Stuzzicherie di pesce in riva al mare, a Palermo apre Fud Bocs

Il primo giugno a Palermo apre i battenti il nuovo Fish Bar firmato da Fud Bottega Sicula. La proposta di Fud Bocs è semplice e contemporanea e in linea con la bella stagione in cui è piacevole gustare stuzzicherie in riva al mare. Al Fud Truck, che è stato allestito vicino al container-bar del NautoscopioArte, si potranno gustare una selezione di preparazioni golose e giocose ispirate al mare, che raccontano il territorio siciliano in chiave informale: fritti, fish burger e hot dog di pesce. Gianluca Cigna, Claudio Bica e Andrea Graziano, soci di Fud Bottega Sicula in Piazza Olivella, sono le menti del progetto.

Il mondo Fud si arricchisce di un nuova esperienza, questa volta in versione estiva e marina – spiega l’imprenditore catanese Andrea Graziano, ideatore del marchio FUD – l’intento è quello di giocare con nuovi ingredienti rispettando sempre la nostra filosofia: filiera corta, piccole produzioni, l’amore per l’eccellenza, un servizio attento ma smart e delle proposte golosissime tutte da provare”.

Un luogo, quello del Nautoscopio con la sua rassegna NautoscopioArte, molto amato da palermitani e turisti che ha restituito alla città quel pezzo di mare in centro storico di cui molti si erano dimenticati.  Complice del successo l’installazione artistica e architettonica di Giuseppe Amato, ormai divenuta un totem nel waterfront del Foro Italico, una vera e propria casa-osservatorio per godere della vista del mare e della città.

NautoscopioArte, con il suo cocktail bar, è un appuntamento must delle serate estive palermitane, divertente e chic al tempo stesso si arricchisce ad ogni stagione di una interessante  ed originale programmazione di arte, musica e spettacolo che attinge dai migliori talenti locali e non solo, diventando la location ideale per un aperitivo o una cena rilassante al riparo dalla calura estiva.

Alla scoperta di Cortile Arabo, l’Osteria di charme che veste Tizzini e Thalass

Spiagge dorate, acque cristalline, un borgo di pescatori incantato, tra i più suggestivi della Sicilia sudorientale. Questo è Marzamemi, frazione marinara in provincia di Siracusa, dove è facile lasciare un pezzo di cuore. Il nome deriva dal’arabo Marsà al hamene e significa “Rada delle tortore”. In questo paradiso naturalistico, a ridosso di una scogliera, sorge “Cortile Arabo”, un ex casetta di pescatori ristrutturata secondo i dettami paesaggistici dei luoghi e diventata un ristorante di charme, molto apprezzato non solo dai turisti ma soprattutto dai siciliani.

Il Cortile Arabo unisce all’incanto del luogo, il sacro rito dell’accoglienza e dell’ospitalità siciliana fatta di sorrisi. Santo Paternostro e la moglie Mariangela Fronterrè sanno raccontare il fascino e la storia di quei luoghi come pochi altri e ti ritrovi a chiacchierare amabilmente fino a tarda notte, come se il tempo non passasse. Imprenditore del settore, lui, che già in passato ha gestito due attività a Marzamemi, insegnante lei, Santo e Mariangela non si sono accontentati di gestire il locale come un comune ritrovo turistico, ma hanno intrapreso una strada più impegnativa, investendo sulla ristorazione di qualità, e stanno già raccogliendo i primi frutti, portando in alto il nome del “Cortile Arabo”.

Per far questo, ormai da 6 anni hanno puntato sul giovane chef, Massimo Giaquinta, nato a Nairobi da mamma kenyota e papà siciliano. La multiculturalità fa parte del suo essere ma è forte l’impronta della cucina siciliana rivisitata in chiave innovativa. La selezione delle materie prime, in particolare del miglior pesce che arriva dal mare antistante, le tecniche di cottura e l’unione dell’antico con il moderno, sono le caratteristiche principali della sua cucina. Massimo Giaquinta guarda il mare e da lì trae ispirazione, punta a stupire con le sue interpretazioni personalissime dei piatti, mai banali, gioca con le consistenze e le temperature, ma imprescindibile nella sua cucina è il rispetto dell’ingrediente. Nella sua brigata, ci sono il fratello Giuseppe che riveste l’importante ruolo di sous chef, Salvatore Aniello e Giovanni Fisicaro.

Da pochi giorni il Cortile Arabo ha stretto un’importante collaborazione con il brand siciliano Tizzini e si è vestito di eleganza attraverso pezzi unici d’autore. L’artista Tiziana Tizzini ha realizzato in esclusiva per il locale di Marzamemi un raffinato tovagliato in lino bianco e avorio con applicazioni di specchietti, cianciane, giummie, passamanerie.  Continue reading

Il mare dentro…la cucina gourmet dello chef Paolo Romeo

 

Il mare è nei suoi piatti. Paolo Romeo parte da lì, dalla ricerca dell’ingrediente interpretato con semplicità, nel rispetto della sua freschezza e dei suoi profumi. I suoi piatti sono ricercati nella presentazione, nell’equilibrio di sapori e colori. Ama i crudi di pesce e riesce ad abbinarli con eleganza a frutta e formaggi.

Chips di rapa rossa con tartare di ricciola

Ama sperimentare e creare abbinamenti sempre diversi. Nato e cresciuto in riva allo Stretto di Messina, Paolo Romeo quel mare lo ha dentro e lo ha portato con sé nelle numerose esperienze in Italia e all’estero. Ritornato nella sua città da poche settimane, ha un obiettivo, far conoscere la sua cucina gourmet in cui riesce a mixare abilmente estro e sicilianità, cucina classica e cucina contemporanea. E’ executive chef presso il Grecale Ristorante Italiano, del gruppo ristorativo Kajiki Ristorante Giapponese, Villa Laura Resort e Kon Gusto Catering di Francesco Rella e Fabrizio Natoli. 

Francesco Rella, Paolo Romeo, Fabrizio Natoli

Con il piatto “Viaggio in Sicilia” nel 2017 ha trionfato al Campionato italiano Bia Cous Cous, nella gara tra sei chef tutta “azzurra” che si è svolta nell’ambito della 20^ edizione del Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo.

Viaggio in Sicilia

Paolo ha conquistato nella sua carriera altri importanti riconoscimenti, come la medaglia di bronzo alle Olimpiadi della cucina di Elfut in Germania nel 2004 e la medaglia d’argento ai campionati italiani di Brescia nel 2005.

La brigata di cucina del Grecale, Kajiki

Al Grecale di Messina è arrivato con un bagaglio di esperienze significative e stage con importanti esponenti della cucina italiana, come Massimo Bottura e Davide Oldani. L’esperienza di gusto è assicurata. Lasciatevi coccolare dai suoi sorprendenti antipasti che giocano molto sulle consistenze.  Continue reading

L’emozione è nel luogo e nella cucina del territorio. “Le Calette” di Cefalù tra mare e natura per una vacanza relax

La bella stagione è appena iniziata in Sicilia e tra le mete più gettonate nelle preferenze degli stranieri, e non solo, c’è la splendida Cefalù. Tra mito, storia, natura e un mare limpidissimo, la cittadina offre la vacanza ideale per tutti. Tra i luoghi che meritano di essere raccontanti e consigliati per una vacanza di mare e relax c’è il luxury hotel di Cefalù “Le Calette”, una struttura che ha da poco conquistato le 5 stelle e che gode di un setting naturale da fare invidia, a ridosso del mare, con 4 spiaggette private con vista sui Faraglioni, che sono riservate ai clienti della struttura: Caletta selvaggia, Caletta lounge, Caletta presidiana e Lido.

Caletta Selvaggia

L’Hotel – che è a soli 2 km dalla Cattedrale Normanna, nel centro storico di Cefalù – ha un panorama da sogno, da una parte la Rocca, dall’altra il porticciolo turistico Presidiana. L’accoglienza dei proprietari Francesca Cacciola e Angelo Miccichè è squisita, così come la professionalità del Direttore di grande esperienza Keswan Monien che cura con estrema precisione ogni piccolo particolare, affinchè la vacanza sia come la si è immaginata, perfetta e rigenerante.

Lo chef Nunzio Tomasello con il Direttore Keswan Monien

Keswan Monien – che in passato ha lavorato al Grand Hotel Villa Igiea di Palermo e che da alcuni mesi è arrivato a Le Calette – punta molto sulle grandi potenzialità della struttura. Oltre alla naturale collocazione dell’hotel, ci sono innumerevoli servizi per i clienti, dal mare alla piscina con vista, dal gazebo con i servizi benessere al campo da tennis fino all’organizzazione delle escursioni in tutta la Sicilia.  Continue reading

In viaggio da Ragusa all’Alto Adige con la cucina stellata di Claudio Ruta e i bianchi di Nossing

 

La cucina può tutto. Può farti fare un viaggio enogastronomico percorrendo territori molto distanti, pur restando immobile; può regalarti emozioni e allo stesso tempo conoscenza. Perché la conoscenza è la cosa più bella a cui possiamo aspirare. Così ogni incontro organizzato a Ragusa dal Ristorante “La Fenice” di Mauro Malandrino è una nuova scoperta. Si parte da una certezza, l’ottima “cucina del territorio” dell’executive chef Claudio Ruta, 1 stella Michelin, che riesce sempre a sorprendere per il lavoro di innovazione e sperimentazione legato agli abbinamenti coi vini proposti.

Lo chef Claudio Ruta

Le serate vengono organizzate in collaborazione con cantine vitivinicole di tutta Italia ed è piacevole scoprire territori di volta in volta differenti con le loro peculiarità. Non a caso, ma per grande passione e visione d’insieme, il Ristorante “La Fenice” ha una cantina di pregio con oltre 900 etichette, selezionate dal sommelier Fabio Gulino.

Fabio Gulino

Dietro l’organizzazione di ogni evento c’è una lunga preparazione, dallo studio delle cantine a quello dei piatti che verranno scelti per la degustazione. “I miei abbinamenti nascono assaggiando i vini per capirne le peculiarità a livello organolettico – spiega lo chef stellato Ruta – con l’idea di stupire i nostri ospiti e offrire novità e cose particolari”.

Il connubio cibo vino è stato il tema della serata Gemme Altoatesine. I Bianchi di Nössing che si è svolta il 21 aprile scorso al Ristorante dell’Hotel Villa Carlotta. Un viaggio lungo tutto lo Stivale che partendo dalla Sicilia, ci ha condotti in Alto Adige, all’interno della Valle Isarco, sulla collina di Bressanone, dove l’azienda di Manni Nössing produce i suoi vini. In questo territorio è possibile trovare alcune delle più importanti varietà autoctone tradizionali dell’Alto Adige: tra queste il Kerner, un vitigno aromatico a bacca bianca tradizionalmente acclimatato in area tedesca, austriaca e svizzera. Manni Nössing, giovane e appassionato vignaiolo, proveniente da una famiglia da sempre dedita all’agricoltura, è considerato oggi uno dei migliori bianchisti d’Italia.

“L’azienda produce solo bianchi, e questa è una fortuna” – ha spiegato l’enologo Vincenzo Bambina che ha  preso parte alla serata. “Prima amavo i rossi, – ha spiegato l’enologo siciliano – poi, girando il mondo, mi sono innamorato dei bianchi. I bianchi di Manni Nössingsono buoni perché il territorio è vocato con un’estensione di circa 350 ettari che vanno tutti in bottiglia”.  Continue reading

Belmond apre la stagione a Taormina con importanti novità per il Grand Hotel Timeo e Villa Sant’Andrea

Taormina apre alla bella stagione con grandi novità firmate Belmond, i luxury Hotel che sorgono in alcune delle destinazioni più affascinanti e interessanti del mondo. Fondato quasi 40 anni fa, il portfolio unico di Belmond oggi comprende 49 hotel e continua a rafforzare la sua presenza di prestigio nel territorio. In un anno di centralità della Sicilia tra le mete turistiche internazionali, Belmond investe sulle sue proprietà taorminesi: l’Hotel Timeo e il Belmond Villa Sant’Andrea.

La grande novità del Belmond Grand Hotel Timeo, riaperto lo scorso 23 marzo, è che, per la prima volta dopo tanti anni, prolungherà la stagione di attività, restando aperto fino al 3 gennaio 2019. Taormina è meta di turismo anche durante le festività natalizie, da qui la necessità di andare incontro alle richieste dell’utenza.

“Il prolungamento di stagione del Grand Hotel Timeo – afferma Stefano Gegnacorsi, General Manager del Belmond Grand Hotel Timeo, – è un esperimento coraggioso, ma siamo convinti che rappresenti un messaggio positivo all’intera comunità, dato che si prospetta una stagione da record per le nostre strutture, per la città di Taormina e per tutta la Sicilia”.

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Marco Baglieri, l’orgoglio di rappresentare la cucina siciliana nella Capitale del Barocco

L’emozione traspare dai suoi occhi. Marco Baglieri, chef patron del “Crocifisso”, a pochi giorni dalla riapertura, seguita alla ristrutturazione degli storici locali in via Principe Umberto, a Noto, non nasconde quel turbinio di sentimenti che lo hanno attraversato in questi mesi. Oggi ha il locale che ha sempre sognato, dove trascorre tutte le sue giornate. Marco è soddisfatto dell’opera di restyling e pronto a ricominciare un nuovo corso.

Si tratta della naturale evoluzione di quello che ha costruito negli anni a Noto, splendida capitale del Barocco siciliano, ricca di storia e cultura.

Insieme all’architetto Vincenzo Ignaccolo, dello studio di architettura Vi+M di Milano, ha immaginato e realizzato la nuova veste del “Crocifisso” che oggi gode di spazi più ampi, per i suoi 42 posti a sedere.

L’architetto si è ispirato alle ville storiche siciliane, ricche ed eleganti, lasciando spazio alle cromie neutre dell’insieme, impreziosite dai colori degli arredi.

Raffinato, intimo, avvolgente, il Crocifisso racconta l’eleganza della Sicilia di un tempo, attraverso la modernità del raffinato design made in Italy, e la concretezza del suo chef che, attraverso i piatti, racconta la Sicilia che ama.

La tradizione della cucina isolana viene reinterpretata da Baglieri, non per stupire il commensale, ma per accompagnarlo in un viaggio in Sicilia, alla scoperta della storia e delle tradizioni, in un perfetto equilibrio di sapori. Al centro di tutto c’è il nostro patrimonio gastronomico. L’apparenza di un piatto perfetto alla vista, troppo elaborato ai limiti dell’eccesso, ideato con la sola voglia di catturare l’attenzione del commensale, non appartiene al suo modo di essere. La sua cucina è quella che emoziona attraverso un piatto sussurrato dai ricordi e conquista per l’equilibrio e il gusto ritrovato della più autentica cucina sicilianaContinue reading

La Primavera al Sabir Gourmanderie profuma di territorio e custodisce la memoria

La natura torna protagonista della cucina del Sabir Gourmanderie di Seby Sorbello – chef patron dell’elegante Ristorante che sorge a Zafferana Etnea all’interno del Parco dei Principi Resort – e lo fa con l’arrivo della bella stagione, che porta con sé la spontaneità e i profumi della rinascita. Gli ingredienti di eccellenza del territorio e le erbette spontanee, che crescono alle pendici dell’Etna (se ne contano oltre 100 tipologie), caratterizzano il menù di primavera che Sorbello ha presentato alla stampa di settore.

In ogni piatto è stato possibile cogliere le sfumature della stagione appena iniziata in un emozionante viaggio sensoriale alla riscoperta del contatto con la natura, rapiti dai profumi del Vulcano. Una cucina di eccellenza quella di Seby Sorbello “ma non chiamatela “gourmet”.

Lo chef Seby Sorbello

“La mia è una cucina moderna, in poche parole è un ammodernamento della tradizione” – spiega lo chef zafferanese che, attraverso i suoi piatti, vuole custodire la memoria della tradizione culinaria di famiglia e condividere i suoi ricordi, legati alla cucina della nonna con cui ha trascorso i momenti felici della sua infanzia. Uno dei piatti del menù primaverile che più rappresenta questo idillio è la zuppetta di piselli e patate che lo chef reinterpreta con raffinatezza, abbinando i sapori della terra alla ricciola scottata, affumicata al timo, servita con acqua di menta. Il piatto è un omaggio alle donne.

Zuppetta di piselli e patate con ricciola scottata e acqua alla menta

Lo stretto legame con l’Etna arriva invece con un altro piatto, il cappuccino di scampi con verdure spontanee (asparagi e cannatedda), spuma di mandorle e polvere di caffè.  Continue reading