano al convegno su “Pesce azzurro: pesca sostenibile, cucina consapevole”, organizzato all’interno di Cibo Nostrum in collaborazione con il MIPAAF, per sottolineare l’importanza del pesce azzurro nell’alimentazione, nella cultura e nell’economia del nostro Paese. Autorevoli gli interventi, a cominciare da quello del sottosegretario alle Politiche agricole, On. Giuseppe Castiglione, che ha sottolineato “l’importante sinergia che esiste tra il Ministero e la Federazione Italiana Cuochi nel diffondere e valorizzare la cultura del pesce azzurro, anche in eventi prestigiosi come questo che stiamo vivendo in questi giorni”. Interessante la riflessione proposta dal sottosegretario al Turismo e Beni Culturali, On. Dorina Bianchi: “Non dimentichiamo – ha detto – che la Dieta Mediterranea, della quale il pesce azzurro è un degno rappresentante, è inserita tra i beni immateriali dell’Unesco e che la sana alimentazione è innanzitutto cultura”. L’importanza dell’acquacoltura è stata ribadita da Giovanni Oliva, dirigente generale del Dipartimento agricoltura della Regione Basilicata, mentre riflessioni più tecniche le ha proposte Nino Testa, armatore da cinque generazioni di tonno, che ha ammesso lo scarso valore economico purtroppo ancora legato al pesce azzurro, che mette in difficoltà armatori e pescatori. Gli ospiti sono stati incalzati dalle domande di autorevoli giornalisti enogastronomici, come il direttore di Tg5 Gusto, Gioacchino Bonsignore, e la firma del quotidiano Il Giorno di Milano, Marco Mangiarotti.

Appena il tempo di spostare qualche poltrona sul palco e i relatori lasciavano spazio ai candidati alle selezioni della Nazionale Italiana Cuochi, che fino al pomeriggio si sono sfidati per conquistare un posto nella prestigiosa squadra azzurra, guidata dal Team Manager Gaetano Ragunì. Intanto, nella sala conferenze veniva presentata la Delegazione Sicilia dell’Associazione NoiDiSala, che porterà anche nell’isola tutta l’esperienza e la professionalità dei suoi componenti nella ristorazione, nella sommellerie e nell’accoglienza e servizio di sala.

Qualche chilometro più su, a Taormina era già tutto un fermento e un brulicare di berrette bianche, di postazioni sistemate, di cantine che stappavano e sistemavano le proprie etichette, in attesa di accogliere migliaia di partecipanti al Taormina Cooking Fest. Intanto, in sette tra le più eleganti strutture della Perla dello Jonio, altrettanti chef e giornalisti presentavano i laboratori tematici dedicati al pesce azzurro. Protagonisti lo chef Giancarlo Conoscenti, della Metro Cash & Carry, che al Pietro D’Agostino Cooking Lab è stato diretto e presentato dal giornalista Piero Rotolo; lo chef Massimo Mantarro, del San Domenico Palace Hotel, che nel medesimo hotel è stato presentato da Katya Maugeri; lo chef Paolo Barrale, a Villa Schuler, presentato da Santina Giannone; lo chef Marco Sacco, al ristorante Kisté, presentato da Clara Minissale; lo chef Giuseppe Raciti, all’Hotel El Jebel, presentato da Cristina Barbera; lo chef Paolo Gramaglia, all’Excelsior Palace Hotel, presentato da Letizia Carrara; ed infine lo chef Roberto Toro, al Grand Hotel Timeo, presentato da Grazia Sicali.

Poi, alle ore 18,00 di lunedì 12 giugno, tutto ha avuto inizio. Sul palco di Taormina, nella centrale piazza IX Aprile, alla presenza di migliaia di visitatori, con l’intervento delle autorità e dei Cuochi, presentati dai giornalisti Alex Revelli Sorini e Susanna Cutini, è partita la Grande Festa sui due chilometri del corso Umberto, con le postazioni dei 150 cuochi che proponevano le loro ricette da tutta Italia e le cantine le loro degustazioni, coordinate dal sommelier di Cibo Nostrum, Mauro Cutuli. Il pubblico, acquistando un ticket di appena 30 euro, ha così contribuito a sostenere la ricerca sul Parkinson (come l’anno scorso, infatti, l’evento sostiene la Fondazione LIMPE Onlus di Messina). Sul palco ricordavano lo scopo benefico dell’evento il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, e i suoi assessori, con in testa Salvatore Cilona al Turismo; intervenivano poi i due sottosegretari, Castiglione e Bianchi; i vertici F.I.C., con Rocco Pozzulo e Seby Sorbello, lo chef Pietro D’Agostino come chef “di casa” a Taormina, il presidente Urcs, Domenico Privitera, con la presidente dei Cuochi Messina Rosaria Fiorentino; l’On. Nino D’Asero e il dirigente Giovanni Oliva. Centinaia i giornalisti che scattavano foto e prendevano appunti, mentre le degustazioni avevano inizio. E poi, finiti i saluti, via ai cooking show anche sul palco, che hanno visto alternarsi i Cuochi Siciliani, gli Chef F.I.C. e Chic, i pasticceri di Con.Pa.It., gli Chef della N.I.C. e la presentazione ufficiale dei nuovi componenti della squadra azzurra selezionati qualche ora prima.

Ma per chi pensasse che Cibo Nostrum finiva lì, non è stato affatto così. La terza ed ultima giornata, infatti, martedì 13 giugno, i protagonisti dell’evento si sono spostati sull’Etna, per scoprire due delle più significative cantine del vulcano, con un appuntamento prima da Alta Mora, cantina di Cusumano, dove è stato siglato un Patto di collaborazione tra i produttori di Etna Doc e gli armatori del pesce azzurro, e poi alla Cantina Cottanera, per il pranzo “Scampagnata di Cibo Nostrum”, curato nei minimi dettagli dagli Chef con la Coppola: Simone Strano, Giuseppe Raciti, Giovanni Grasso, Giuseppe Torrisi.

Qui il presidente Pozzulo e il presidente Sorbello trovavano ancora la voce per poter dire il grande “GRAZIE” ad una squadra meravigliosa, che accanto a F.I.C. è riuscita a coinvolgere Chic – Charming Italian Chef, con il direttore Raffaele Geminiani, l’Associazione Italiana Celiachia con la presidente Aic Sicilia Giuseppina Costa, Urcs, Con.Pa.It. con il presidente Peppe Leotta, il laboratorio gastronomico Blu Lab Academy con lo chef fondatore Alfio Visalli, La Cook Agency e la Expo di Barbara Mirabella, ed infine gli allievi e i docenti degli Istituti alberghieri “Salvatore Pugliatti” di Taormina, “Antonello” di Messina, “Renato Guttuso” di Milazzo, “Giovanni Falcone” di Giarre, una delegazione della Amira (Associazione maitre) guidata dal prof. Alfio Cantarella e la collaborazione dell’Istituto “Karol Wojtyla” di Catania.