La genialità di #OffFestival rivoluziona il modo di mangiare a Catania

Non convenzionale, a tratti geniale e rivoluzionario. Dal format all’architettura, dall’atmosfera all’arredamento di design, tutto a Fud Off è differente. A cominciare dal cibo. Chi sceglie Fud Off, sposa un progetto per lasciarsi trasportare dalla genialità e dalla spinta estrema della resident @chezmunita Valentina Chiaramonte, e dal fuoco di Andrea Graziano, inventore di FUD OFF e ancor prima di FUD, la bottega sicula che ha rivoluzionato il modo di mangiare a Catania e Palermo, e che presto arriverà anche nella capitale della moda e del divertimento, Milano.

La proposta di Fud Off, in via Santa Filomena a Catania, è innovativa e giovane, per questo piace. Dalle tapas al piatto gourmet, allo sfizio goloso, il passo è breve e tutto viene innaffiato dagli strepitosi cocktail di Domenico Cosentino, che mixano con audacia creatività e tradizione. Se il locale non è convenzionale, il Festival ideato da Andrea Graziano e Valentina Chiaramonte, con la giornalista Elisia Menduni, lo è ancora meno.

Lo chef Diego Rossi di Trippa Milano

Giunto al sesto appuntamento, OFF FESTIVAL è l’evento che mette insieme i cuochi ed i bartender più OFF d’Italia e richiama tantissimi appassionati. Il 18 marzo è stata la volta dello chef Diego Rossi di Trippa Milano e del bartender Benjamin F. Cavagna.

Il bartender Benjamin F. Cavagna

Non è mancato l’ospite a sorpresa, la nota chef Gaia Giordano di Spazio Milano Niko Romito. Tra asina, montone, vitello tonnato, trippa, radicchio e cocktail, la serata è stata un tripudio di emozioni sensoriali. Ad aprire la cena, la trippa fritta di Diego Rossi, morbida dentro, croccante fuori, profumata al pepe e rosmarino, che nasce dal ricordo di un piatto ligure. 

La trippa fritta di Diego Rossi

Il vitello tonnato dello chef milanese era il piatto più atteso e non ha deluso le aspettative, anzi ha convinto tutti.

Il vitello tonnato di Diego Rossi

Così come la fregola sarda con ragù di montone e la vignarola con animelle e guanciale.

La fregola sarda con ragù di montone

La Vignarola di Diego Rossi

“Faccio da mangiare quel che mangerei io” – racconta Rossi. “Mi ero stufato dei ristoranti di grande livello che non mi emozionavano più. Preferivo le vecchie osterie e i locali decadenti dove c’erano le emozioni più sincere”. Così Rossi spiega la scelta di Trippa Milano.

Radicchio e mandorle di Gaia Giordano

I piatti di Rossi hanno emozionato il pubblico presente, tanto quanto quelli di Gaia Giordano, che ha preparato un sorprendente radicchio brasato accompagnato dalla mandorla, elemento tanto presente nel piatto, quanto prezioso nell’equilibrio finale, e di Valentina Chiaramonte. Convincente, concreta, “estrema” la @chezmunita palermitana non ha sfigurato dinnanzi ai colleghi di maggiore esperienza. La sua tartare di asina  sapientemente abbinata ad una salsa estrema al coriandolo e all’arancia candita è stata tra i piatti più apprezzati della serata. Con questo piatto Valentina racconta la sua storia d’amore con il Piemonte, dove ha iniziato. Il ricordo di quei piatti torna spesso nella sua cucina, ma prende un suo percorso ben definito. “Talvolta ho l’immagine di un piatto storico – afferma la resident chef di Fuf Off – e lo trasformo in qualcosa di molto diverso. Nei piatti di OFF FESTIVAL c’è un gioco tra il comfort e il disequilibrio che porta all’estremo. Parto da un sapore, da un profumo, da un ricordo, da un colore, da una sperimentazione, anche da un dialogo con un’amica e creo i piatti” – afferma la chef che per Off Festival ha preparato anche un’originale chorba con uova di pesce e gli immancabili dolci.

La chorba di Valentina Chiaramonte

Burro di capra con mandorle e arancia di Valentina Chiaramonte

I cannoli palermitani con ricotta e il burro di capra con mandorle e arancia hanno concluso in dolcezza la serata più Off di tutta la Sicilia.

Valentina Chiaramonte @chezmunita

“Quello con Diego Rossi – ha affermato Valentina Chiaramonte – non è stato solo un incontro professionale, ma anche personale. E’ una bella persona, un professionista di grande bravura, esempio di concretezza in Italia, quella concretezza alla quale aspiro io che sono una cuoca giovane. Per me il fattore umano è fondamentale. Quando succede, – ha concluso Valentina – è poesia, ti rimane addosso”.

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