Cefalù tra storia, arte, cultura e “Panettone Festival”

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Una Cefalù così viva, affollata da migliaia di visitatori, la si vede per lo più in estate. A dimostrare che talvolta bastano le idee per dare una scossa ad un territorio e muovere l’economia della cittadina ci ha pensato l’Associazione KeFood che – con il patrocinio del Comune di Cefalù e l’impegno attivo dell’Assessorato al Turismo guidato da Simone Lazzara – ha organizzato il “Panettone Festival”. I numeri della I edizione parlano chiaro e dicono che, lavorando in questo senso, si potrà fare sempre meglio.

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Più di quindicimila visitatori totali, 1600 panettoni venduti, 2200 panettoni degustati, 3 mila dolci natalizi, tra creme, torroni, biscotti e cioccolatini acquistati dal pubblico nei tre giorni del Festival, che si è svolto da venerdì 1 a domenica 3 dicembre. Via Roma, una delle strade principali della cittadina medievale, è stata scelta per ospitare gli stand dei quaranta maestri pasticceri, che hanno presentato i loro panettoni artigianali fatti con amore e passione e arricchiti con gustose creme e materie prime: pistacchio, mandorle, fichi secchi, cioccolato nero e bianco, e poi svariati frutti come pere, mele, albicocche e mirtilli. Tra i maestri pasticceri presenti: Salvatore Cappello e Mauro Lo Faso che si sono resi protagonisti di appassionati show cooking e dibattiti dedicati ai dolci del Natale.  Il maestro palermitano Cappello ha preparato un’originale cassata con la ricetta classica che ha poi decorato con un alberello e stelle di natale fatte di zucchero. Cappello ha poi tenuto un’interessante lezione sul lievito madre e sui consigli per riconoscere il vero panettone artigianale, fatto ad arte. “Esiste il panettone finto artigianale – ha detto Cappello – pensato dagli artigiani in modo industriale. Questo non è un prodotto di qualità perché preparato con semi lavorati e con aromi chimici fatti in laboratorio e spacciati per aromi naturali. Gli oli essenziali sono spariti. La mia attenzione è rivolta a questo, – ha concluso Cappello.

La cassata natalizia di Salvatore Cappello

La cassata natalizia di Salvatore Cappello

Il giovane pasticcere di Bolognetta, Mauro Lo Faso ha presentato due dolci: un albero di Natale fatto interamente di cioccolato e decorato ad arte e un dolce creato per l’occasione: “Palermo Milano in slitta”.

Palermo Milano in slitta

Palermo Milano in slitta di Mauro Lo Faso

IMG_6410Presente al Panettone Festival anche il maestro Nicola Fiasconaro che ha affermato: “Il panettone siciliano è ormai una consacrazione. Se oggi in Sicilia ci sono almeno 300 fornai che fanno il loro panettone, è merito mio, che ho dato il via a questa rivoluzione, partita dalla Sicilia e diventata un fenomeno nazionale, trasformando il panettone in un simbolo dell’Italia nel mondo».

Tra gli altri pasticceri presenti Vincenzo Bonfissuto, Roberto Guzzardo, Silvana Bruno, Filippa Milazzo, John Sferruzza, Sebastiano Brocato, Angelo Pusateri e Marco Mocciaro.

Non solo panettoni in questo primo weekend di dicembre ma anche tanta cultura. Molti dei visitatori presenti hanno colto l’occasione per visitare la splendida cittadina medievale. A cominciare dal Duomo di Cefalù, la cattedrale che sorge nel cuore del centro storico, edificata nel 1131 per volere di Ruggero II d’Altavilla, re di Sicilia, Puglia e Calabria. Hanno ammirato con gli occhi rivolti in sù la figura dominante della Cattedrale, il Cristo Pantocratore che è Re, Sacerdote e Profeta. Tra le altre bellezze di Cefalù, non bisogna dimenticare il lavatoio medievale e il quartiere ebraico poco conosciuto e ricco di storia. Infine è consigliata una visita al Museo Mandralisca che conserva tra le sue antiche mura il patrimonio artistico, ma anche l’eredità di memorie di Enrico Pirajno di Mandralisca. Nel Museo si possono ammirare la pinacoteca, la collezione archeologica, il monetario, una raccolta malacologica tra le più ricche d’Europa, nonché mobili ed oggetti di pregio già appartenuti alla famiglia Mandralisca. Fiore all’occhiello del museo sono due riconosciuti capolavori: il magnifico Ritratto d’Uomo, opera di Antonello da Messina, e il cratere siceliota a figure rosse su fondo nero, detto del Venditore di tonno. Il primo è noto in tutto il mondo anche per il romanzo dello scrittore s’antagatese Vincenzo Consolo, “Il sorriso dell’Ignoto Marinaio”, che ad esso è ispirato. Non tutti sanno che nel Museo è presente un’antichissima copia del Volume di Bartolomeo Scappi dedicato alla cucina italiana. Cefalù, cittadina di storia, arte, cultura e da quest’anno anche di panettoni, per la felicità dei più golosi.

INTERESSANTE PRESS TOUR TRA STORIA, ARTE E APPUNTAMENTI ENOGASTRONOMICI 

Abbazia di Santa Anastasia

Abbazia di Santa Anastasia

La visita alle bellezze di Cefalù (Museo Mandralisca, Cattedrale, Quartiere Medievale, Lavatoio) è stata inserita nel programma del press tour organizzato per i giornalisti che si è avvalso delle professionalità di Sandro Varzi, conservatore del Museo Mandralisca, e della guida Daniela Mendola. Di grande rilievo anche la visita all’Abbazia Santa Anastasia fondata dal Conte Ruggero d’Altavilla nel XII secolo. La dimora storica fu affidata ai monaci Teatini, in un primo tempo, per poi trasmetterla ai Benedettini. A questi ultimi va attribuita l’inizio della produzione del vino, che divenne in breve il più richiesto dalle mense baronali e vescovili dell’isola di Sicilia. A lungo, l’Abbazia Santa Anastasia fu il centro culturale ed economico della zona, proprio grazie all’interesse per il vino. Successivamente all’abbandono dell’Abbazia da parte dei Benedettini la struttura subì un tracollo che la portò ad essere un rudere. I risultati d’eccellenza sono stati resi possibili anche grazie all’apporto di due figure come Giacomo Tachis e Riccardo Cotarella. Con interventi mirati e molta cura è stato possibile recuperare i terreni abbandonati, riportandoli all’originale rigoglio sfruttando anche le eccezioni caratteristiche del microclima.

I vitigni dell'Abbazia di Santa Anastasia

Oggi a Santa Anastasia si producono vini da vigneti autoctoni ed internazionali, secondo metodo di produzione biologico e recentemente convertito in biodinamico. La filosofia di produzione è improntata nel rispetto della tradizione, ma anche dell’ecosistema, utilizzando moderne attrezzature enologiche ed energia che proviene da fonti alternative. I vini prodotti sono pura espressione del terroir che li origina.

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Un accurato e sapiente restauro conservativo della struttura ha consentito di riportare l’abbazia ai suoi fasti, ricavando un relais esclusivo per offrire ospitalità con comfort di alto livello. Il Relais accoglie i propri ospiti in 28 camere, ognuna dedicata ad un vitigno. La struttura è dotata di due ristoranti, ideali per riscoprire la cucina mediterranea come accompagnamento al racconto del vino, ma anche una palestra all’avanguardia, una piscina e oltre 400 ettari per passeggiate alla scoperta della vera natura di Sicilia. Un luogo incantevole e un’accoglienza splendida che ci è stata riservata da Filomena Salerno, responsabile del marketing e della comunicazione e dallo staff della meravigliosa Abbazia che sorge a due passi da Cefalù.

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