“Marina del Nettuno Jaguar Lounge”, sabato 9 marzo l’inaugurazione

Sul format dei rinomati ristoranti “Filippo La Mantia Oste e Cuoco” di Milano e “Shinto Sushi Restaurant” a Roma, il celebre marchio britannico celebra i suoi valori anche in Sicilia, e lo fa scegliendo Marina del Nettuno, una location sofisticata, raffinata e di design dalle linee pure ed essenziali, il tutto in riva al mare dello Stretto di Messina. L’evento di inaugurazione più atteso, un’occasione unica ed esclusiva per vivere un incontro tra l’eccellenza culinaria dello chef Pasquale Caliri e quella dello stile e delle performance di Jaguar, fondendosi in un’esperienza innovativa e coinvolgente.

Marina del Nettuno Jaguar Lounge si pone come uno spazio unico, che mira alla creazione di una vera e propria Jaguar Community volta alla condivisione dei valori dello storico marchio automobilistico. Un evento in cui saranno presentati in esclusiva il piatto ed il cocktail Jaguar appositamente creati dal ristorante Marina del Nettuno per suggellare in maniera iconica l’unione con il brand di lusso, per un benessere su misura e privilegi esclusivi.

Lo chef Pasquale Caliri ha ideato il “Risotto seppie, broccoli e argento”. Il bartender Christian Costantino lo “Sciroppo al nero di seppia, lime, gin, infuso di limone, cardamomo e salvia. Spuma di agrumi”.

Sciroppo al nero di seppia. Lime. Gin. Infuso di Limone, Cardamomo e salvia. Spuma di agrumi.

L’aperitivo di inaugurazione avrà luogo sabato 9 marzo 2019, a partire dalle 18.00. Durante la serata è prevista l’esposizione di tre modelli Jaguar– tra cui la sportiva F-TYPE, il SUV ad alte prestazioni Jaguar F-PACE ed il “cucciolo di giaguaro” Jaguar E-PACE – e un raffinato Dj set in stile lounge chillout.  Continue reading

Martina Caruso è la Chef Donna 2019 per la guida Michelin

Martina Caruso del Ristorante Signum, piccolo gioiello di gusto e accoglienza nell’isola di Salina, è il talento femminile della cucina italiana. La chef dell’isola di Salina, già da diversi anni, ha superato i confini di Messina e della Sicilia per far parlare di sé in tutto il mondo. Giovane e determinata, Martina Caruso, classe 1989, dopo gli studi a Cefalù, muove i primi passi in cucina nella struttura di famiglia, nei mesi di chiusura invernali colleziona importanti esperienze in ristoranti stellati, tra le più significative quella da Gennaro Esposito.  La sua cucina è mediterranea, profumata dagli aromi dell’isola, e aperta a contaminazioni interregionali e internazionali.

Martina Caruso

Nel 2016 conquista la prima stella Michelin; nel 2017 è la Chef donna dell’anno per la Guida Identità Golose. Ieri, nell’ambito della quarta edizione dell’Atelier des Grandes Dames, un network che ha lo scopo di celebrare il talento femminile nell’alta ristorazione voluto da Veuve Clicquot, Michelin le assegna il premio Chef Donna 2019, per la grande volontà e capacità di progredire e di rappresentare la sua isola raggiante, attraverso una grande tecnica e il tocco femminile di una giovane donna appassionata e determinata. Martina è una delle 43 chef a capo di ristoranti stellati in Italia (che sono 41 in totale). In tutto il mondo le chef sono 169.  Continue reading

Le Soste di Ulisse con 6 nuovi associati si prepara alla Festa “Terra Mare e Uomini”


L’Associazione Le Soste di Ulisse cresce e annuncia l’ingresso di 6 nuovi associati. Si tratta di quattro ristoranti e 2 charming hotel.

Giuseppe Geraci e Alessandra Quattrocchi

Ristorante Modì a Torregrotta, in provincia di Messina, guidato dallo chef Giuseppe Geraci e dalla sommelier Alessandra Quattrocchi, che proprio quest’anno è stato premiato come “miglior ristorante Best in Sicily”. Innovativo, dinamico ed elegante con una cucina prevalentemente di mare.

Toti Fiducia e Giovanni Lullo

Ristorante Cortile Pepe a Cefalù (PA) guidato dall’imprenditore Toti Fiduccia che ha una lunghissima esperienza nel mondo della ristorazione. In cucina si fa apprezzare il giovane chef palermitano Giovanni Lullo che, dopo esperienze importanti (Niko Romito), è rientrato in Sicilia e guida la cucina di Cortile Pepe.  Continue reading

Cibo Nostrum conquista Catania. Appuntamento il 31 marzo a Villa Bellini

Il 31 marzo ritorna Cibo Nostrum, con una grande novità. La Grande Festa della Cucina Italiana si svolgerà nella città di Catania, dalle ore 18,00 alle 23,00 nella storica Villa Bellini, già nei secoli scorsi uno dei simboli più illustri del capoluogo etneo e considerata tra i Giardini più belli d’Europa. Per l’8^ edizione ci saranno almeno 300 postazioni allestite all’interno della Villa Bellini, dove chef stellati, cuochi professionisti e pasticceri provenienti da tutte le regioni d’Italia delizieranno il pubblico con le loro ricette e preparazioni gastronomiche, con accanto numerosi tra i migliori produttori agroalimentari, mentre 50 cantine siciliane hanno già aderito all’evento e proporranno in degustazione il meglio delle loro produzioni. La Federazione Italiana Cuochi è il grande organizzatore della manifestazione, con il suo Dipartimento Solidarietà Emergenze e con il supporto dell’Unione Regionale Cuochi Siciliani. Accanto alle berrette bianche nazionali, infatti, ci sono i colleghi delle 9 Associazioni Provinciali dell’isola, con in prima linea l’Associazione Provinciale Cuochi Etnei.

È un graditissimo ritorno in Sicilia per tutti quanti noi e con importanti novità, a cominciare dallo scenario meraviglioso della città di Catania– ha dichiarato il presidente nazionale FIC, Rocco Pozzulo. – Non ci si abitua mai alla grande e calorosa accoglienza del popolo siciliano e in particolare del territorio etneo”Continue reading

La pignolata messinese tra storia, tradizione e guinness dei primati è uno dei dolci più amati dai messinesi

E’ uno dei dolci più amati dai messinesi che profuma di storia secolare. E’ la pignolata, quella bianca e nera  (il cui nome deriva dalla particolare forma “a pigna”) da non confondere con simili produzioni di altre città siciliane. Un dolce complesso le cui origini risalgono al Carnevale di qualche secolo fa’, periodo storicamente povero di lavoro per le dolcerie. Il maestro pasticcere Lillo Freni,  che a Messina vanta una lunghissima storia di Pasticceria di eccellenza – ha fatto una lunga ricerca sulla storia e le origini di questo dolce e pubblicato il suo lavoro nel libro Storia, qualità e innovazione della pasticceria tipica messinese”.  Una pubblicazione che ripercorre la storia della pasticceria cittadina, attraverso un itinerario tra festività e ricorrenze, e in cui non manca il riferimento ai dolci siciliani più conosciuti e apprezzati in tutto il mondo.

Particolare spazio è dedicato alla pignolata, un dolce complesso – come si diceva – formato da una montagnola di piccoli biscotti fritti, che si ottengono da un impasto di uova, farina e alcool, immersi per la parte bianca in uno sciroppo di zucchero meringato, al profumo dei limoni di Sicilia, e per la parte nera in uno sciroppo di zucchero al gusto di cioccolato gianduja, aromatizzato in modo esclusivo.

Questa unione di colori e di sapori risulta eccezionale sotto il profilo estetico e gustativo. “Fino ai primi vent’anni del secolo scorso, – si legge nel libro di Lillo Freni– nelle vetrine dell’epoca, venivano esposte delle grandi “pigne” realizzate in cesti di vimini, di peso variabile dai 2 ai 4 kg, e il cliente acquistava dei pezzi di pignolata, bianca o nera, successivamente, per agevolare una vendita più organizzata, furono proposte le vaschette di cartone di varie misure di peso, con l’involucro interno paraffinato necessario per evitare che l’unto caratteristico della pignolata, apparisse all’esterno del vassoio con ricaduta negativa per la presentazione del prodotto. Ancora oggi, i moderni contenitori della pignolata, rispettano quest’accorgimento d’impermeabilizzazione della parte interna dell’involucro”. La pignolata divenne un dolce apprezzato tutto l’anno ed in occasione delle feste, soprattutto a Natale. Col passare del tempo, questo dolce riuscì a farsi apprezzare anche fuori dalle mura cittadine, e oggi grazie alla possibilità di spedizione anche in altre località, è divenuto uno dei dolci più richiesti dai clienti nazionali o esteri, che non perdono l’occasione di poter gustare la nostra specialità”.  Continue reading

Spinosini risottati alle vongole veraci con aria di prezzemolo. La cucina circolare di Igles Corelli a Expo Cook

La cucina circolare di Igles Corelli ha fatto tappa a Expo Cook, la fiera dedicata alla ristorazione che si è svolta a Palermo nei giorni scorsi. Lo chef pluristellato in carriera, molto conosciuto e apprezzato dal grande pubblico per i suoi programmi di cucina in onda su Gambero Rosso, era tra gli ospiti più attesi della kermesse. Per il suo cooking show Igles Corelli ha scelto di reinterpretare un piatto della tradizione, gli spaghetti alle vongole veraci, con interessanti accorgimenti. Al posto degli spaghetti ha utilizzato gli spinosini, dei tagliolini essiccati che sono stati prima fritti in olio extravergine di oliva leggero per 10 secondi, e poi risottati. In cucina Igles non butta nulla e per estrarre tutto il sapore dalle vongole veraci, dopo averle fatte schiudere in un tegame, ha utilizzato anche i gusci che normalmente si buttano. Dopo aver sgusciato e messo da parte le vongole, i gusci sono stati utilizzati per preparare un brodo con sedano, carota, cipolla e ghiaccio.

La parte migliore è il guscio delle vongole – ha chiarito lo chef – e attraverso l’osmosi viene fuori tutto il sapore”. Il brodo così ottenuto si fa bollire lentamente, poi viene filtrato ed è un concentrato di sapore. La pasta, subito dopo la velocissima frittura che serve per fissare le farine, viene risottata in padella con il brodo in ebollizione. La pasta in cottura assorbe il liquido che viene aggiunto gradualmente, fin quando il tagliolino è asciutto e cremoso. Infine si aggiungono le vongole veraci ed un filo di olio evo. Il piatto si completa con l’aria di prezzemolo ottenuta con il succo di prezzemolo e l’aggiunta di lecitina di soia.  Continue reading

Palermo & le Strade del vino. Appuntamento con i vini messinesi Doc Faro e Doc Mamertino

Il 7 marzo torna l’atteso appuntamento con “Palermo & le Strade del vino”.  Come ogni primo giovedì del mese, alla Bottiglieria del Massimo  in via Spinuzza, nel cuore della città di Palermo, la rassegna, nata per promuovere la cultura del buon bere, valorizzerà vini ed altre eccellenze siciliane. L’evento è giunto al quarto appuntamento, dopo i successi dei precedenti eventi dedicati al Cerasuolo di Vittoria, all’Etna Rosso, al Nero d’Avola, e sarà adesso dedicato alla scoperta del Mamertino Doc e del Faro Doc, due tipologie di vino originarie del territorio messinese.

A partire dalle ore 19 di giovedì 7 marzo, la stretta via che guarda il Teatro Massimo di Palermo, si colorerà di rosso. Protagonista sarà il territorio messinese e due vini siciliani di nicchia, con una secolare storia alle spalle. Il primo è il Faro, un rosso che si produceva nell’età Micenea e che è un blend di Nerello Mascalese, Nocera e Nerello Cappuccio. Il secondo è il Mamertino, un blend di Nero d’Avola e Nocera (in percentuale più ridotta) il cui antenato, il Mamertinum, era annoverato da Plinio il Giovane tra i migliori del tempo; uno dei vini più antichi della storia, conosciuto sin dai tempi dei Romani. Già nel 289 a.c. i Mamertini piantarono nel territorio di Milazzo e nel circondario “una pregevole vite per la produzione di un pregevole vino”.  È un vino caldo, generoso e confortevole offerto in seguito da Giulio Cesare in occasione del banchetto per celebrare il suo terzo consolato, poi citato anche nel “De Bello Gallico”.

Nel corso della serata sarà possibile conoscere le migliori espressioni vinicole del territorio che si affaccia sullo Stretto di Messina, ventilato, luminoso e particolarmente favorevole alla coltivazione della vite.  A partecipare ben 21 aziende vinicole per 22 vini in degustazione. I Doc Mamertino di  Antica Tindari, Cambria, Gaglio Vignaioli dal 1910, Feudo Solaria, Giuseppe Bongiovanni, Mimmo Paone,  Antonino Munafò, Planeta, Principi di Mola, Tenuta Gatti, Vasari, Vigna nica. I Doc Faro di Bonfiglio, Bonavita, Chiano Conti, Fondo dei Barbera, Daemone, Cantina Giostra Reitano, Lecasematte, Mimmo Paone, Palari, Tenuta Enza La Fauci, Tenuta Gatti.  Continue reading

Il Metodo Biasetto? I 10 ingredienti per il successo da applicare alla vita, non solo alla pasticceria di eccellenza

Una lezione di vita. Si parla di pasticceria di eccellenza e del segreto per il successo ma dietro le righe c’è molto di più. Luigi Biasetto, campione del mondo di pasticceria, è stato ospite a Palermo di Expo Cook, la fiera dedicata al mondo della ristorazione e qui, dinnanzi ad un pubblico di pasticceri, giornalisti e semplici curiosi, ha raccontato quali sono i 10 ingredienti per il successo, secondo il “Metodo Biasetto”.

Fiducia, Passione, Libertà, Tenacia, Creatività, Sensibilità, Apprendimento esperienziale, Autogratificazione, Condivisione, Conoscenza. Con l’ausilio di immagini e slide, il pasticcere ha coinvolto il suo pubblico e spiegato quali sono i punti fondamentali da sviluppare per una storia di successo. I 10 ingredienti – riflettendoci su –sembrano valere per ogni attività, e non solo per la pasticceria. Conquistarsi la fiducia che è tanto difficile da ottenere, quanto facile da perdersi. Essere liberi dai condizionamenti. Avere passione per il proprio lavoro. Avere la capacità di osservare perché dall’osservazione nasce il confronto. Condividere esperienze, stati d’animo, emozioni. Fare squadra perché insieme si vince sempre. Riconoscere il giusto merito e gratificarsi ogni giorno dopo aver portato a termine il proprio lavoro. Conoscere regole e metodo, perché chi non conosce le regole non può fare qualità.

Per fare l’artigiano di successo – ha affermato Biasetto – occorrono 3 cose: l’intelligenza, il savoir faire e la passione”. I dati snocciolati da Biasetto sono interessanti. Il settore della pasticceria è in crescita con un +0,8 % di consumo di dolci in Italia. Cresce l’interesse del grande pubblico per pasticceria e pizza e l’export segna un + 5,8%. Il calo demografico è compensato dal turismo, la maggiore difficoltà del settore è trovare le risorse umane.  Continue reading