Wine experience al Relais San Giuliano con i vini “Cortese”

Un’elegante dimora di charme ai piedi dell’Etna ha ospitato la wine experience dell’azienda agricola Cortese, di Marina e Stefano Girelli, già proprietari delle cantine Feudo di Santa Tresa.

Il Relais San Giuliano, inaugurato a luglio scorso a Viagrande, in provincia di Catania, ha fatto da incantevole cornice all’evento organizzato dalla brand ambassador dell’azienda vitivinicola, Maria Rosaria Nucifora, che insieme all’enologo Stefano Chioccioli, ha accompagnato gli ospiti in un viaggio sensoriale nel mondo del vino.

Prima la degustazione tecnica, poi la cena a bordo piscina alla scoperta dei vini Cortese, prodotti a Vittoria, nel ragusano, un territorio primitivo che si caratterizza per la sua capacità di resistere, adattarsi e rinnovarsi.

Il biologico per l’azienda è più che una scelta, è una questione di sensibilità, attenzione e rispetto del territorio che si rinnova ogni giorno attraverso la scelta di metodi di fertilizzazione naturali e di tecniche di coltura e vinificazione tradizionali, come la fermentazione in orcio di terracotta, che viene dalla cultura greca.

Imprescindibili per l’azienda sono il rispetto della biodiversità e la continua ricerca. Marina e Stefano Girelli, che dal 2002 sono proprietari dell’antica tenuta di Santa Tresa, hanno da poco intrapreso questa nuova sfida, rilevando il brand “Cortese” e mantenendo il nome che ha una lunga storia iniziata a Vittoria in contrada Sabuci nel 1930.

Stefano Girelli

Alla domanda sul perché hanno scelto la Sicilia per produrre vini, Stefano risponde: “Dopo tre generazioni nel vino, la Sicilia è una tappa obbligata”. C’è un grande amore per l’essenza di questa terra e per il suo terroir unico, e un obiettivo, quello di recuperare l’unicità del territorio e dei suoi frutti. 

L’azienda produce la linea “Nostru” dalle linee vivaci e allegre che raccontano l’essenza mediterranea attraverso etichette allegre e cariche di significato. Ne fanno parte:

  • – il Catarratto lucido, dalla spiccata acidità e un bouquet che ricorda il gelsomino e il garofano, le erbe aromatiche, la mandorla e la frutta bianca. Il suo nome deriva dalla lucidità della buccia, in etichetta un colorato asinello che rappresenta l’anima del lavoro nei campi, fonte di vita e ricchezza.
  • – il Carricante, il cui nome richiama la produttività del vitigno lasciato crescere senza controllo, ha una grande struttura e sapidità, richiama sentori di frutta bianca, agrumi e fiori di zagara. In etichetta si fa ammirare il Duomo San Giorgio di Ragusa che racconta il barocco siciliano in tutta la sua bellezza.
  • -il Nerello mascalese, dal colore rosso rubino, ha una spiccata mineralità e sentori di bacca rossa. Il nome della varietà deriva dal piccolo comune di Mascali, in provincia di Catania, ma negli ultimi anni la sua produzione si è diffusa anche in altre aree della Sicilia. In etichetta l’agave incarna lo spirito del territorio che riesce a sopravvivere in ogni condizione, non dimenticando di esplodere in una torre fiorita.

Vi è poi “La Selezione” con vini di classe dalla linea elegante. Ne fanno parte:

  • -Vanedda, bianco con uve catarratto e grillo, fermentate sulle bucce, come una volta. Il bouquet richiama il cocco e la frutta tropicale. In bocca è ricco e persistente.
  • -Sabuci, cerasuolo di Vittoria classico Docg, con uve di nero d’avola e frappato, sentori di ciliegia, melograno e frutti di bosco, richiama il nome della contrada dove l’azienda è ubicata dal 1930.
  • -Senia, nero d’avola, con note fruttate di marasca, prugna e more, liquirizia e carrube. Le uve provengono da vigneti di circa 15-30 anni d’età.

 

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