Olio Folk Fest, a Caltabellotta la festa del Biancolilla

Si è conclusa con un buon successo e affluenza di pubblico, la terza edizione di Olio Folk Fest che si svolta a Caltabellotta, in provincia di Agrigento. La manifestazione ha lo scopo di valorizzare una delle varietà di olio più pregiate e antiche della Sicilia occidentale, la Biancolilla che deve il proprio nome al fatto che durante la fase di maturazione le drupe passano dal tipico colore verde del frutto acerbo a una tonalità di rosso tendente al violaceo. Quest’olio si caratterizza per un fruttato leggero, lievemente piccante e molto aromatico in cui si avvertono le fragranze di mandorla, pomodoro e carciofo abbinate a dei gusti di erba fresca e oliva verde.

“Siamo soddisfatti del risultato della terza edizione dell’Olio Folk Fest – afferma Paolo Segreto, sindaco di Caltabellotta-. Una forte presenza che denota il grande interesse da parte di cittadini e turisti per il  patrimonio naturalistico, storico, artistico ed enogastronomico del territorio, fatto da sane risorse locali, l’olio extravergine Biancolilla su tutti. Partendo dal passato, dalla tradizione, l’evento celebra il presente, le risorse locali e guarda al futuro attraverso la ricerca, l’innovazione, l’aggregazione e la sperimentazione”.  Continue reading

5 giovani chef di talento raccontano la Sicilia al Charleston di Palermo

Bandi, Santalucia, Guidara, Torrisi, Corso

Sotto il cielo stellato di Mondello, in una calda serata d’estate, cinque giovani chef sono stati i protagonisti della cena evento “Giovani e talenti. La Sicilia degli chef si racconta”, andata in scena al Charleston di Palermo. Davide Guidara, chef dell’Eolian Ristorante Milazzo” di Milazzo, Nicola Bandi, chef “Osteria Il Moro” di Trapani, Peppe Torrisi, chef del “Talè Restaurant & Suite” di Piedimonte Etneo, Vincenzo Santalucia, chef de “La Scala” di Agrigento,  e il resident chef del Charleston di Mondello, Santino Corso hanno dimostrato di avere le carte in regola  per entrare nel firmamento della ristorazione siciliana di eccellenza. L’idea della proprietà dello storico e rinomato Ristorante della borgata marinara di Palermo, che lo scorso anno ha compiuto 50 anni, è stata molto apprezzata dal pubblico presente e dalla stampa di settore. Selezionare e mettere insieme cinque promesse della ristorazione siciliana, provenienti da 5 province dell’isola, è cosa non da poco. Lo sforzo organizzativo è stato ripagato dalle emozioni che i cinque hanno regalato. Ciascuno ha raccontato la propria personalità e il proprio stile attraverso i piatti scelti per la serata, dai più semplici ai più complessi.

Davide Guidara

Davide Guidara, il più giovane dei cinque, classe 1994, punta tutto su una cucina di perfezione e tecnica, fatta da pochi elementi che vengono esaltati al massimo nel gusto e nella presentazione. In lui c’è il costante bisogno di creare, sperimentare e spingersi oltre i confini già scritti della cucina tradizionale. Per la serata, Guidara ha presentato il piatto “Pane, pomodoro e alici” con solo 3 elementi lavorati ad arte: l’alice è marinata in acqua di pomodoro, la salsa è di pomodori calcificati, la purea è di pomodoro siccagno, il pane è reso croccante, il basilico va a profumare la preparazione.

“Pane, pomodoro e alici”

Nicola Bandi, classe ’86, rappresenta la cucina del territorio in chiave gourmet nel pieno rispetto della stagionalità. Nel locale di proprietà, che gestisce con il fratello Enzo, sceglie con grande attenzione le materie prime dei piccoli produttori locali da lavorazioni ecosostenibili ma non disdegna le eccellenze extra territoriali. Alla serata del Charleston ha presentato due piatti: il “Pane cunzato” in  versione al cucchiaio realizzato con una crema di grani antichi sifonata con acqua di pomodoro, sarde affumicate, origano, polvere di olive, croccante di pane, tuma persa e basilico croccante, e lo “Sformatino di sarde su crema di Parmigiano e gocce di Cerasuolo di Vittoria”, convincente espressione della vera cucina siciliana.

“Sformatino di sarde su crema di Parmigiano e gocce di Cerasuolo di Vittoria”

Vincenzo Santalucia, patron chef del ristorante a Agrigento, ha portato al Charleston la sua idea di cucina siciliana semplice, gustosa, con un tocco di innovazione e tanta memoria. Il ricordo è ai piatti dell’infanzia, al comfort food. Chi non conserva gelosamente nei cassetti della memoria il gusto della pasta ripassata in padella, preparata ad arte dalle nonne? Così Santalucia presenta la sua “Pasta alla Norma croccante con nuvola di Parmigiano”. Per regalare la migliore croccantezza alla pasta, lo chef sceglie i capellini d’angelo e li serve con mousse di melanzana, spuma di Parmigiano e melanzana croccante.

“Pasta alla Norma croccante con nuvola di Parmigiano”

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Nella Giornata Internazionale del Nero d’Avola, un seminario ad Agrigento con 4 grandi esperti

 

L’evoluzione produttiva del Nero d’Avola, principe dei vitigni siciliani, dalle sue origini ad oggi. Prospettive future”. Questo il tema del seminario in programma il prossimo 11 maggio e rientrante nel ricco programma della prima edizione della Giornata internazionale del Nero d’Avola, un’iniziativa ideata ed organizzata da Carmelo Sgandurra, Master Sommelier ed autore della NDA – Guida del Nero d’Avola.

Carmelo Sgandurra

Sede del seminario sarà Spazio Temenos“ ex chiesa di “San Pietro” nel centro storico della città. È qui che a partire dalle ore 15.00 si daranno appuntamento giornalisti, sommelier, buyer ed esperti di vino per partecipare al dibattito sul presente e futuro di questo vitigno autoctono. Confronto che per l’occasione sarà tenuto da Riccardo Cotarella, Salvo Foti, Tonino Guzzo e Vittorio Festa e altri personaggi del mondo enoico. Sarà quindi un evento unico nel genere che porrà l’attenzione su un vitigno dalle grandi potenzialità e adattabilità, “capace – come dichiara lo stesso Foti – di esprimere grandi vini, anche se bisogna considerarlo sempre (se si vuole esprimere la sua vera e completa personalità enologica) indissolubilmente legato al suo originale terroir e antico sistema di coltivazione ad alberello egeo in aridocoltura”.  Continue reading