La cucina che emoziona e diverte. La prima tappa di Sicilia da Gustare è una grande festa

Scoprire, provare, conoscere, viaggiando in lungo e in largo per la Sicilia per raccontare l’offerta enogastronomica di eccellenza. C’è una grande passione dietro il lavoro del team di professionisti di Sicilia da Gustare, la preziosa Guida che racchiude i luoghi e i sapori di qualità, mettendo insieme le conoscenze che parlano di territorio. Luoghi da vivere appieno per emozionare e emozionarsi. Con questo obiettivo è nata l’idea di organizzare delle cene tematiche in cui far incontrare e confrontare un pubblico di appassionati della buona cucina e del buon bere con chef d’eccezione e produttori di eccellenze.

Carmelo Pagano brinda con la brigata di cucina

La prima tappa di Sicilia da Gustare ha preso il via il 28 febbraio scorso dal Ristorante 900 di Caltanissetta. “Con questa serata – ha commentato l‘editore della Guida, Carmelo Pagano, vogliamo rappresentare la Sicilia da gustare, quella che sa emozionare e divertire con armonia e gusto”.

Il tema della serata è stata la territorialità. Per l’occasione sono state messe in campo realtà differenti, ognuna delle quali porta con sé storie di successo.  A raccogliere l’invito di Sicilia da Gustare, il grande chef Massimo Mantarro,  2 stelle Michelin del Ristorante “Principe Cerami” di Taormina, che nonostante gli impegni che lo portano in giro fuori e dentro l’Europa, ha affermato: “Ci tenevo ad essere presente e ci sono. Questa è una grande festa tra cuochi”.

Accanto a Mantarro in cucina,si sono fatti apprezzare Carmelo Gambacorta, Andrea Romè chef patron del Ristorante 900, Rosario Umbriaco, re dello Street Food di Enna, Carlo Rallo chef di Taglia e Arrusti, il ristorante di carne aperto tre anni fa a San Cataldo con il socio macellaio Giancarlo Urso, e per finire i due Pastry chef di “Ariston Dolci” Vincenzo e Ludovico Cinardo, che rappresentano la terza generazione della Pasticceria avviata nel 1956. La serata ha raccontato anche di una Sicilia imprenditoriale, con due aziende vitivinicole presenti, Casa di Grazia e Tenute Orestiadi. 

Mettere insieme tante personalità e professionalità non era semplice ma con la leadership innata di Mantarro si è riusciti a creare una squadra perfetta e a portare in tavola un menù raffinato ed elegante.

Il menù è stato il trionfo dell‘esaltazione dei prodotti del territorio, a cominciare dall’entrèe affidata a Rosario Umbriaco: l’arancino 100% siciliano con riso di Leonforte aromatizzato ai funghi porcini dell’Etna, vastedda del Belice e mortadella d’asino di Chiaramonte Gulfi. Il tocco in più che Umbriaco ha voluto dare al suo arancino è stato assicurato dalla panatura con grani antichi siciliani (perciasacchi, maiorca e russello) e dalla polvere di fiori di zafferano e vino cotto che si apprezzava al primo morso.

Arancino con riso di Leonforte aromatizzato ai funghi porcini dell’Etna, vastedda del Belice e mortadella d’asino di Chiaramonte Gulfi, polvere di fiori di zafferano e vino cotto di Rosario Umbriaco

La raffinatezza culinaria è arrivata con l’antipasto curato da Massimo Mantarro: Scampo scottato, bietola e tartufo nero, con salsa americana tiepida. L’intensità del gusto è stata sapientemente bilanciata dalle mani esperte dello chef bistellato che ha regalato un altro grande piatto d’autore.

Scampo scottato, bietola e tartufo nero, con salsa americana tiepida dello chef 2 stelle Michelin Massimo Mantarro

Pesce e carne si sono alternati con eleganza nel menù della serata. Il secondo antipasto è stato curato da Carlo Rallo che ha presentato un Battuto di scottona con cipolla rossa e pepe verde, accostato a una deliziosa salsa di fragole. I fiori eduli che hanno impreziosito le preparazioni sono di Jungle Farm  di Andrea Calcione, che ha preso parte alla serata. L’azienda agricola che si estende per 11 ettari produce fiori commestibili, erbe aromatiche e ortaggi.

Battuto di scottona, cipolla rossa di Tropea, pepe verde, fragole e mentuccia di Carlo Rallo

A rinfrescare il palato dei commensali ci ha pensato lo chef del Ristorante ospitante Romè con la sua panzanella con gazpacho, stracciatella e rosso di Mazara.

Panzanella con gazpacho, stracciatella e rosso di Mazara di Andrea Romè

Gli antipasti sono stati accompagnati da “Euphorya”, (dal greco “Porta bene”), lo Spumante Brut Rosé di Frappato  dal perlage fine e persistente con intense note fruttate prodotto dall’azienda Casa di Grazia nella riserva naturale del lago Biviere.

Il trionfo del territorio è arrivato con il primo piatto di Romè, i cavatelli al nero di seppia con fave, mazzareddi, piselli e cacio ragusano. “Il piatto – ha spiegato lo chef – si presenta con la cromia bianco nero ma al centro si nasconde il manifesto di Caltanissetta con cui ho voluto onorare il territorio: i mazzareddi, un’erba spontanea del territorio molto utilizzata nella nostra cucina anche nel periodo pasquale in abbinamento alle favette, ai piselli freschi e al finocchietto selvatico”.

Cavatelli al nero di seppia con fave, mazzareddi, piselli, finocchietto e cacio ragusano di Andrea Romè

In perfetta sintonia con il piatto il Grillo “Zahara” Sicilia DOC con le sue note di sapidità e freschezza e sentore di agrumi. “Zahara significa zagara, – ha spiegato Maria Grazia Di Francesco, che con il marito Angelo produce i vini Casa di Grazia, – ho voluto dare questo nome al vino dopo averlo assaggiato perchè profuma di giardini in fiore. La spiccata sapidità di questo vino – ha spiegato ancora la produttrice – si deve alla vicinanza del mare e del lago salato”.

Carlo Rallo, specialista di carni nel suo ristorante, ha proposto come secondo il lonzino in crosta di carciofi e piacentinu ennese, in abbinamento a Perricone Terre Siciliane IGP -Tenute Orestiadi.

Lonzino in crosta di carciofi e piacentinu ennese di Carlo Rallo

A conclusione della deliziosa cena è arrivato il dessert del Pastry Chef Vincenzo Cinardo di “Ariston Dolci”. La Perla Sicula: mousse al Venezuela, cremoso agli agrumi di Sicilia, perla al mandarino, biscotto al cioccolato, streusel alle mandorle e cioccolato.  Il dolce del giovane pasticcere è una vera sorpresa che mette insieme grande tecnica, una bellissima presentazione e una indiscutibile bontà. 

In abbinamento ai dolci è stato servito l’ottimo Zibibbo “Pacènzia” Tenute Orestiadi.

Zibibbo “Pacenzia” Tenute Orestiadi

“E’ stata un’esperienza bellissima – ha commentato Romè – è difficile trovare un professionista come Mantarro che ha diretto la brigata, senza mai alzare la voce con il carisma del leader che conquista con naturalezza il rispetto delle persone”. “Speriamo di ripetere iniziative del genere – hanno affermato i titolari del 900 – perchè l’obiettivo è portare Caltanissetta al livello delle altre province siciliane”. 

La prima tappa di Sicilia da gustare è stata una vera festa – per riprendere le parole di Mantarro – dove tutti si sono divertiti, non solo per gli eccellenti piatti gustati ma per la piacevolezza della serata, per la raffinata ospitalità e per la sintonia che si è creata dentro e fuori dalle cucine del 900. Dopo il grande successo della prima, possiamo immaginare che Sicilia da Gustare darà vita ad altri imperdibili eventi.

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