Pietro D’Agostino incanta la Croazia al Congresso JRE con un piatto d’autore

A rappresentare l’Italia in Croazia nell’ambito della kermesse gastronomica “Raccontiamo la cucina delle regioni” del Congresso Jre  è stato chiamato Pietro D’Agostino, 1 stella Michelin, chef patron de “La Capinera” di Taormina. Il Congresso – che si è appena concluso nella città di Šibenik – è stato organizzato dallo chef Rudolf Štefan e rappresenta per il giovane JRE D’Agostino un’anteprima del Congresso che in Italia si svolgerà il prossimo mese di aprile.

Protagonista di una masterclass, lo chef D’Agostino ha preparato uno dei suo “piatti d’autore”, gli agnolotti ripieni di ricotta nostrana con seppioline e frutti di mare.

Agnolotti ripieni di ricotta siciliana con seppioline e frutti di mare

La mia cucina è come la mia terra – ha commentato lo chef D’agostino – solare, fresca, ricca di tradizione e moderna. Come un mix di creatività e innovazione, memoria e territorio. La materia prima ha riconquistato una sua identità e un suo protagonismo nelle pietanze, pensate secondo il quasi “religioso” rispetto delle stagioni della terra e del mare e seguendo la mappa delle materie prime coltivate, prodotte, realizzate con cura e rispetto. La Sicilia – ha continuato lo chef – va scoperta in lungo e in largo alla ricerca di prodotti assolutamente Dop e Igp, unici per le loro caratteristiche e per l’habitat nel quale sono stati coltivati”.

L’evento in Croazia è stato l’occasione per lanciare una piattaforma gastronomica che incoraggi un autentico scambio di conoscenze ed esperienze, pur affrontando certe criticità attuali in materia di gastronomia, ospitalità e turismo.

Per Pietro D’Agostino, che in qualità di vicepresidente di ACT (Associazione di Commercianti di Taormina) sta lavorando in prima linea per lo sviluppo del turismo nella perla dello Ionio 365 giorni l’anno, diventa fondamentale per ogni territorio definire il patrimonio gastronomico locale ed incoraggiare lo sviluppo sostenibile dell’ospitalità e del turismo.

Per fare questo – ha concluso lo chef – serve tanta passione, ma anche impegno, dedizione, disciplina, tanto più che ora gli standard qualitativi si sono alzati tantissimo”.

 

 

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