Le Degustazioni del Tiranno. La creatività di Valentina Galli incontra i vini Feudi del Pisciotto

Più matura e consapevole delle sue capacità, sempre creativa e raffinata. Sono trascorsi quasi 2 anni dal primo incontro con Valentina Galli, la chef del Tiranno Caportigia Restaurant a Siracusa. Viene da Milano ma ormai da diversi anni vive in Sicilia, terra che le ha rubato il cuore.

Ritorno al Tiranno Caportigia Restaurant per partecipare ad una delle serate denominate “Le Degustazioni del Tiranno”. La cucina di Valentina Galli incontra i vini della cantina Feudi del Pisciotto. Trovo continuità, vedo un progetto di crescita importante che fa capo proprio a Valentina, la cheffina – come ama farsi chiamare lei. Dietro c’è una proprietà lungimirante e sempre attenta a creare eventi di spessore per far conoscere il ristorante ad un pubblico sempre più ampio.

I vini Feudi del Pisciotto degustati durante la serata

Ortigia è piena di locali, ce n’è uno in ogni angolo, ma a fare la differenza è la qualità e la voglia di mettersi in gioco e stupire il cliente con proposte sempre nuove. Tutte le pietanze presentano i sapori e gli odori della nostra terra, con contaminazioni internazionali.

Tra le principali novità che ho trovato c’è innanzitutto il sushi “siciliano” che è entrato da circa 6 mesi ad arricchire l’offerta gastronomica del Ristorante. Non un sushi qualunque ma una proposta che mette insieme l’ispirazione giapponese, tanto cara a Valentina, con la sicilianità. Il sushi è montato al momento, dunque impegnativo, ed è la vera chicca presente sia nell’aperitivo che nel menù degustazione, che in quello alla carta.

Valentina dice “mi piace fare, non mi piace strafare“. Il sushi lo preparava già nel 2012 a Torino, oggi consapevole di quel che è diventata, lo ripropone in Sicilia in veste nuova. Tra le altre novità, c’è l’introduzione della tecnica della sferificazione che rende ancora più importante il pensiero che c’è dietro i suoi piatti. C’è lavoro, c’è passione, c’è la voglia di continuare a stupire. E poi c’è una proposta che non annoia mai… per ogni serata che rientra nelle Degustazioni del Tiranno, Valentina sforna piatti nuovi in abbinamento ai vini proposti. Il menù cambia spesso seguendo le stagioni. Un vulcano di idee! 

Valentina Galli

“La filosofia è quella, faccio piccoli passi alla volta, niente fuochi d’artificio” – commenta Valentina. Il suo motto è fare gradualmente per fare bene e non fare passi falsi. “Certo, oggi sono più spinta, rispetto a quando sono arrivata – afferma ancora – ma sempre nella consapevolezza delle cose che posso fare bene”.

La cena non delude le aspettative, i piatti sono eleganti, equilibrati, mixati ad arte per non far prevalere un ingrediente a discapito di un altro. Si comincia con il “Crudo di mazzancolle, evo queen nero, sale alle fave di cacao, cicoria, dressing di ciliegie”, abbinato a Davolarosa, spumante rosè, metodo charmat, dal carattere siciliano, ottenuto da uve Nero d’Avola in purezza delle vigne di Feudi del Pisciotto. L’acidità delle ciliegie, il gusto e la doppia consistenza della cicoria regalano carattere al piatto. La bollicina dell’azienda di proprietà di Panerai è elegante, il perlage è fine e persistente, il profumo intenso.

La “Triglia cotta dolcemente in crosta di mandorle di Avola” va a nozze con il gusto della cipolla rossa di Tropea a 65°. In abbinamento c’è lo Chardonnay Feudi del Pisciotto, vino che fa parte della “Collezione Stilisti”.

L’etichetta è disegnata da Alberta Ferretti che insieme ad altri stilisti, con questa iniziativa, contribuisce alla restaurazione del patrimonio artistico siciliano.

Audace e perfettamente riuscito l’abbinamento di sapori dei primo piatto firmato da Valentina, in abbinamento al Grillo della cantina vitivinicola siciliana. Il “Tortello fatto in casa ripieno di burrata e timo, scampi, colatura di alici di Cetara, asparagi, bottarga di tonno” è un tripudio di sapori.

Il vino è strutturato, aromatico e fresco con sentori di rosmarino e salvia ma anche di agrumi. L’etichetta è disegnata da Carolina Marengo.

Grande qualità della materia prima – che caratterizza tutti i piatti – anche per il “Baccalà morro extra, cotto a bassa temperatura, salsa di agrumi di Sicilia e caffè, frozen di rosa e violetta” servito in abbinamento al Merlot Feudi del Pisciotto che al palato è persistente e avvolgente.

A sorpresa arriva anche una selezione di dolci buonissimi, dal cremoso alle mandorle su biscotto sablé breton, al dolce con crema al pistacchio, al frozen al limone IGP di Siracusa con caviale di cioccolato alla creme brulée alla vaniglia con caviale di cetriolo. 

In sala c’è armonia, il servizio è attento e professionale. La sintonia tra sala e cucina si percepisce subito e il merito è della deliziosa presenza della maître e sommelier Barbara Tamagni, molto preparata e attenta alle necessità della clientela.

Alla serata ha preso parte Sergio Ardito, dell’area manager di Feudi del Pisciotto che ha presentato l’azienda, raccontando la storia del viaggio che ha avuto inizio in Toscana per approdare in Sicilia, grazie alla passione del patron Paolo Panerai che negli anni’70 ha creato il gruppo Domini Castellare di Castellina, composto da 4 prestigiose cantine: la prima e storica Castellare di Castellina, fondata nel 1979 nel Chianti classico; Rocca di Frassinello, in Maremma Toscana; Feudi del Pisciotto e Gurra di mare in Sicilia. Quattro aziende con un unico enologo Alessandro Cellai, unico in Italia ad essere stato insignito per più di 40 volte con i 3 Bicchieri del Gambero Rosso.

(Le foto della serata sono di Max Puleo)

Il Tiranno
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