Marco Baglieri, l’orgoglio di rappresentare la cucina siciliana nella Capitale del Barocco

L’emozione traspare dai suoi occhi. Marco Baglieri, chef patron del “Crocifisso”, a pochi giorni dalla riapertura, seguita alla ristrutturazione degli storici locali in via Principe Umberto, a Noto, non nasconde quel turbinio di sentimenti che lo hanno attraversato in questi mesi. Oggi ha il locale che ha sempre sognato, dove trascorre tutte le sue giornate. Marco è soddisfatto dell’opera di restyling e pronto a ricominciare un nuovo corso.

Si tratta della naturale evoluzione di quello che ha costruito negli anni a Noto, splendida capitale del Barocco siciliano, ricca di storia e cultura.

Insieme all’architetto Vincenzo Ignaccolo, dello studio di architettura Vi+M di Milano, ha immaginato e realizzato la nuova veste del “Crocifisso” che oggi gode di spazi più ampi, per i suoi 42 posti a sedere.

L’architetto si è ispirato alle ville storiche siciliane, ricche ed eleganti, lasciando spazio alle cromie neutre dell’insieme, impreziosite dai colori degli arredi.

Raffinato, intimo, avvolgente, il Crocifisso racconta l’eleganza della Sicilia di un tempo, attraverso la modernità del raffinato design made in Italy, e la concretezza del suo chef che, attraverso i piatti, racconta la Sicilia che ama.

La tradizione della cucina isolana viene reinterpretata da Baglieri, non per stupire il commensale, ma per accompagnarlo in un viaggio in Sicilia, alla scoperta della storia e delle tradizioni, in un perfetto equilibrio di sapori. Al centro di tutto c’è il nostro patrimonio gastronomico. L’apparenza di un piatto perfetto alla vista, troppo elaborato ai limiti dell’eccesso, ideato con la sola voglia di catturare l’attenzione del commensale, non appartiene al suo modo di essere. La sua cucina è quella che emoziona attraverso un piatto sussurrato dai ricordi e conquista per l’equilibrio e il gusto ritrovato della più autentica cucina siciliana

Così, se vi recate al Crocifisso, dovete certamente provare la “pasta alla norma” o quella “con le sarde”. Quei piatti che tutti prepariamo in casa ma che, se fatti con amore, lasciano impresso un ricordo indelebile nella memoria. Perché a fare un piatto siamo bravi tutti, ma la differenza sta nella cura dei dettagli. Per la sua “Norma”, Baglieri utilizza la pasta trafilata con farina Russello, le melanzane fritte al momento, una salsa cotta nel rispetto dei suoi tempi, la migliore ricotta e un dettaglio che la rende unica e differente, la crema di melenzane affumicate alla base.

C’è poi in Baglieri anche la voglia di far tornare il commensale ai gesti della cucina domestica. Allora perché non proporre dei piccoli finger food che si mangiano rigorosamente con le mani, come il panino con panelle e gambero rosso, rigorosamente crudo, servito come antipasto.

Pane, panelle, gambero rosso

Tratto da “la cucina di casa” c’è anche la polpettina di patate, che diventa uno sfizio gourmet, passata nel pane panko, fritta e servita su una deliziosa salsa aioli.

Polpettina di patate su salsa aioli

E che dire di una ricetta classica sapientemente rivisitata come il carciofo alla Giudia? Nelle mani di Marco diventa un capolavoro sorprendente, difficile da dimenticare, in abbinamento ad una maionese di mandorle e alla polvere di liquirizia.

Carciofo alla Giudia

Interessante l’accostamento di sapori del caciocavallo trasformato in una cremosa fonduta, delle cozze scoppiate, del broccoletto saltato, e della croccante cialda al nero di seppia. Assoluta bontà, da mangiare in un sol boccone per gustare tutti gli elementi del piatto, come suggerito dallo chef.

Caciocavallo, cozze, broccoletto, cialda di nero di seppia

Con la ricciola pescata nei mari siciliani ritroviamo un’altra interessante rivisitazione di un piatto classico che diventa “intenso”, la matalotta, ricordo della cucina della nonna dello chef. Il pesce è servito su una deliziosa salsa preparata con capperi, cipolla e pomodoro e ricoperto da una crosta di olive nere.

Con la scelta dell’agnello, Baglieri ripercorre la tradizione della Pasqua appena trascorsa. Il carrè, servito con lo stinco, è accompagnato da una spuma di patate cotte con burro affumicato, cime di rapasalsa demi-glace.

Agnello, spuma di patate, cime di rapa

A concludere l’emozionante percorso gastronomico, un tiramisù, dolce classico ma rielaborato in modo innovativo con gelo al caffè, pan di Spagna con bagna al Marsala siciliano, crumble di biscotto salato e spuma di mascarpone.

Tiramisù

Al Crocifisso tante persone lavorano ogni giorno in piena sintonia, alla ricerca dell’eccellenza. Impeccabile lo chef Baglieri, attento il servizio in sala, molto professionale il sommelier Gian Marco Iannello, ben fornita la cantina di vini del Ristorante.

Gian Marco Iannello

Adesso non resta che tornare nuovamente nella capitale del Barocco per provare anche le specialità della nuova carta dei dolci, affidata alla competenza del pastry chef Enrico Brancato.

Marco Baglieri si definisce con orgoglio l’ultimo degli chef tradizionalisti. “A me piace tutta la cucina siciliana. Noi siamo legati alla tradizione. Vorrei trasferire questo agli ospiti del mio ristorante” – afferma Baglieri.

Il risultato è eccellente, il Crocifisso, che fa parte degli esclusivi Ristoranti dell’Associazione “Le Soste di Ulisse”, è consigliato per chi ama assaporare la cucina siciliana, dove al primo posto ci sono il rispetto della tradizione e una grande attenzione per la materia prima.

Ristorante Crocifisso

Via Principe Umberto 48, Noto (SR)

Tel. (+39) 0931. 571151 Mobile (+39) 338.8530241

info@ristorantecrocifisso.it

Aperto a pranzo e cena tutti i giorni escluso mercoledì

 

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