Belmond apre la stagione a Taormina con importanti novità per il Grand Hotel Timeo e Villa Sant’Andrea

Taormina apre alla bella stagione con grandi novità firmate Belmond, i luxury Hotel che sorgono in alcune delle destinazioni più affascinanti e interessanti del mondo. Fondato quasi 40 anni fa, il portfolio unico di Belmond oggi comprende 49 hotel e continua a rafforzare la sua presenza di prestigio nel territorio. In un anno di centralità della Sicilia tra le mete turistiche internazionali, Belmond investe sulle sue proprietà taorminesi: l’Hotel Timeo e il Belmond Villa Sant’Andrea.

La grande novità del Belmond Grand Hotel Timeo, riaperto lo scorso 23 marzo, è che, per la prima volta dopo tanti anni, prolungherà la stagione di attività, restando aperto fino al 3 gennaio 2019. Taormina è meta di turismo anche durante le festività natalizie, da qui la necessità di andare incontro alle richieste dell’utenza.

“Il prolungamento di stagione del Grand Hotel Timeo – afferma Stefano Gegnacorsi, General Manager del Belmond Grand Hotel Timeo, – è un esperimento coraggioso, ma siamo convinti che rappresenti un messaggio positivo all’intera comunità, dato che si prospetta una stagione da record per le nostre strutture, per la città di Taormina e per tutta la Sicilia”.

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Marco Baglieri, l’orgoglio di rappresentare la cucina siciliana nella Capitale del Barocco

L’emozione traspare dai suoi occhi. Marco Baglieri, chef patron del “Crocifisso”, a pochi giorni dalla riapertura, seguita alla ristrutturazione degli storici locali in via Principe Umberto, a Noto, non nasconde quel turbinio di sentimenti che lo hanno attraversato in questi mesi. Oggi ha il locale che ha sempre sognato, dove trascorre tutte le sue giornate. Marco è soddisfatto dell’opera di restyling e pronto a ricominciare un nuovo corso.

Si tratta della naturale evoluzione di quello che ha costruito negli anni a Noto, splendida capitale del Barocco siciliano, ricca di storia e cultura.

Insieme all’architetto Vincenzo Ignaccolo, dello studio di architettura Vi+M di Milano, ha immaginato e realizzato la nuova veste del “Crocifisso” che oggi gode di spazi più ampi, per i suoi 42 posti a sedere.

L’architetto si è ispirato alle ville storiche siciliane, ricche ed eleganti, lasciando spazio alle cromie neutre dell’insieme, impreziosite dai colori degli arredi.

Raffinato, intimo, avvolgente, il Crocifisso racconta l’eleganza della Sicilia di un tempo, attraverso la modernità del raffinato design made in Italy, e la concretezza del suo chef che, attraverso i piatti, racconta la Sicilia che ama.

La tradizione della cucina isolana viene reinterpretata da Baglieri, non per stupire il commensale, ma per accompagnarlo in un viaggio in Sicilia, alla scoperta della storia e delle tradizioni, in un perfetto equilibrio di sapori. Al centro di tutto c’è il nostro patrimonio gastronomico. L’apparenza di un piatto perfetto alla vista, troppo elaborato ai limiti dell’eccesso, ideato con la sola voglia di catturare l’attenzione del commensale, non appartiene al suo modo di essere. La sua cucina è quella che emoziona attraverso un piatto sussurrato dai ricordi e conquista per l’equilibrio e il gusto ritrovato della più autentica cucina sicilianaContinue reading

La Primavera al Sabir Gourmanderie profuma di territorio e custodisce la memoria

La natura torna protagonista della cucina del Sabir Gourmanderie di Seby Sorbello – chef patron dell’elegante Ristorante che sorge a Zafferana Etnea all’interno del Parco dei Principi Resort – e lo fa con l’arrivo della bella stagione, che porta con sé la spontaneità e i profumi della rinascita. Gli ingredienti di eccellenza del territorio e le erbette spontanee, che crescono alle pendici dell’Etna (se ne contano oltre 100 tipologie), caratterizzano il menù di primavera che Sorbello ha presentato alla stampa di settore.

In ogni piatto è stato possibile cogliere le sfumature della stagione appena iniziata in un emozionante viaggio sensoriale alla riscoperta del contatto con la natura, rapiti dai profumi del Vulcano. Una cucina di eccellenza quella di Seby Sorbello “ma non chiamatela “gourmet”.

Lo chef Seby Sorbello

“La mia è una cucina moderna, in poche parole è un ammodernamento della tradizione” – spiega lo chef zafferanese che, attraverso i suoi piatti, vuole custodire la memoria della tradizione culinaria di famiglia e condividere i suoi ricordi, legati alla cucina della nonna con cui ha trascorso i momenti felici della sua infanzia. Uno dei piatti del menù primaverile che più rappresenta questo idillio è la zuppetta di piselli e patate che lo chef reinterpreta con raffinatezza, abbinando i sapori della terra alla ricciola scottata, affumicata al timo, servita con acqua di menta. Il piatto è un omaggio alle donne.

Zuppetta di piselli e patate con ricciola scottata e acqua alla menta

Lo stretto legame con l’Etna arriva invece con un altro piatto, il cappuccino di scampi con verdure spontanee (asparagi e cannatedda), spuma di mandorle e polvere di caffè.  Continue reading

Non si finisce mai di imparare. Mantarro, Guidara e il fattore umano nella cena a 4 mani dell’Eolian

 

Il confronto è sempre costruttivo. Chi dice che non si può imparare anche da un giovane? Una lezione di vita quella dello chef 2 stelle Michelin, Massimo Mantarro, del Principe Cerami di Taormina, che il 24 marzo scorso è stato protagonista di una cena a 4 mani all’Eolian Milazzo Ristorante insieme al giovane Davide Guidara, 24 anni, resident chef “Best in Sicily 2017” della meravigliosa struttura che sorge a Milazzo, a due passi dall’antico Castello della cittadina, con vista sulle isole Eolie.

Mantarro e Guidara hanno emozionato non solo con i loro piatti ma anche con le parole.  “Il bello di queste iniziative – ha commentato Mantarro – è che tutti abbiamo da imparare in ogni situazione. E’ molto importante il rapporto che si crea tra le persone e l’interscambio culturale. Sembra banale ma non lo è, si può imparare anche da un giovane”.

“E’ stata un’esperienza divertente e molto istruttiva – ha commentato Davide Guidara – e, al di là della professionalità indiscussa di Mantarro, ho scoperto una persona che ha un’umiltà da vendere. Per noi giovani lo chef stellato è una specie di divinità, invece in cucina Mantarro mi è sembrato un ragazzo, uno dei pochi che ancora si diverte a cucinare”.  Continue reading

La genialità di #OffFestival rivoluziona il modo di mangiare a Catania

Non convenzionale, a tratti geniale e rivoluzionario. Dal format all’architettura, dall’atmosfera all’arredamento di design, tutto a Fud Off è differente. A cominciare dal cibo. Chi sceglie Fud Off, sposa un progetto per lasciarsi trasportare dalla genialità e dalla spinta estrema della resident @chezmunita Valentina Chiaramonte, e dal fuoco di Andrea Graziano, inventore di FUD OFF e ancor prima di FUD, la bottega sicula che ha rivoluzionato il modo di mangiare a Catania e Palermo, e che presto arriverà anche nella capitale della moda e del divertimento, Milano.

La proposta di Fud Off, in via Santa Filomena a Catania, è innovativa e giovane, per questo piace. Dalle tapas al piatto gourmet, allo sfizio goloso, il passo è breve e tutto viene innaffiato dagli strepitosi cocktail di Domenico Cosentino, che mixano con audacia creatività e tradizione. Se il locale non è convenzionale, il Festival ideato da Andrea Graziano e Valentina Chiaramonte, con la giornalista Elisia Menduni, lo è ancora meno.

Lo chef Diego Rossi di Trippa Milano

Giunto al sesto appuntamento, OFF FESTIVAL è l’evento che mette insieme i cuochi ed i bartender più OFF d’Italia e richiama tantissimi appassionati. Il 18 marzo è stata la volta dello chef Diego Rossi di Trippa Milano e del bartender Benjamin F. Cavagna.

Il bartender Benjamin F. Cavagna

Non è mancato l’ospite a sorpresa, la nota chef Gaia Giordano di Spazio Milano Niko Romito. Tra asina, montone, vitello tonnato, trippa, radicchio e cocktail, la serata è stata un tripudio di emozioni sensoriali. Ad aprire la cena, la trippa fritta di Diego Rossi, morbida dentro, croccante fuori, profumata al pepe e rosmarino, che nasce dal ricordo di un piatto ligure.  Continue reading

Una giornata all’Abbazia Santa Anastasia alla scoperta di manna, vini e cucina del territorio

“Mangia, Bevi, Ama” bastano queste tre parole per sintetizzare i piaceri della vita. L’iniziativa è dell’Abbazia Santa Anastasia che ha messo in piedi un ricco calendario di eventi enogastronomici alla scoperta della bellissima struttura di Castelbuono che sorge sui ruderi dell’Abbazia medievale fondata nel XII secolo dal Conte Ruggero d’Altavilla. Fittissimo il calendario di appuntamenti con visite guidate, escursioni naturalistiche, ospiti e produttori. Dopo la cena “carciofi stellati”, con un menù a 4 mani in cui lo chef dell’Abbazia Antonio Bonadonna ha ospitato la chef stellata Patrizia Di Benedetto, domenica 11 marzo è stata la volta di “Manna all’occhiello” con l’esperto frassinicultore Giulio Gelardi. Grazie all’iniziativa dell’Abbazia, gli ospiti presenti hanno avuto la possibilità di scoprire tutti i segreti della manna – prodotto iscritto nel registro dei beni immateriali dell’umanità patrocinato dall’UNESCO – e  di trascorrere una giornata con persone davvero speciali, ciascuna innamorata del proprio lavoro. 

Giulio Gelardi

Giulio Gelardi, 68 anni, filosofo e frassinicultore di Pollina. Il padre estraeva la manna, lui è cresciuto tra i frassini, oggi è uno degli esperti più conosciuti e stimati. Gelardi, nel corso della piacevole giornata in Abbazia, ha raccontato tutti i segreti della manna che viene estratta dai frassini del territorio ed è strettamente legata alla storia e alla tradizione culturale madonita.  Lo studioso – che ha trovato il metodo di conservazione perfetto per questa preziosa sostanza – utilizza la manna in molteplici modi, per produrre tra l’altro cosmetici, creme curative, liquori e cioccolato.

Filomena Salerno, responsabile marketing e comunicazione dell’Abbazia Santa Anastasia, che ha fatto da “Cicerone” portando gli ospiti alla scoperta della bellissima struttura che sorge nel cuore delle Madonie. Filomena svolge il suo lavoro con passione e dedizione e, con i suoi racconti e le spiegazioni sui vini e sulla scelta del biodinamico, fa innamorare di volta in volta l’interlocutore del progetto che ha sposato quando è entrata a far parte dell’Abbazia.

Lo chef Antonio Bonadonna con Giulio Gelardi

Antonio Bonadonna, chef di lungo corso, che è entrato in cucina a soli 14 anni e non vi è più uscito. Tante esperienze nel territorio, ha iniziato in un albergo a Cefalù, ha ricevuto proposte per lavorare fuori dalla Sicilia, ma si dichiara troppo innamorato della sua terra per andar via. Nel cuore delle Madonie, c’è il lavoro che da 40 anni porta avanti con passione. La sua cucina è molto legata alla tradizione, la passione è nata dentro casa: “Mia madre iniziava all’alba a cucinare per la famiglia ed io osservavo i passaggi che faceva e le sue attenzioni in cucina, come quella di avere un piatto e una forchetta destinati solo per sbattere le uova delle sue preparazioni. Lei mi ha dato l’imput”. La cucina di Antonio Bonadonna è tradizione ma anche sperimentazione, al passo coi tempi. “Parto dagli ingredienti del territorio – ha affermato lo chef – per creare un menù. Nella mia cucina non possono mancare un buon olio extravergine di oliva e i formaggi”.

La giornata in Abbazia dedicata alla manna è iniziata presto con il percorso naturalistico nel parco aziendale tra quattrocento ettari di frassini, querce, roverelle, peri e mandorli selvatici, macchia mediterranea, oliveti e vigneti. La salutistica passeggiata, durata alcune ore, è stata occasione per respirare l’aria pura in una bellissima giornata quasi primaverile e per ritrovare il contatto con la natura attraverso la scoperta di erbette spontanee, vitigni e coltivazioni.

Di ritorno dall’escursione siamo stati accolti nel Ristorante “La Corte dell’Abate” che sorge all’interno dell’Abbazia, accanto alla Chiesetta. Lo chef Antonio Bonadonna – chiamato a confrontarsi con la manna – ha incantato gli ospiti con un menù sperimentale. L’entrée di benvenuto è tipico del palermitano dove non possono mancare le panelle. Lo chef unisce anche del broccolo in pastella. Il tutto accompagnato da Q1000 – Metodo Classico biologico da uve di Pinot Nero, 24 mesi sui lieviti.

Panelle e broccolo in pastella

 

Superlativo, fresco, ricco di profumi e colori, il lonzino alle erbe, cotto a bassa temperatura, accompagnato da zucca baffa in carpione, cipolla marinata, maionese con senape, polvere di olive nere e salsina al prezzemolo.

Lonzino alle erbe, zucca baffa in carpione e polvere di olive nere

Un inno al territorio e ai frutti che generosamente regala arriva con l’antipasto a base di cardi selvatici, lo sformatino di cardi e fonduta di formaggio al tartufo con chips di cardi e pomodorini confit.

Il vino in abbinamento è Terre di Anastasia – Metodo Classico biologico da uve Grecanico dorato, 36 mesi sui lieviti.

Il vino è elegante, fine e preciso al palato, con note floreali e fruttate, ricordo di crosta di pane e fieno.

In bocca è fresco, molto sapido, minerale.

Il Perlage è finissimo e persistente.

Sformatino di cardi selvatici e fonduta di formaggio al tartufo

I sedanini con farina di grani siciliani, pesto di sinapi e salsiccia croccante sono la perfetta rivisitazione di un piatto tradizionale della cucina povera, la verdura selvatica accompagnata dalla salsiccia.

Sedanini con farina di grani siciliani, pesto di sinapi e salsiccia croccante

Il piatto più atteso è il filetto di maialino al passito e manna con terrina di patate all’origano. Il piatto parla di Abbazia, di Madonie, di tradizione popolare e di buona agricoltura. Il piatto – che è stato proposto all’interno dell’iniziativa “A Palermo mangiare è cultura” – racconta di una selezione di carni pregiate, di una tradizione fatta di ricette semplici e gustose, di aromi della macchia mediterranea. Il tutto accompagnato dal tocco di carattere dei vini da agricoltura biodinamica. La ricetta porta con sé l’identità dei vini Abbazia: la dolcezza mai barocca di un passito prodotto con un antico metodo di produzione che prevede un affinamento di tre anni in sole barrique di secondo passaggio, da uve di Grecanico dorato in purezza.

Filetto di maialino al passito e manna con terrina di patate all’origano

Il secondo è accompagnato dallo Chardonnay biodinamico Sens(i)nverso, un vino complesso, elegante, di grande struttura.

Per stupire ancora, lo chef Bonadonna presenta anche il dolce a base di manna. Lo fa con un delizioso semifreddo di mandorle pizzute di Avola, crema alla cannella e crumble alla manna, sormontato da un cannolo di manna in purezza ricoperto da cioccolato fondente. Il vino passito Cinquegrani da uve biodinamiche di Grecanico dorato vendemmia 2013 conclude piacevolmente il pranzo all’Abbazia.

Semifreddo di mandorle pizzute di Avola, crema alla cannella e crumble alla manna, cannolo di manna al cioccolato fondente.

La giornata si conclude con la visita alle cantine dell’Abbazia in una domenica perfetta tra cultura, natura, vino e buon cibo. Iniziativa consigliata per chi vuole trascorrere una giornata o un weekend in perfetta armonia e relax.

I prossimi appuntamenti di “Mangia, Bevi, Ama” sono:

19 Marzo: Veggie! Orto madonita – con Agrietica. Regimi alimentari, stili di vita e buon umore. Agrietica e il progetto delle Madonie come ecorisorsa.

25 Marzo: So pretty, so slowly – con Davide Merlino e Lumaca Madonita. Caviale di lumaca e metodo classico. La storia di un prodotto straordinario che è un successo di bontà.

Per Info e prenotazioni

0921 672233/ 331 3248148

Per saperne di più: L’Abbazia Santa Anastasia sorge sui ruderi di un’antichissima abbazia medievale. Il nome di Santa Anastasia – martire del I sec. cristiano – le è stato conferito in epoca bizantina e a scopo augurale: etimologicamente Anastasia vuol dire “Resurrezione”.
Prima retta dai Teatini e poi dai Benedettini, qui i monaci producevano un vino molto richiesto dalle più importanti mense vescovili e baronali di Sicilia.
Negli ultimi decenni del XIX secolo l’Abbazia fu abbandonata. Negli anni ’80 del XX secolo sono stati avviati i lavori di costruzione della cantina, ristrutturata negli anni 2000, e negli anni ’90 i lavori che hanno portato alla luce un piccolo Relais di charme di 29 camere. La struttura è curata nei dettagli e dotata dei più comuni comfort. Oltre all’accoglienza delle camere e dello staff del Relais, ai piatti frutto della creatività dello Chef Antonio Bonadonna, è possibile godere di angoli dove rilassarsi: la sala lettura e musica, la sala biliardo, la piscina con idromassaggio, il solarium, e il parco di 400 ettari in cui è immersa la struttura, in cui si può fare una passeggiata a cavallo o a piedi tra i percorsi natura che si snodano dentro la tenuta.
Abbazia Santa Anastasia orienta le sue produzioni al rispetto della natura. Oltre al metodo biologico, da sempre applicato, e, in tempi recenti, il metodo biodinamico declinato nella forma tradizionale di Rudolf Steiner (filosofo austriaco XIX-XX sec.) considerato il padre di questa peculiare tecnica, l’utilizzo di energia pulita attraverso l’impianto di pannelli solari in silicio che coprono circa l’80% del fabbisogno energetico dell’azienda e il sistema di riciclo delle acque. Il metodo di coltivazione biologico e biodinamico consentono di portare in bottiglia vini dalle caratteristiche uniche, pura espressione dei territori da cui provengono.

“Taglia e Arrusti” la cucina di carne da allevamenti siciliani a San Cataldo

Carlo Rallo e Giancarlo Urso

“Taglia e Arrusti”, il nome é già evocativo. Nell’immaginario collettivo c’é la grigliata di carne che profuma di comfort food, la scampagnata con gli amici o con la famiglia, il divertimento di una giornata trascorsa in armonia. Sarà, forse, per questo che Carlo Rallo e Giancarlo Urso hanno scelto questo nome per il loro ristorante di carne, aperto tre anni fa a San Cataldo, a due passi da Caltanissetta. Taglia e Arrusti oggi é un punto di riferimento per tutti i buongustai del comprensorio e non solo. Specializzato in cucina di carne, dalle cotture più semplici alle più complesse, il ristorante offre anche una grande varietà di antipasti della cucina siciliana con ortaggi freschi, che rigorosamente rispettano le stagioni, e taglieri di salumi e formaggi. Da non perdere, tra gli antipasti, la battuta di scottona della casa che porta con sé i sapori tipici della nostra terra che variano a seconda dei periodi. Adesso potete trovarla accompagnata da una deliziosa salsa di fragole oppure con il tartufo. Per i secondi la scelta é ampia con polli allevati all’aperto in preparazioni classiche, selvaggina (quaglie, faraone), agnello, suino nero siciliano e svariati tagli di bovino. Dalla tagliata alla fiorentina, dal filetto alla griglia o in crosta di frutta secca (con pistacchi o mandorle) ai tagli meno pregiati che vengono valorizzati con la cottura e gli abbinamenti proposti dallo chef Rallo. Tra i piatti più richiesti anche l’entrecôte con arance rosse e cioccolato amaro di Modica. E per gli amanti delle interiora, le stigghiole di Taglia e Arrusti sono da provare assolutamente.  Continue reading

Il bello e il buono del nuovo “Cortile Pepe” di Toti Fiduccia. L’eccellenza a Cefalù

Intimo e accogliente, elegante e raffinato, il nuovissimo “Cortile Pepe” conquista al primo sguardo. Toti Fiduccia e la moglie Lidia Miraglia, hanno messo anima e cuore nel progetto di ristrutturazione dei nuovi locali siti in via Nicola Botta 15, nel cuore del centro storico di Cefalù. Entrando si resta colpiti dal fascino senza tempo della struttura e dalle pareti in pietra che rendono l’ambiente caldo e familiare. La cucina a vista – ampia e brillante negli arredi di ultima generazione curati da Electrolux, marchio leader nel settore – è  la scelta che fa la differenza e rende immediatamente partecipe l’ospite dell’esperienza di gusto che andrà a fare. Ogni particolare è curato nei dettagli e nel nuovissimo “Cortile Pepe” non potevano mancare il tavolo social, un  pezzo unico di design realizzato in pregiato legno da un artigiano del luogo, con vista privilegiata sulla cucina, e l’angolo bar in cui soffermarsi a gustare ottimi aperitivi o sorseggiare una coppa di champagne in attesa della cena.

Il tavolo social con vista sulla cucina

L’angolo bar di Cortile Pepe

Il ristorante è arredato con grande gusto, spiccano i tavoli in legno chiaro con le sedie scure. I coperti sono circa una trentina nella stagione invernale, in estate un po’ di più, grazie allo spazio esterno di cui dispone il nuovo locale. L’attenzione per il cliente è massima, non poteva essere altrimenti. Toti Fiduccia è un figlio d’arte, cresciuto nel ristorante del padre dove accoglieva la clientela, con il sorriso e la professionalità che ancora oggi sono i suoi tratti distintivi.  Continue reading